Sinodo Amazzonia, reintrodurre preti sposati in servizio, nuova figura pastorale a fianco dei preti celibi

 Le questioni più dibattute riguarderanno “il diritto all’Eucarestia”, ossia la possibilità che laici e laiche, anche sposati, portino l’Eucarestia nei luoghi più isolati, dove le celebrazioni della messa presiedute da sacerdoti sono un lusso. La maggior parte dei vescovi sono infatti alla guida di diocesi con territori vastissimi, difficili da raggiungere. “Sarebbe un passo importante per la dimensione quotidiana della vita delle comunità – sottolinea padre Dario Bossi, provinciale dei comboniani, che vive da dodici anni in Brasile, commentando al Sir -. Non possiamo sacrificare la vita della Chiesa. Non è una proposta che nega il valore del celibato, che continua ad essere un dono in funzione della missione. Ma include la possibilità di altre figure ministeriali”. A Roma dal 4 al 27 ottobre si svolgerà anche un evento parallelo intitolato “Amazzonia, casa comune”. Organizzato da numerose realtà cattoliche, sarà allestito nella chiesa S. Maria in Traspontina: una tenda, uno spazio di incontro e preghiera dove ascoltare le storie dei protagonisti e vivere la spiritualità amazzonica. Ci saranno dibattiti, testimonianze, mostre fotografiche, film.

Per il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati £è arrivato il momento per i preti cattolici romani sposati di essere richiamati in servizio nella Chiesa. Il Sinodo sull’Amazzonia potrebbe introdurre nuove figure pastorali, come ad esempio i preti sposati che hanno dispensa dal celibato e matrimonio religioso e desiderano lavorare ancora nel ministero sacerdotale”.

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