‘CREPATE’, E DÀ FUOCO A STUDIO ANIMAZIONE, 33 MORTI A KYOTO

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SI E’ AGGRAVATO IL BILANCIO DELLE VITTIME DEL ROGO DOLOSO Si aggrava sempre di più in Giappone il bilancio delle vittime, salite a 33 (e decine di feriti), dell’incendio che un uomo ha appiccato all’interno di uno studio di animazione di Kyoto. Mentre lo faceva, l’uomo urlava “crepate”, ha riferito l’emittente televisiva giapponese Nhk citando dei testimoni. Ancora non è chiaro alla polizia se il 41/enne, anche lui ferito nel rogo, arrestato come sospetto autore del gesto, sia in qualche modo connesso con la casa di produzione nipponica. 

GRAN BRETAGNA, IL CAPPELLANO AFFIANCA IL MEDICO DI FAMIGLIA

Novità nel Regno Unito. Il sistema sanitario prevede che, su richiesta del paziente, il medico di base debba contattare il rappresentante della religione professata dal malato

Famiglia Cristiana

Sono stati i medici generici britannici a individuare un bisogno spirituale o religioso nei loro pazienti che rimaneva non soddisfatto.

E l’”Associazione di cappellania in medicina generica” ha risposto, garantendo sacerdoti e persone con una formazione religiosa e psicologica in grado di lavorare fianco a fianco con malati che sono alla ricerca della loro fede.

Dell’iniziativa ha parlato il programma “Sunday”, “Domenica”, del canale 4 della Bbc radio.

In questo momento, nel Regno Unito, sono quindici le zone dove gli ambulatori possono offrire questa forma di sostegno a chi non sta bene. Secondo le ultime ricerche scientifiche, pubblicate sulla rivista “Journal of health care chaplaincy”, ovvero “Rivista per i cappellani che curano la salute”, l’aiuto di un sacerdote o di un rappresentante religioso ha lo stesso impatto,  sulla salute di un paziente, di una cura a base di antidepressivi.

L’articolo intitolato “Chaplains for Wellbeing in Primary Care: A Qualitative Investigation of Their Perceived Impact for Patients’ Health and Wellbeing”, ovvero “Cappellani per il benessere nella medicina di base: un’inchiesta qualitativa su come viene percepito il loro impatto sulla salute e il benessere dei pazienti” spiega, per esempio, come la fede religiosa sia una parte fondamentale dell’identità di una persona.

Quando questo sistema di credenze e valori non può essere espresso il paziente prova sentimenti di perdita e di alienazione che mettono il suo senso di sicurezza interna e l’ autostima a rischio. Tocca al cappellano aiutare il malato a ritrovare un significato per la propria vita, aiutandolo a recuperare la sua dimensione di fede.

Il programma “Sunday” della Bbc ha raccontato la storia commuovente di un paziente, seguace della religione sikh, che stava per morire e non sapeva come farlo.

Fissava, appesa al muro, l’immagine di uno dei guru della sua religione, quasi angosciato.

Il cappellano, parlandogli, è riuscito a capire qual era il suo problema. Quel malato voleva morire secondo le regole della sua religione ma non le conosceva. Il cappellano lo ha aiutato, pregando secondo la tradizione sikh e coinvolgendo, in quel momento profondamente spirituale, anche tutta la famiglia del paziente.

Nel Regno Unito l’assistenza religiosa a livello di medicina generica, che è stata avviata alla fine degli anni novanta, sta muovendo i primi passi mentre sono ben affermati e diffusi i cappellani negli ospedali, nell’esercito e anche in alcune aziende.

Le figure religiose, che lavorano insieme ai medici di famiglia, prima di essere accreditati, devono seguire un corso di formazione presso “L’Associazione di cappellania in medicina generale” che è stata istituita nel 2014. Questa Associazione preferisce che i cappellani abbiano una laurea in teologia ma non si tratta di una qualifica indispensabile.

