Venezia 2019. Almodovar: “Il Leone alla carriera, un bel risarcimento”

Il regista spagnolo 31 anni fa partecipò alla Mostra senza vincere nulla. E la Mansour piange per le donne saudite

Almodovar: "Il Leone alla carriera, un bel risarcimento"

da Avvenire

“Un bel risarcimento”. Così il regista spagnolo Pedro Almodovar ha detto oggi ricevendo il Leone d’oro alla carriera, 31 anni dopo la
partecipazione alla Mostra del cinema con Donne sull’orlo di una crisi di nervi, che allora non vinse nulla, e lo considera “un premio a quel film, un atto di giustizia anche politica”. Come ha ricordato in una conferenza stampa al palazzo del Casino del Lido di Venezia, “il presidente della Giuria del
1988, Sergio Leone, aveva detto che il mio film meritava di vincere” ma i tempi non erano maturi per un premio a un film così alternativo”. Intanto fuori dal Palazzo del Cinema è febbre per le grandi star: da ore sotto il sole stazionano i fans in attesa che sfilino sul red carpet Scarlett Jhoansson protagonista di “Marriage Story” di Noah Baumbach accanto ad Adam Driver, e un sempre in forma Brad Pitt, che in “Ad Astra” di James Gray è l’astronauta Roy McBride, che parte per una missione ai margini del sistema solare per ritrovare il padre disperso e per svelare un mistero che può minacciare il futuro dell’umanità.

Non passerà inosservato però neanche The Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour, la prima regista donna dell’Arabia Saudita, che proprio nel 2012 portò a Venezia nella sezione Orizzonti Wadjda, il suo primo lungometraggio ed il primo film a essere girato in Arabia Saudita. In questo nuovo film in Concorso, infatti, la regista racconta di Maryam, una donna saudita che, pronta per una vacanza a Dubai, viene respinta ai controlli dell’aeroporto di Riad perché il permesso rilasciato dal padre, suo tutore maschile come vuole la legge saudita, non è stato rinnovato. La ragazza deciderà di dedicarsi alla politica per combattere norme sociali che ritiene ingiuste, come la segregazione di genere. Durante la conferenza stampa di oggi il tema della condizione femminile ha tenuto banco e la regista non ha trattenuto le lacrime quando ha auspicato che sua figlia “possa vivere in un Paese così, in cui c’è posto per i diritti delle donne”.

CONTE AL LAVORO SUL GOVERNO BIS CON CONSULTAZIONI SPRINT

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INCONTRA DELEGAZIONI FDI, PD, FI, LEGA E M5S. SALVINI NON VA Giuseppe Conte termina oggi il giro di consultazioni-sprint, incontrando le delegazioni di Fdi, Pd, Fi, e M5s. Andrà anche la Lega, ma senza Salvini che lancia una manifestazione contro il nuovo governo il 19 ottobre a Roma. L’iniziativa divide il centrodestra: Fdi in piazza il giorno della fiducia, ma Fi è fredda. Accettando con riserva l’incarico del Quirinale di formare un governo, Conte assicura “novità”. I 5S fanno quadrato intorno a Di Maio: ‘Chi lo attacca è contro tutti noi’, dice Patuanelli, confermando il voto su Rousseau. 

GIUDICE CHIUDE IL CASO EPSTEIN, OMAGGIO ALLE VITTIME

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PROSEGUONO LE INDAGINI SULLA RETE DEI COMPLICI Un giudice ha chiuso formalmente il procedimento contro il miliardario Jeffrey Epstein tre settimane dopo il suo suicidio in un carcere di New York, dove era detenuto in attesa di processo per l’accusa di traffico sessuale di minorenni nei primi anni 2000 in Florida e nella Grande Mela. Il giudice ha voluto rendere un tributo finale alle 16 donne che martedì scorso sono andate in tribunale per testimoniare le loro accuse al finanziere. Le indagini proseguono per individuare la rete di complici tra i suoi collaboratori. 

