GRAN BRETAGNA, IL CAPPELLANO AFFIANCA IL MEDICO DI FAMIGLIA

Novità nel Regno Unito. Il sistema sanitario prevede che, su richiesta del paziente, il medico di base debba contattare il rappresentante della religione professata dal malato

Famiglia Cristiana

Sono stati i medici generici britannici a individuare un bisogno spirituale o religioso nei loro pazienti che rimaneva non soddisfatto.

E l’”Associazione di cappellania in medicina generica” ha risposto, garantendo sacerdoti e persone con una formazione religiosa e psicologica in grado di lavorare fianco a fianco con malati che sono alla ricerca della loro fede.

Dell’iniziativa ha parlato il programma “Sunday”, “Domenica”, del canale 4 della Bbc radio.

In questo momento, nel Regno Unito, sono quindici le zone dove gli ambulatori possono offrire questa forma di sostegno a chi non sta bene. Secondo le ultime ricerche scientifiche, pubblicate sulla rivista “Journal of health care chaplaincy”, ovvero “Rivista per i cappellani che curano la salute”, l’aiuto di un sacerdote o di un rappresentante religioso ha lo stesso impatto,  sulla salute di un paziente, di una cura a base di antidepressivi.

L’articolo intitolato “Chaplains for Wellbeing in Primary Care: A Qualitative Investigation of Their Perceived Impact for Patients’ Health and Wellbeing”, ovvero “Cappellani per il benessere nella medicina di base: un’inchiesta qualitativa su come viene percepito il loro impatto sulla salute e il benessere dei pazienti” spiega, per esempio, come la fede religiosa sia una parte fondamentale dell’identità di una persona.

Quando questo sistema di credenze e valori non può essere espresso il paziente prova sentimenti di perdita e di alienazione che mettono il suo senso di sicurezza interna e l’ autostima a rischio. Tocca al cappellano aiutare il malato a ritrovare un significato per la propria vita, aiutandolo a recuperare la sua dimensione di fede.

Il programma “Sunday” della Bbc ha raccontato la storia commuovente di un paziente, seguace della religione sikh, che stava per morire e non sapeva come farlo.

Fissava, appesa al muro, l’immagine di uno dei guru della sua religione, quasi angosciato.

Il cappellano, parlandogli, è riuscito a capire qual era il suo problema. Quel malato voleva morire secondo le regole della sua religione ma non le conosceva. Il cappellano lo ha aiutato, pregando secondo la tradizione sikh e coinvolgendo, in quel momento profondamente spirituale, anche tutta la famiglia del paziente.

Nel Regno Unito l’assistenza religiosa a livello di medicina generica, che è stata avviata alla fine degli anni novanta, sta muovendo i primi passi mentre sono ben affermati e diffusi i cappellani negli ospedali, nell’esercito e anche in alcune aziende.

Le figure religiose, che lavorano insieme ai medici di famiglia, prima di essere accreditati, devono seguire un corso di formazione presso “L’Associazione di cappellania in medicina generale” che è stata istituita nel 2014. Questa Associazione preferisce che i cappellani abbiano una laurea in teologia ma non si tratta di una qualifica indispensabile.

E’ importante, invece, che siano riconosciuti da un certo gruppo religioso.

Oltre ad occuparsi della dimensione religiosa dei pazienti, i cappellani in medicina generale offrono loro anche la possibilità di essere ascoltati con attenzione e per tutto il tempo necessario. Mentre per i medici generici la consultazione non dovrebbe estendersi oltre i dieci minuti. Questo, infatti, è il periodo di tempo previsto dal servizio sanitario britannico. Spesso – sono gli stessi medici di famiglia ad ammetterlo in articoli pubblicati dalla stampa britannica – i pazienti hanno bisogno soltanto di parlare ma i dottori sono troppo occupati per poterli ascoltare.

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