L’uranio impoverito uccide ancora. Scomparsa la proposta di legge per tutelare le vittime

ROMA-ADISTA. «Che fine ha fatto la proposta di legge per tutelare le vittime dell’uranio impoverito annunciata lo scorso 19 maggio tra rulli di tamburo e squilli di tromba dalle ministre della Difesa e della Salute, Elisabetta Trenta e Giulia Grillo?». Lo chiede Luca Marco Comellini, segretario generale del Sindacato dei militari.

Una domanda che suona retorica dal momento che, a quasi due mesi dall’annuncio, del testo depositato ancora non v’è traccia, nemmeno in Parlamento. Ed è per questo che il Sindacato dei militari ha deciso di presentare una petizione ai presidenti di Senato e Camera, Maria Alberti Casellati e Roberto Fico, nella quale viene riproposta la medesima proposta di legge già depositata il 23 giugno 2016 da Gian Piero Scanu, ex deputato del Partito democratico, nella scorsa legislatura presidente della Commissione di inchiesta sull’uranio impoverito, sempre il prima linea sui temi del disarmo e della pace

«Voglio ricordare – aggiunge Comellini – che quel disegno di legge fu sottoscritto anche dall’attuale vice premier Luigi Di Maio e dalla ministra Giulia Grillo, da Gianluca Rizzo, ora presidente della IV Commissione Difesa, e da altri parlamentari del M5S». Aspettare ancora, conclude Comellini, «significherebbe giocare con la salute dei militari» che ancora continuano ad ammalarsi e a morire a causa dei contatti che ebbero con l’uranio impoverito.

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