E’ importante, invece, che siano riconosciuti da un certo gruppo religioso.

Oltre ad occuparsi della dimensione religiosa dei pazienti, i cappellani in medicina generale offrono loro anche la possibilità di essere ascoltati con attenzione e per tutto il tempo necessario. Mentre per i medici generici la consultazione non dovrebbe estendersi oltre i dieci minuti. Questo, infatti, è il periodo di tempo previsto dal servizio sanitario britannico. Spesso – sono gli stessi medici di famiglia ad ammetterlo in articoli pubblicati dalla stampa britannica – i pazienti hanno bisogno soltanto di parlare ma i dottori sono troppo occupati per poterli ascoltare.

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Il mercato delle toghe e l’orrore dei preti pedofili: dagli scandali nascerà una purificazione?

secoloditali.it

“E’ necessario che ci siano degli scandali, ma guai all’uomo per cui lo scandalo succede!”: non si può che partire dalla massima evangelica, riferita da Matteo nel Nuovo Testamento, per tentare di dare un’interpretazione, quanto più possibile libera da gretti intenti propagandistici o demonizzanti, ai due scandali che hanno minacciato questi ultimi anni di macchiare la credibilità di due istituzioni fondamentali, l’una per la sua missione universale che investe la sfera spirituale e la fame di ultraterreno dell’umanità, l’altra perché eletta a garanzia dell’eticità della politica e della gestione della cosa pubblica. Parliamo della scandalo della piaga della pedofilia apertanel corpo della Chiesa e di quello che ha scosso e ferito il Consiglio Superiore della Magistratura. Potrebbe apparire incongruo l’accostamento fra i due fenomeni generatori di scandalo, ma solo apparentemente. Perché le due storie laide, nella rispettiva incidenza, da un lato nella coscienza dei credenti e dall’altro canto nella fiducia riposta dai cittadini nelle pubbliche istituzioni, presentano la stessa portata devastante. Rappresentano cioè una minaccia a danno delle basi stesse su cui si fonda la vita di due comunità umane: quella della fede e quella della coesione civile nei vincoli fissati dalla legge. Una minaccia che esige perciò interventi severi per estirpare la mala pianta.

Cominciamo, in base alla gerarchia dei valori compromessi, dallo scandalo della pedofilia. Va riconosciuto al pontefice regnante Papa Francesco, così come al suo predecessore, il Papa emerito Benedetto XVI, il merito ed il coraggio dimostrato nel ripudiare la vecchia prassi del nascondimento e dell’oblio, per denunciare pubblicamente gli orribili episodi consumati all’ombra dei seminari e delle parrocchie e punire con rigore i comportamenti turpi e orribili di ecclesiastici ed “educatori” indegni. Così come è degno di ammirazione il coraggio e la dirittura etica con cui da Roma si è denunciata e perseguita la consapevole e ipocrita connivenza di non pochi presuli che negli anni hanno dissimulato, coperto e insabbiato i turpi comportamenti, mettendo a tacere il dovere etico di denunciare i crimini all’autorità giudiziaria e limitando l’intervento disciplinare all’allontanamento dei reprobi in altra sede ecclesiale. Ignorando ed eludendo con consapevole colpevolezza il pericolo reale che gli stessi reiterassero nella nuova sede dei seminari e delle diocesi i delitti della loro iniqua perversione. Ed ha assunto un valore esemplare il fatto che la scure della punizione vaticana degli abusi sessuali sui minori sia caduta anche su porporati di rango, come il cardinale australiano George Pell, prefetto dal 1914 della Segreteria per l’Economia vaticana; oppure il cardinale Theodore McCarrick, ex arcivescovo di Washington, condannato dalla Congregazione per la dottrina della fede alla “pena della dimissione dallo stato clericale”. La stessa pena è stata inflitta al cardinale cileno Francisco Errazuriz, già arcivescovo di Santiago, per aver coperto e insabbiato abusi sui minori, così come al suo successore, il cardinale Ricardo Ezzati, anche lui rimosso dal Collegio cardinalizio. Nel 1995 persisteva ancora una certa tolleranza per i responsabili di abusi sui minori. All’arcivescovo di Vienna Hermann Groer fu imposto solo di ritirarsi in penitenza e preghiera: divenne abate di un monastero.

