Regno Unito Al via il sinodo della Church of England

L’Osservatore Romano

Da oggi, venerdì, e fino al 9 luglio si svolge a York, in Inghilterra, il sinodo generale della Church of England. All’ordine del giorno due importanti questioni: una maggiore unità con i metodisti e un testo sulla sessualità umana. In particolare verrà discusso di nuovo il documento Mission and ministry in covenant, ovvero Missione e ministero in alleanza. Il testo propone che «il leader della Chiesa metodista — spiega al Sir don John O’Toole, portavoce per l’ecumenismo della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, che rappresenterà la Chiesa cattolica durante il sinodo — venga ordinato vescovo dalla gerarchia anglicana e che i ministri metodisti vengano scelti anche per via episcopale. In questo momento», aggiunge, «i metodisti non hanno vescovi in Inghilterra» e la loro introduzione «è una novità che genera tensioni nella denominazione fondata da John Wesley», che è riunita, a sua volta, in conferenza a Birmingham proprio in questi giorni. 
Secondo O’Toole, progressi importanti potrebbero essere fatti al sinodo sull’avvicinamento tra le due confessioni, motivato anche dal calo del numero di fedeli e delle vocazioni. «C’è molta buona volontà — ha spiegato il sacerdote — anche perché, secondo molti, il metodismo era stato pensato da Wesley come un movimento interno alla Chiesa d’Inghilterra anziché come una denominazione separata». Al sinodo, ha ricordato il rappresentante cattolico, «vescovi, pastori e laici si chiederanno se è possibile benedire le unioni gay e quale visione le Scritture hanno del matrimonio. In questo momento l’insegnamento ufficiale della Church of England è che il matrimonio è un rapporto tra un uomo e una donna che dura una vita intera».
Nel frattempo è iniziata lunedì scorso una nuova tornata di audizioni pubbliche nel corso delle quali la Chiesa anglicana dovrà rispondere su come ha gestito in questi anni le accuse di abusi sessuali su minori. Le udienze si svolgeranno fino al 12 luglio, come parte dell’indagine condotta dall’inchiesta indipendente. Questa volta ci si concentrerà sulla risposta della Church of England alle accuse di abusi sessuali sui minori in generale. La settimana scorsa il National Safeguarding Steering Group della Chiesa d’Inghilterra ha reso pubblica la sua risposta completa al rapporto intermedio della sopracitata inchiesta, nella quale si afferma che sarebbero state intraprese azioni concrete per rendere le parrocchie più sicure per i bambini e gli adulti vulnerabili. «Il Nssg, a nome della Church of England, ribadisce le scuse a tutti coloro che sono stati maltrattati da quanti detenevano una posizione di potere e autorità all’interno della Chiesa». 
L’Osservatore Romano, 4-5 luglio 2019

Precedente No ai preti sposati ma in Inghilterra per supplire a crisi preti si invoca meno restrizione per ingressi sacerdoti immigrati. Successivo Roma «Abusi su una suora, Padre Salonia a processo»