«Siamo l’altra metà del cielo», e vogliamo contare

Il Manifesto pubblica un articolo di Luca Kocci.

«Senza le nostre voci, metà della Chiesa resta in silenzio».

Sono le voci delle donne, la maggioranza assoluta dei cattolici nel mondo, implacabilmente zittite da un’istituzione – quella della Chiesa cattolica romana – maschile per statuto, maschilista e patriarcale per vocazione.

Per questo le donne, sia religiose che laiche, alla vigilia dell’avvio dell’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la regione panamazzonica (in Vaticano dal 6 al 27 ottobre), faranno sentire la propria voce con una iniziativa pubblica a Roma, il prossimo 3 ottobre, per denunciare la loro esclusione e chiedere, ancora una volta, di poter contare qualcosa nella Chiesa cattolica.

L’INIZIATIVA è di Voices of Faith, un network nato qualche anno fa per promuovere l’uguaglianza delle donne nella Chiesa, che ora ha lanciato lo slogan #votesforcatholicwomen, per rivendicare la presenza attiva delle donne nelle sedi istituzionali dove si discute e si prendono le decisioni, a cominciare dai Sinodi, ancora riservati ai soli vescovi, maschi.

«Il silenzio la dice lunga: è il suono dell’ingiustizia, dell’indifferenza, dell’ineguaglianza», sono le parole che si leggono nel video dell’iniziativadelle donne. «Le decisioni che riguardano tutti noi non possono essere espresse dalla metà di noi», le frasi che scorrono sotto i volti e i corpi di donne, suore e laiche, giovani e anziane, bianche e nere, tutte accomunate dal fatto di essere escluse dalle responsabilità ecclesiali. «Le nostre voci devono stare dove si prendono le decisioni, dove cambiano le cose. Le nostre voci portano compassione, giustizia, forza. E senza le nostre voci, metà della Chiesa resta in silenzio».

A Roma, il 3 ottobre, ci sarà, fra le altre, la suora benedettina catalana Maria Teresa Forcades, biblista e teologa: «Le donne religiose sono più numerose dei religiosi maschi, il rapporto è circa dieci a uno, ma non abbiamo diritto di voto – dice Forcades -. Questo deve cambiare, se vogliamo l’uguaglianza nella Chiesa cattolica». «Sono preoccupata per l’invisibilità delle donne nella Chiesa», spiega suor Maria Luisa Berzosa Gonzalez, una delle quattro donne (tre religiose e una laica) che papa Francesco ha nominato fra i consultori della segreteria generale del Sinodo sull’Amazzonia, naturalmente senza diritto di voto. In Vaticano «ci sono forti resistenze – aggiunge -, ma io sono ottimista, si apriranno delle porte».

SONO TRE GLI OBIETTIVI che le donne di Voices of Faith si pongono e che rilanceranno il 3 ottobre a Roma.

Il primo è il diritto di voto per le donne nei Sinodi. «I religiosi maschi hanno il diritto di voto – spiegano le attiviste di Voices of Faith -. Le religiose hanno la stessa posizione canonica, ma a nessuna di loro è concesso lo stesso diritto».

Eventualmente, però, se ne parlerà per i prossimi Sinodi, perché in questo sull’Amazzonia le poche donne presenti nell’assemblea saranno perlopiù «uditrici» senza diritto di voto.

Il secondo è il riconoscimento di «ruoli di leadership» nelle istituzioni vaticane. «Nel corso del suo pontificato, papa Francesco ha nominato tre donne come sottosegretari – ricordano -. Tuttavia, nessuna donna è ancora stata scelta per i ruoli più elevati all’interno della Curia romana, sebbene questi incarichi siano aperti anche alle donne». Da qui la richiesta: «Infrangiamo questo soffitto di cristallo che impedisce alle donne di accedere agli uffici principali della Chiesa cattolica».

Infine, terzo obiettivo, l’avvio di un «processo di cambiamento autentico che porti le donne a ricoprire ruoli di responsabilità» non solo in Vaticano ma «a tutti i livelli della Chiesa cattolica». Spiegano le donne di Voices of Faith: «C’è bisogno di un processo globale per poter ascoltare le tante voci delle donne, confrontarsi sulle soluzioni pratiche da adottare e definire dei piani di inclusione reali, per far sentire le voci delle donne all’interno dei processi decisionali».

LA SINTESI, semplice e chiara, la fa Doris Wagner, un’ex suora tedesca che pochi mesi fa ha denunciato di aver subito abusi sessuali da parte di un prete che lavorava alla Congregazione per la dottrina della fede (l’ex Sant’Uffizio) e che è una delle leader di Voices of Faith: le donne «devono essere riconosciute uguali agli uomini».

Suore in posa per la campagna delle religiose «Voices of Faith»
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