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Sui preti sposati in questi giorni, si è voluto – mentendo – far passare una materia disciplinare come un affare dottrinario

Vaticano

E’ certo che nell’Esortazione apostolica sul Sinodo Panamazzonico il Papa aprirà alla possibilità di “ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti dalla comunità” nelle diocesi amazzoniche

(a cura Redazione “Il sismografo”)

Diaconi permanenti di Abaetetuba (Brasile)

(LB – RC) E’ ben noto che il Santo Padre prepara da diverse settimane il testo,  molto avanzato nella sua stesura definitiva, dell’Esortazione apostolica post sinodale annunciata alla chiusura del recente Sinodo dei vescovi dedicato all’Amazzonia e che probabilmente sarà pubblicata entro i primi di febbraio. E’ anche ben noto che una parte sostanziale dell’assemblea sinodale si è incentrata sulla proposta di sopperire alla mancanza di sacerdoti nelle diocesi dei 9 Paesi sudamericani amazzonici autorizzando, con una regolamentazione procedurale precisa, l’ordinazione di diaconi sposati. La proposta in questione, la N° 111 del documento finale, venne approvata con 128 voti a favore e 41 contrari. Va ricordato che la maggioranza qualificata dei due terzi era pari a 123 voti sul totale di partecipanti con diritto a voto (184).
Ecco il paragrafo citato (diviso da noi con sottotitoli inesistenti nell’originale):
Difficoltà di accesso all’Eucaristia
“Molte delle comunità ecclesiali del territorio amazzonico hanno enormi difficoltà di accesso all’Eucaristia. A volte trascorrono non solo mesi, ma addirittura diversi anni prima che un sacerdote possa tornare in una comunità per celebrare l’Eucaristia, offrire il sacramento della Riconciliazione o celebrare l’Unzione degli Infermi per i malati della comunità.”
Il dono del celibato e le vocazioni
“Apprezziamo il celibato come dono di Dio (cfr. Sacerdotalis Caelibatus, 1) nella misura in cui questo dono permette al discepolo missionario, ordinato al presbiterato, di dedicarsi pienamente al servizio del Santo Popolo di Dio. Esso stimola la carità pastorale e preghiamo che ci siano molte vocazioni che vivono il sacerdozio celibatario.”
Ordine sacerdotale e disciplina del celibato
“Sappiamo che questa disciplina “non è richiesta dalla natura stessa del sacerdozio” (PO 16), sebbene vi sia per molte ragioni un rapporto di convenienza con esso. Nella sua enciclica sul celibato sacerdotale, san Paolo VI ha mantenuto questa legge, esponendo le motivazioni teologiche, spirituali e pastorali che la motivano. Nel 1992, l’esortazione post-sinodale di san Giovanni Paolo II sulla formazione sacerdotale ha confermato questa tradizione nella Chiesa latina (PDV 29).”
Ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti dalla comunità
“Considerando che la legittima diversità non nuoce alla comunione e all’unità della Chiesa, ma la manifesta e ne è al servizio (cfr. LG 13; OE 6), come testimonia la pluralità dei riti e delle discipline esistenti, proponiamo che, nel quadro di Lumen Gentium 26,  l’autorità competente stabilisca criteri e disposizioni per ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti dalla comunità, i quali, pur avendo una famiglia legittimamente costituita e stabile, abbiano un diaconato permanente fecondo e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato al fine di sostenere la vita della comunità cristiana attraverso la predicazione della Parola e la celebrazione dei Sacramenti nelle zone più remote della regione amazzonica. A questo proposito, alcuni si sono espressi a favore di un approccio universale all’argomento.

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Le analisi, le considerazioni e le conclusioni della maggioranza dei padri sinodali dunque sono trasparenti e precise, come è stato illustrato. Come potrebbe ignorare Papa Francesco, che ha voluto questo Sinodo proprio per ascoltare l’opinione dei padri sinodali, una presa di posizione che ha avuto il sostegno di una maggioranza qualificata addirittura superiore a quanto richiesto dal regolamento?
Da numerose fonti vicine al dossier risulta che Papa Francesco nella sua Esortazione autorizzerà queste ordinazioni proprio come si legge nel paragrafo N° 111 sapendo che c’è una fetta della gerarchia e del Popolo di Dio che si oppone e non condivide la scelta. E’ una minoranza, rispettabile, ma comunque un settore minoritario della Chiesa. Con mitezza e simpatia lo ha ricordato lo stesso Pontefice secondo quanto ha riferito  oggi Eugenio Scalfari senza essere smentito.
Francesco è anche consapevole che l’argomento è stato usato e sarà usato di nuovo per creare divisioni e tensioni all’interno della Chiesa così come sono stati usati altri temi, Ormai è questa la strategia dei molteplici oppositori del pontificato, e cioè una miriade di gruppetti e opinionisti, divisi fra loro, che utilizzano l’unica arma di cui possono disporre  agevolmente: le campagne mediatiche, organizzate con i pregi che consente la generosa disponibilità dei finanziatori. L’ultimo esempio è il famigerato libro del card. Robert Sarah, con il contributo del vescovo emerito di Roma, inflazionato in Francia con supplementare abilità editoriale e giornalistica.
Certamente però non sarà tutto questo periodico can-can mediatico a fermare Papa Francesco e la maggioranza del Popolo di Dio che vogliono percorrere questa strada senza farsi intimidire anche quando, come in questi giorni, si è voluto – mentendo – far passare una materia disciplinare come un affare dottrinario.

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