LA MOSTRA DI VENEZIA ASPETTA IL DISCUSSO FILM DI POLANSKI

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OGGI IN GARA ANCHE ‘IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ’ DI MARTONE Dopo le polemiche della giornata d’apertura, a Venezia si torna a parlare di Roman Polanski (che non verrà al Lido) per la presentazione oggi in concorso del suo film, J’Accuse (L’ufficiale e la spia). Sotto i riflettori anche il primo dei tre film italiani in concorso, ‘Il sindaco del Rione Sanità’ di Mario Martone, che dopo il suo adattamento teatrale, porta uno dei capolavori di Eduardo de Filippo anche sul grande schermo, in un’ambientazione moderna ma rispettando appieno il testo. 

NUOVE ESPLOSIONI SUL VULCANO, A STROMBOLI TORNA LA PAURA PIOGGIA DI CENERE MA NESSUN DANNO. INGV, ATTIVITÀ MEDIO-ALTA

Due nuove esplosioni sul vulcano fanno tornare la paura a Stromboli. Nonostante l’attività parossistica leggermente inferiore rispetto a quella dei giorni scorsi, il ripetersi di questi fenomeni comincia a destare preoccupazione. La Protezione Civile non segnala danni e definisce la situazione “sotto controllo”. Monitora l’Osservatorio etneo dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv), che cataloga l’attività di entità medio-alta.

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Chiamati a costruire ponti. Seminario di formazione del World Council of Churches


L’Osservatore Romano 

(Riccardo Burigana) Cosa devono fare i cristiani per testimoniare la loro vocazione al cammino ecumenico in una società interreligiosa e interculturale? È stata questa la domanda che ha guidato il seminario di formazione tenutosi presso l’Istituto ecumenico di Bossey, in Svizzera, dal 5 al 15 agosto. L’incontro, organizzato dal Consiglio ecumenico delle Chiese, secondo una tradizione ormai consolidata, era rivolto, soprattutto, ai giovani che vivono in prima persona il loro impegno per la costruzione dell’unità della Chiesa nelle comunità locali in tante parti del mondo. Con il seminario il World Council of Churches ha voluto rilanciare l’idea di quanto sia importante una formazione ecumenica che coinvolga conoscenze e esperienze diverse per sostenere l’annuncio della Parola di Dio, come primo passo per costruire un mondo di giustizia e di pace. Per questo il programma dell’evento è stato pensato all’interno del “pellegrinaggio di giustizia e di pace” con il quale il Wcc, dall’ultima assemblea di Busan, si è adoperato per valorizzare le esperienze locali dei cristiani, individuando le “ferite” personali e comunitarie così da rimuovere insieme, nella quotidianità, le ingiustizie che le hanno determinate.
Il seminario di Bossey si è concentrato su come le comunità cristiane vivono oggi in una società post-moderna, nella quale la dimensione interculturale e interreligiosa apre prospettive nuove, proponendo delle sfide alle quali i cristiani devono rispondere per rafforzare la testimonianza cristiana che si alimenta nel dialogo e con il dialogo; proprio la forza del dialogo costituisce uno degli elementi centrali nel cammino ecumenico perché aiuta i cristiani a comprendere la propria identità con la quale creare ponti anche con le altre religioni.
Durante i lavori è stato sottolineato come i cristiani devono essere preparati a rispondere, e non solo a condannare, alle istanze xenofobe, razziste e nazionaliste che percorrono la società contemporanea, talvolta invocando una dimensione religiosa, come giustificazione, nonostante le dichiarazioni degli organismi ecumenici e delle comunità religiose riaffermino l’estraneità della religione a ogni forma di violenza e discriminazione.
Particolarmente interessante è stata la parte della condivisione delle esperienze di dialogo, anche interreligioso, comprese quelle che non hanno condotto a buoni risultati sulla strada della giustizia e della pace; si è parlato di come costruire dei percorsi per rendere significativa l’esperienza di fede con la quale «sviluppare una lettura condivisa dell’oggi, scoprire degli approcci cristiani per affrontare le sfide e sostenersi nel cammino così da trasformare le comunità locali».
Con il seminario di Bossey il Consiglio ecumenico delle Chiese ha voluto riaffermare la priorità di un’azione che conduca a un sempre maggior coinvolgimento dei giovani nel cammino ecumenico a partire dalla trasmissione di quanto è stato fatto negli ultimi decenni per il superamento dello scandalo delle divisioni, così come è stato in occasione del settantesimo anniversario di fondazione del World Council of Churches.
Si tratta tuttavia di una priorità che ha assunto negli ultimi tempi — come è apparso evidente anche nel recente convegno sulla Laudato si’ a Nairobi (15-16 luglio) — una nuova dimensione nella definizione di progetti reali e concreti per una testimonianza ecumenica in grado di contribuire alla realizzazione di una società pienamente fondata sui valori cristiani.
L’Osservatore Romano, 28-29  agosto 2019