Abbiamo parlato di “coraggio” dimostrato dalla Santa Sede nello scegliere la strada retta della tolleranza zero, perché uno dei motivi che spinsero presuli e vertici della Chiesa a coprire e insabbiare, col ricorso spesso a metodi subdoli e intimidatori a danno della psiche delle vittime adolescenti, fu indubbiamente l’intento di evitare che la pubblicità sui fatti vergognosi compromettesse disastrosamente l’afflusso delle vocazioni. Molti presuli scelsero di occultare e insabbiare i crimini sessuali dei pedofili temendo che nessun genitore, venuto a conoscenza della turpe prassi, avrebbe più avviato i figlioletti agli studi in seminario od in convitto. Ma un disegno così ipocrita e perverso produsse e produce un risultato ancor più sconvolgente di quello che avrebbe causato il tempestivo, rigoroso e dovuto intervento sanzionatorio , perché la tardiva scoperta, nella coscienza dei fedeli. di quanto di orribile si è continuato a consumare impunemente nel buio degrado di chierici depravati, ha decuplicato la forza esplosiva dello scandalo, contribuendo in misura determinante, insieme col processo di secolarizzazione della comunità ecclesiale, a svuotare seminari, convitti e scuole confessionali, i cui edifici possiamo vedere oggi così spesso trasformati ad uso ricettivo ed alberghiero.

