Europei 2020. Per il Gran Tour del calcio l’Italia trova Turchia, Svizzera e Galles

Il prossimo campionato continentale non vedrà più una nazione ospitante, ma si giocherà in 12 città di altrettanti Paesi. Fischio d’inizio a Roma il 12 giugno, finale a Londra il 12 luglio

Prossimi avversari agli Europei. Da sinistra: gli allenatori di Svizzera, Vladimir Petkovic,  Turchia, Senol Gunes, Italia, Roberto Mancini, e Galles, Ryan Giggs. Si sfideranno nel gruppo A, si stringono la mano dopo il sorteggio dei gironi a Bucarest (Ansa)

Prossimi avversari agli Europei. Da sinistra: gli allenatori di Svizzera, Vladimir Petkovic, Turchia, Senol Gunes, Italia, Roberto Mancini, e Galles, Ryan Giggs. Si sfideranno nel gruppo A, si stringono la mano dopo il sorteggio dei gironi a Bucarest (Ansa)

da Avvenire

Il giro d’Europa in 30 giorni, attraversando 12 città di altrettante nazioni, dormendo in otto capitali e smaltendo quattro fusi orari. Sembra un Grand Tour ottocentesco, in realtà è il piano di battaglia per il prossimo Campionato Europeo di calcio

Addio unica nazione ospitante, stadi nuovi sovradimensionati e rifacimento di aeroporti e autostrade. L’Euro 2020 nasce rivalutando l’esistente e costringendo squadre e tifosi a un mese di viaggi lungo il vecchio continente. 

Si comincia il 12 giugno alle 21 allo stadio Olimpico di Roma con l’Italia di Roberto Mancini opposta alla Turchia, si finisce il 12 luglio sempre alle 21 italiane con la finalissima in calendario allo stadio Wembley di Londra. In mezzo altre 49 sfide sparse dalla Spagna all’Azerbaigian, dalla Danimarca alla Romania, dalla Scozia alla Russia, passando anche per Olanda, Germania, Ungheria e Irlanda. 

Il festival paneuropeo del calcio ha preso forma nella fredda e piovosa Bucarest, dove l’urna è stata benevola con gli azzurri. Dopo la Turchia l’Italia affronterà infatti sempre all’Olimpico la Svizzera e il Galles

Potevano arrivare la Francia e il Portogallo ci siamo ritrovati invece avversari alla portata, i quali dovranno fare avanti e indietro tra Roma e Baku. Transalpini e lusitani, rispettivamente campioni del mondo e d’Europa in carica, faranno invece compagnia alla Germania, in quello che si annuncia il gruppo più spettacolare. 

Per il resto il Belgio troverà Russia e Danimarca, l’Olanda affronterà Ucraina e Austria, Inghilterra se la vedrà contro Croazia e Repubblica Ceca, la Spagna sarà opposta a Polonia e Svezia. Passano le prime due più le migliori quattro terze. A fine marzo, dopo gli spareggi, si conosceranno le ultime quattro nazioni ammesse alle nozze di diamante della competizione continentale (prima edizione datata 1960).

L’idea dell’Europeo itinerante balenò nella mente di Michel Platini nel 2012 e fu accolta con entusiasmo tanto che un anno dopo il lancio della proposta a Nyon giunsero 32 manifestazioni di interesse, confluite poi dodici mesi più tardi nei 19 dossier recapitati in Svizzera: due sia per il pacchetto standard (4 partite) sia per quello finale (tre match), 17 solo per lo standard. 

La scelta avvenne a Ginevra nel settembre 2014, quando furono svelati i nomi delle allora 13 città coinvolte. I piani iniziali prevedevano il match d’apertura a Bruxelles, la città simbolo delle istituzioni europee, ma i ritardi nella progettazione del nuovo stadio (che alla fine non sarà più costruito) portarono l’Uefa a escludere la capitale belga dalla manifestazione nel dicembre 2017.

Così le quattro partite finirono a Londra (che tra giugno e luglio prossimi, nonostante la Brexit, sarà teatro di sette sfide), mentre l’inaugurazione prese la via di Roma. L’alfa e l’omega nelle due città più popolose tra quelle coinvolte. Mentre per sette Paesi sarà la prima esperienza organizzativa, per l’Italia si tratterà della terza volta, dopo il 1968 e il 1980. 

In entrambi i casi a Roma toccò il match conclusivo, stavolta le spetterà il capitolo iniziale, allestendo lo spettacolo introduttivo dal maggiore impatto mediatico. Dopo il percorso netto nella fase di qualificazione la truppa del Mancio dovrà confermarsi nelle partite che contano. Se due anni fa il mancato accesso al Mondiale russo segnò l’Apocalisse del calcio azzurro, tra sei mesi la pattuglia tricolore è attesa alla prova del nove, per capire se di vero Rinascimento si tratti.

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