NUOVA ERUZIONE DELLO STROMBOLI, ‘UN BOTTO E IL CIELO NERO’

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LA PAURA DEI TURISTI. CENERE SULL’ISOLA, MA NESSUNO DANNO ‘Un’esplosione fortissima, poi il cielo nero. Mai sentito un botto così’, trema ancora la voce dei turisti per la nuova eruzione dello Stromboli dopo quella del 3 luglio. Sull’isola sono caduti cenere, sabbia e piccoli sassi vulcanici, ma non ci sono stati danni alle cose o alle persone, tranne piccoli focali d’incendio sul versante di Ginostra del Vulcano. 

LA VERITÈ APRE LA MOSTRA DI VENEZIA, È POLEMICA PER POLANSKI

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BINOCHE E DENEUVE LE PROTAGONISTE. MARTEL NON ANDRÀ ALLA CENA Apre con La Verità di Kore-eda Hirokazu, film su donne e gender con Catherine Deneuve e Juliette Binoche, la Mostra del cinema di Venezia numero 76. E’ anche il giorno di ‘Pelican Blood’di Katrin Gebbe per Orizzonti e ‘Only the animals’ di Dominik Moll tra gli Autori. Subito polemiche al Lido. ‘Non sarò alla cena di gala di Polanski per non dovermi alzare e applaudire’, dice la presidente della Giuria Lucrecia Martel, commentando la partecipazione in concorso di J’accuse. ‘Il film mi è piaciuto molto. Non sono un giudice, ma un critico cinematografico, il mio lavoro finisce qui’, la replica del direttore della Mostra Barbera. 

Papa Francesco scrive ai preti che lasciano: “Dolore e gratitudine”. Non basta: “Chiesa riaccolga i preti sposati”.

Papa Francesco scrive una lettera ai preti nel 160° morte Giovanni Maria Vianney, curato d’Ars (1859-2019). Tra le righe si intravede anche la figura dei preti sposati che si sentono chiamati in causa: “Bene la lettera del Papa. Non basta occorre cambio della normativa che ci riaccolga nel ministero” (ndr)

Di seguito testo tratto da bergamonews.it

“Dolore, gratitudine, coraggio e lode per essere preti in uscita”.

Nel 160° della morte di Giovanni Battista Vianney, il curato d’Ars, Papa Francesco in una “lettera ai fratelli presbiteri” esprime incoraggiamento e vicinanza a coloro che “senza rumore” lasciano tutto per impegnarsi nelle comunità, lavorano “in trincea”, ci mettono la faccia “per curare e accompagnare il popolo di Dio” e “in maniera inosservata e sacrificata, nella stanchezza o nella fatica, nella malattia o nella desolazione, assumono la missione come un servizio a Dio e al suo popolo”.
Un altro passo rivoluzionario di Bergoglio: firma non da San Pietro ma da San Giovanni in Laterano come Vescovo di Roma.

Senza condanne o liste di proscrizione conforta i suoi preti; ricorda l’importanza del loro servizio; riconosce che la maggior parte ha subìto lo scandalo come una coltellata. Non indica nemici o capri espiatori: “Abbiamo sentito il grido dei nostri fratelli vittime di abusi di potere, di coscienza e sessuali da parte di ministri ordinati. Senza negare e misconoscere il danno, sarebbe ingiusto non riconoscere tanti sacerdoti che offrono tutto per il bene degli altri, sanno piangere con coloro che piangono, fanno della loro vita un’opera di misericordia. Vi ringrazio per il vostro coraggioso e costante esempio”.