Milioni di fedeli di tutto il mondo in questi ultimi anni hanno dovuto affrontare un interrogativo angosciante. Come hanno potuto prelati cresciuti in severi studi dottrinari e ascesi ai più alti gradi della gerarchia ecclesiale cadere nel degrado della più ripugnante delle abiezioni? Eppure quei chierici e quei sacerdoti indegni erano ben consapevoli che nostro Signore si indigna soltanto una volta nella sua vita, come ci tramandano di Vangeli sinottici. Si rivolta con durezza al cospetto dell’uso pedofilo del corpo dei bambini, una prassi che sappiamo fosse di uso comune e accettat0 nel mondo pagano, e che Lui invece condanna in misura definitiva, senza possibilità di riscatto. Senza cioè lasciare alcun spazio a quella chiave salvifica rappresentata dalla misericordia, che pur anima e vivifica tutta la sua predicazione. Quei chierici indegni non potevano non sapere, dagli studi severi impartiti in seminario, che al centro di quell’insegnamento, c’è la sostanza di una limpida verità teologica, quando ammonisce: “Se non mutate, e non divenite come pargoli non entrerete nel regno dei cieli”. L’uomo-bambino è stato creato buono e innocente: è il mondo a corromperlo e degradarlo con la voglia smodata di possesso, con la sete di piacere che divarica il sesso dall’amore. Il chierico che bestemmia cedendo all’orrore della pedofilia era ben cosciente della condanna senza appello che Gesù emette a carico della buia depravazione del corruttore. “Chi poi – testimonia e tramanda il Vangelo sinottico di Matteo – avrà scandalizzato uno di questi piccini che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino e fosse sommerso nel fondo del mare”. Il Signore sente anche la necessità di precisare ulteriormente la gravità del crimine, perché aggiunge: “ Certo, è necessario che ci siano degli scandali, ma guai all’uomo per cui lo scandalo succede!” E qui sottolinea la necessità che la punizione sia la drastica estirpazione dell’indegno dalla santa comunità dei giusti.
Papa Francesco e Il Papa emerito Benedetto hanno perciò ottemperato con rigore fedele al divino insegnamento quando hanno deciso di espellere i rei dal corpo della Chiesa: “Or se la tua mano e il tuo piede t’è di scandalo , troncalo e gettalo via da te: meglio è per te giungere alla vita monco e zoppo che, con due mani e due piedi, essere gettato nel fuoco eterno”. Come sempre, nella semantica del suo magistero, il Signore adotta la chiave della metafora attinta alla fisiologia del corpo: lo scandalo serve a suscitare nelle rette coscienze la santa indignazione, che si sublima soltanto nell’atto chirurgico di troncare di netto le membra infette. Anche nell’opzione della tolleranza zero adottata da due Pontefici si avverte la presenza del segno divino, sempre operante nello scongiurare la morte della sua Chiesa, facendola uscire sempre salva dalle aggressioni scatenate nella storia dalle divisioni scismatiche, dai conflitti intestini, dall’infezione corruttiva, dai devastanti cedimenti alla secolarizzazione e dalla secolare inclinazione della politica a fare della Chiesa un mero instrumentum regni.
E’ su quest’ultimo piano, quello del pericolo sempre immanente di un nuovo scisma, che si intravede nella inedita compresenza nella Santa Sede di due pontefici, quello regnante e quello emerito, un altro e salvifico segno della Provvidenza divina. Una rinuncia al Soglio pontificio, che non è mai riuscita in verità a trovare una valida spiegazione nell’analisi di marca storicistica, viene ad inquadrarsi nella misura operante di un disegno ultraterreno. Superando, in una visione alta del magistero. le contrapposizioni rissose delle contrapposte tifoserie, la presenza riservata e sempre devota al papato di Benedetto nel monastero del colle Vaticano si afferma come un efficace antidoto e anticorpo al pericolo di uno scisma, tornato oggi a minacciare pericolosamente l’unità della Chiesa di Roma. Il papa emerito assume allora la figura del saggio che corregge e indica la retta via. In questa atmosfera di fedeltà rigorosa al Soglio, nutrita di riserbo e dal rigore della ricerca teologica, la lettera vergata dal Pontefice emerito pochi mesi fa si carica così di un impatto decuplicato nelle coscienze dei fedeli e degli stessi osservatori laici ed agnostici. Sgomenta scoprire che, in certi circoli di un episcopato ancora ubriacato da quelle usurate mitologie sociali che mossero nel secolo scorso la teologia sudamericana della liberazione, non si avvertano i sintomi di un terremoto scismatico che ai giorni nostri minaccia pericolosamente di esplodere coi suoi devastanti e funerei effetti. Non è certamente necessario far ricorso alle teorie vichiane sui corsi e ricorsi storici, per riconoscere nelle ferite e piaghe che macchiano e deturpano oggi il volto santo della comunità ecclesiale, moltiplicate dalla moderna macchina mediatica, la stessa incidenza dei vizi inquinanti che fecero scandalo nella cristianità, cinquecento anni fa, e determinarono la devastante secessione luterana, fonte funesta di guerre sanguinose ed eccidi crudeli. Non vogliamo qui fare un bilancio statistico sul numero percentuale dei casi di abuso sessuale consumati sui minori nei seminari e nei conventi.
Sappiamo benissimo che quei brutali e corrotti religiosi hanno offeso soprattutto la missione e la generosità della maggioranza dei sacerdoti e degli educatori. che dedicano con totale dedizione la loro vita, il cuore e le risorse intellettuali al servizio del prossimo più sofferente e indifeso. Ci brucia perciò come una ferita cocente la confessione, colma di una sofferenza inguaribile, che il ventiduenne Alessandro ha esalato in Vaticano quattro mesi fa. “Per me – testimoniò Alessandro – a quindici anni l’oratorio era tutta la vita. Sono stato abusato alla fine del 2011 dal sacerdote Mauro a Rozzano, diocesi di Milano. Lo pensavo come il custode dei miei pensieri, mi confidavo con lui. Il peggio è venuto dopo quella notte di orrore. Qualsiasi cosa ti riporta con la mente lì. Ho tentato di uccidermi quattro volte”. Per la cronaca il sacerdote corrotto e infame è stato condannato dal Tribunale a 6 anni e 4 mesi. Il parroco aveva avvertito il vicario episcopale dell’abuso consumato in sacrestia, ma il monsignore, oggi arcivescovo, spostò il pedofilo a Legnano, dove il reo continuò ad “educare” in quattro oratori. Nemmeno l’insaziabile sete sessuale e la brutalità sanguinaria di un pontefice corrotto e spietato come Papa Borgia, può essere paragonata alla protervia di un pedofilo con la tonaca, certamente consapevole che il soddisfacimento delle sue voglie insane avrebbe continuato a generare il Male lungo tutta l’esistenza della sua vittima innocente.
Un’analoga e devastante influenza, questa volta nel profondo della coscienza dei cittadini italiani, l’ha generata lo scandalo del commercio delle poltrone delle Procure operato, in combutta con membri delle istituzioni politiche, da componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, istituto che la Costituzione ha messo a garanzia dell’indipendenza della Magistratura e preposto al governo dell’Ordine giudiziario. Sacrosanto ed eticamente ispirato è stato perciò l’intervento del Capo dello Stato Mattarella. Che ha denunciato con chiarezza il grave vulnus consumato da chi ha minacciato di compromettere la stessa credibilità non solo del CSM, ma dell’intero Ordine giudiziario. Ed ha ammonito circa la necessità di un drastico voltar di pagina, affinché quella credibilità, che è indispensabile alla corretta vita del sistema democratico, sia restaurata nella coscienza del popolo italiano. Con una drastica e chirurgica amputazione delle membra infette e malate.

