Avvenire tenta di arginare richiesta di preti sposati circoscrivendo il caso a Amazzonia. Ma i preti sposati servono per tutta la Chiesa Cattolica

Monsignor Giuliano Frigeni, missionario del Pime, è in Brasile da quarant’anni e da venti è vescovo di Parintins, la diocesi nel cuore dell’Amazzonia che si stende interamente nella foresta, tra gli affluenti del Grande Fiume che danno alimento a cinquecento comunità e ai villaggi del popolo indigeno Sateré-mawé. Ad avvenire ha fatto delle dichiarazioni (riportate in basso su preti e celibato) ribadendo tesi apologetiche classiche che non tengono conto della realtà della Chiesa di oggi sparsa in tutto il mondo

Si batte il tasto sulla questione dei viri provati. Dicono che siano necessari, perché nella cultura indigena non esiste il celibato. Si può fare? È legittimo o no discuterne nel Sinodo?
Ci sono i sacerdoti sposati anche in altri riti cattolici. Ed è legittimo discutere in Sinodo della possibile ordinazione sacerdotale di laici di genere maschile, soprattutto per garantire i sacramenti a chi si trova lontano e per i sacerdoti è difficile raggiungerli di frequente. Si discute di questo, ma è strettamente circoscritto al caso dell’Amazzonia o a situazioni analoghe. E certo non può essere usato strumentalmente per dire che adesso «i preti si sposano» e conviene abolire il celibato anche nella Chiesa cattolica di rito latino.

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