Preti sposati commentano caso di Rovigo. Parroco in crisi mistica, un anno via dalla chiesa. I fedeli: «È innamorato»

È il caso di don Daniele Spadon, 35 anni, polesano, che saluterà domenica la comunità di Occhiobello prima di prendersi un anno di pausa per motivi personali. La notizia in un articolo di Natascia Celeghin di corriere.it. “Per il Movimento dei sacerdoti sposati è una scelta del prete e non un’occasione per attaccare la giusta causa dei preti sposati per la riforma della Chiesa.

Di seguito articolo:
OCCHIOBELLO (ROVIGO) Non è il primo sacerdote a chiedere una pausa dal sacerdozio. E probabilmente non sarà nemmeno l’ultimo a farlo per «affari di cuore». Debolezze umane che possono colpire anche i sacerdoti, al punto tale che per rispetto dell’abito che indossano è possibile chiedere una pausa dal sacerdozio.

La pausa di riflessione
È il caso di don Daniele Spadon, 35 anni, polesano, che saluterà domenica la comunità di Occhiobello prima di prendersi un anno di pausa per motivi personali. Il giovane parroco del Comune polesano, bagnato dal fiume Po e a un passo da Ferrara, ha chiesto a monsignor Pierantonio Pavanello, vescovo della diocesi di Adria e Rovigo, di sospendere per un anno la sua attività nelle parrocchie di Occhiobello, Santa Maria Maddalena e Gurzone. Tre piccole comunità di fedeli che don Daniele segue da ottobre 2018 assieme a don Nicola Albertin. «Preferisco non parlare, restare tranquillo e non avere pensieri in questo momento. Non voglio commentare nulla. Domenica saluterò i fedeli nell’orario consueto delle messe», è il commento breve, ma cordiale, di don Daniele.

La Diocesi
Al vescovo Pavanello, come confermato dagli uffici della Diocesi della provincia di Rovigo, don Spadon ha chiesto di sospendere per dodici mesi l’attività di presbitero per motivazioni prettamente private e personali. «Può anche darsi che la richiesta sia per questioni familiari o per accudire un parente. La richiesta di don Spadon è comunque contemplata e non ha nulla di eccezionale, soprattutto perché lo stop non è imposto dall’alto, ma proviene direttamente dal parroco», fanno sapere con discrezione dagli uffici diocesani del capoluogo polesano.
I pettegolezzi
Ma a Occhiobello il chiacchiericcio tra i fedeli si concentra su una possibile liason sentimentale del sacerdote con una donna. Un po’ alla stregua della fiction degli anni Ottanta «Uccelli di Rovo» in cui il sacerdote protagonista si innamora perdutamente di una donna, pur consapevole dell’impossibilità della relazione amorosa. Ma qui non si tratta di fiction e, anche se fosse per questioni sentimentali, don Daniele Spadon, ha con rispetto deciso di mettere in pausa la sua vita ecclesiastica. Perché don Daniele ancor prima che parroco è un giovane di 35 anni alto, prestante, barbuto, occhi e capelli castani dal sorriso gentile. Nato e cresciuto a Rovigo si è diplomato al liceo Scientifico Paleocapa. È stato ordinato sacerdote nel 2009 e a distanza di dieci anni dalla nomina di ministro del culto cattolico, è arrivata la crisi spirituale che lo porterà, domenica, a salutare i suoi fedeli.
Gli anni di sacerdozio
In dieci anni di sacerdozio è stato cappellano a Badia Polesine, animatore vocazionale in seminario, e poi parroco di Castelnovo Bariano prima di approdare l’anno scorso a Occhiobello. Ora ha chiesto lo stop e in questo anno lo sostituirà don Patrizio Boldrin, spostato in via eccezionale dalla parrocchia di Gavello. In Veneto don Spadon non sarebbe il primo sacerdote a dismettere la tonaca per sposarsi e metter su famiglia. Diversi colleghi lo hanno preceduto, due nel Padovano. Il caso più noto è quello dell’ex parroco di Monterosso, il 52enne Sante Sguotti. Il famoso parroco-papà che nell’agosto 2007 annunciò ai suoi fedeli dall’altare, durante l’omelia, di avere un figlio, all’epoca di 9 mesi, nato a seguito di una relazione con una parrocchiana. Oppure, sempre in provincia di Padova, un altro caso balzato agli onori delle cronache nel 2011 per «Don Rock», cioè don Paolo Spoladore, che nel 2011 venne spretato e obbligato dal tribunale dei minori di Venezia a riconoscere ufficialmente suo figlio.

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