Nessuna paura del Sinodo. Preti sposati pronti a rientrare in servizio

Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati commenta l’articolo di Luigi Sandri su ladige.it. “La riforma ormai è da attuare immediatamente per assicurare la vita della Chiesa. I preti sposati sono una grande risorsa” (ndr).

Di seguito l’articolo:

“Quattro Sinodi – alcuni già convocati, altri possibili (desiderati o temuti) – animano il dibattito intra-ecclesiale, perché le tematiche che queste Assemblee dovrebbero discutere aprono scenari capaci di mettere in radicale discussione lo status quo della Chiesa cattolica romana.

Il primo, un Sinodo dei vescovi dedicato all’Amazzonia, è già convocato per il prossimo ottobre: fra tre mesi prelati provenienti dai paesi interessati (Brasile, Ecuador e Perù, tra essi) si riuniranno a Roma per riflettere sui problemi – geopolitici, sociali ed ecclesiali – di quell’area vasta sette milioni di km quadrati. Lanceranno un grido di allarme per difendere il “polmone del mondo” che rischia di essere depredato da mani avide di denaro, incuranti del bene-essere degli antichi popoli indios che là vivono da secoli; e decideranno, forse, di ordinare preti uomini già sposati che curino stabilmente la vita spirituale di comunità sparse nell’immensa foresta, e ove il missionario (celibe) può arrivare solamente un paio di volte l’anno.

L’altro Sinodo dei vescovi – per ora solo ipotizzato – dovrebbe tenersi tra due o tre anni, ed essere dedicato al ruolo delle donne nella Chiesa romana. Ma ha senso che un’Assemblea di soli maschi decida sulle donne? In effetti, l’attuale composizione del Sinodo prevede che ad esso partecipino, con diritto di voto, solamente prelati, e mai donne. Queste ultime, se presenti, e in piccolo numero, possono intervenire nel dibattito, ma senza votare.

Perciò, da più parti si chiede la creazione di un nuovo, e finora mai organizzato, “Sinodo del popolo di Dio”. Può sembrare una bizzarria: ma sarebbe, in realtà, la concreta attuazione della “Lumen gentium”, la costituzione del Concilio Vaticano II che, nel 1964, definì la Chiesa “popolo di Dio”. 

Dunque, perché non far sì che una qualificata rappresentanza di questo “popolo” – donne e uomini, consacrati e non – si riunisca con il vescovo di Roma per deliberare insieme su problemi importanti?
Naturalmente, un tale “Sinodo del popolo di Dio” aprirebbe, in prospettiva, cambiamenti profondissimi nella Chiesa romana che, finora, ha mantenuto saldamente in mano maschili il potere finale di decisione. 

In filigrana, questa Assemblea avrebbe sullo sfondo l’esigenza di un radicale rinnovamento dei ministeri (=servizi ecclesiali) che dovrebbero tutti, senza eccezione, essere aperti anche alle donne. È facile però prevedere che un tale maxi-Sinodo, ove venisse istituito, vedrebbe dibattiti infuocati. Già in vista dei cambiamenti che potrebbe decidere il Sinodo amazzonico, il novantenne cardinale tedesco Walter Brandmüller (di Curia; e che, nel dicembre 2013 inviato dal papa a Trento per celebrare i 450 anni dalla conclusione di quel Concilio, aveva fatto un discorso molto “conservatore”) ha ora accusato Francesco di “eresia” e di “apostasia”. Un furore ecclesiale sconcertante!

Infine, si parla di un Sinodo della Chiesa italiana: che, però, i vescovi, oggi come oggi, non desiderano: forse temono richieste di cambiamenti troppo audaci”.

NUOTO: MONDIALI; ITALIA ARGENTO NELLA STAFFETTA, ORO TEDESCO

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TERZI GLI STATUNITENSI, LOTTA SUL FILO DEI DECIMI DI SECONDO E’ italiana la medaglia d’argento della staffetta mista di 5 chilometri in acque libere ai mondiali di nuoto in corso in Corea del Sud. L’oro è tedesco e il bronzo degli Stati Uniti, in una gara che ha visto le squadre battersi sul filo dei decimi di secondo. Il quartetto tedesco ha concluso in un tempo di 53 minuti, 58.70 secondi. L’Italia, con Rachele Bruni, Giulia Gabbrielleschi, Domenico Acerenza e Gregorio Paltrinieri, era a soli due decimi di secondo, con un tempo di 53.58.90. Gli statunitensi hanno concluso a soli tre decimi di secondo dalla Germania in 53:59.00. (ANSA).

CADE ACCUSA DI MOLESTIE PER KEVIN SPACEY IN MASSACHUSETTS

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LA PRESUNTA VITTIMA HA RITIRATO LA DENUNCIA Il premio Oscar Kevin Spacey è stato assolto in Massachusetts da da un processo per molestie, il primo dopo le oltre 30 denunce a lui indirizzate. L’attore è stato assolto dall’accusa di avere aggredito sessualmente nel 2016 un barista diciottenne in un locale. In una dichiarazione giurata dello scorso dicembre, il cinquantanovenne divo di “House of Cards”, che rischiava sino a 5 anni, si era dichiarato non colpevole, mantenendo questa linea per tutto il dibattimento. 

VIOLENZA SULLE DONNE, IL ‘CODICE ROSSO’ ADESSO È LEGGE

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VIA LIBERA DEL SENATO, CARCERE PER IL REVENGE PORN Diventa legge al Senato il testo sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, il cosiddetto Codice rosso. Il provvedimento ha ottenuto 197 sì. Astenuti Pd e Leu. ‘Più sicurezza e protezione per le donne vittime di violenza’, dice Salvini. ‘Lo Stato dà una risposta molto forte: dice ad alta voce che le donne in Italia non si toccano’, aggiunge Bonafede. Il provvedimento prevede indagini più veloci e pene più pesanti, oltre a nuovi reati come la pubblicazione di immagini intime a scopo di vendetta, sfregi e matrimoni forzati.