Vaticano Il solito ex Nunzio C.M. Viganò torna alla carica con delle farneticazioni gravissime: per lui il Sostituto mons. Peña Parra sarebbe coinvolto in un doppio omicidio a sfondo omosessuale

(LB-RC) L’ex Nunzio Carlo Maria Viganò, ormai bandiera di settori politici che vivono solo per devastare in qualunque modo e con ogni mezzo il pontificato di Francesco, si fa vivo ancora una volta tramite i siti della destra cattolica statunitense e italiana. Ora però Viganò supera ogni limite e arriva ad insinuare che il venezuelano mons. Edgar Peña Parra, Sostituto della Segreteria di stato, sarebbe coinvolto in due omicidi a sfondo omosessuale e che simili presunti orrendi fatti sarebbero stati coperti anche dal Segretario di stato, card. Pietro Parolin. 
Ecco la farneticazioni di Viganò, ormai fuori testa:
Nel gennaio 2000, il giornalista di Maracaibo, Gastón Guisandes López, ha presentato gravi accuse contro alcuni sacerdoti della diocesi di Maracaibo, tra cui mons. Peña Parra, che comprendevano l’abuso sessuale di minori e altre attività potenzialmente criminali.
Nel 2001, Gastón Guisandes López ha chiesto due volte di essere ricevuto dal nunzio apostolico (l’ambasciatore del papa) in Venezuela, l’arcivescovo André Dupuy, per discutere di queste questioni, ma l’arcivescovo ha inspiegabilmente rifiutato di accoglierlo. Tuttavia, fece  un rapporto alla Segreteria di Stato raccontando che il giornalista aveva accusato mons. Peña Parra di due crimini molto gravi, descrivendo le circostanze.
–  In primo luogo, Edgar Peña Parra fu accusata di aver sedotto, il 24 settembre 1990, due seminaristi minori della parrocchia di San Pablo, che dovevano entrare nel  Seminario Maggiore di Maracaibo quello stesso anno. Si dice che l’evento abbia avuto luogo nella chiesa di Nuestra Señora del Rosario, dove il reverendo José Severeyn era parroco. Il Rev. Severeyn fu poi rimosso dalla parrocchia dall’allora arcivescovo mons. Roa Pérez. Il caso è stato denunciato alla polizia dai genitori dei due giovani ed è stato trattato dall’allora direttore del seminario maggiore, Rev. Enrique Pérez, e dal direttore spirituale allora, Rev. Emilio Melchor. Il Rev. Pérez, interrogato dalla Segreteria di Stato, confermò per iscritto l’episodio del 24 settembre 1990. Ho visto questi documenti con i miei occhi.
– In secondo luogo, Edgar Peña Parra è stato presumibilmente coinvolto, insieme a……….., nella morte di due persone, un medico e un certo Jairo Pérez, avvenute nell’agosto del 1992, sull’isola di San Carlos nel lago di Maracaibo. Sono stati uccisi da una scarica elettrica e non è chiaro se le morti siano state o meno accidentali. Questa stessa accusa è contenuta anche nel suddetto dossier inviato da un gruppo di laici di Maracaibo, con il dettaglio aggiuntivo che i due cadaveri sono stati trovati nudi, con la prova di macabri rapporti omosessuali lascivi. Queste accuse sono, a dir poco, estremamente gravi.
Tuttavia, non solo Peña Parra non è stato costretto a farvi fronte, ma gli è stato concesso di continuare nel servizio diplomatico della Santa Sede.
Queste due accuse sono state segnalate alla Segreteria di Stato nel 2002 dall’allora nunzio apostolico in Venezuela, l’arcivescovo André Dupuy. La documentazione pertinente, se non è stata distrutta, può essere trovata sia negli archivi del personale diplomatico della Segreteria di Stato dove ho ricoperto la carica di Delegato per le Rappresentanze Pontificie, sia negli archivi della nunziatura apostolica in Venezuela, dove i seguenti arcivescovi hanno prestato servizio come nunzi: Giacinto Berloco, dal 2005 al 2009; Pietro Parolin, dal 2009 al 2013; e Aldo Giordano, dal 2013 ad oggi. Avevano tutti accesso ai documenti che riportavano queste accuse contro il futuro Sostituto, così come i cardinali segretari di Stato Sodano, Bertone e Parolin e i sostituti Sandri, Filoni e Becciu.
Particolarmente grave è il comportamento del cardinale Parolin che, come Segretario di Stato, non si è opposto alla recente nomina di Peña Parra come sostituto, rendendolo il suo più stretto collaboratore. Ancor di più: anni prima, nel gennaio 2011, come nunzio apostolico a Caracas, Parolin non si è opposto alla nomina di Peña Parra come arcivescovo e nunzio apostolico in Pakistan. Prima di incarichi così importanti, viene fatto un rigoroso processo informativo per verificare l’idoneità del candidato; quindi le accuse di cui sopra sono state sicuramente portate all’attenzione del cardinale Parolin.
Inoltre, il cardinale Parolin conosce i nomi di alcuni sacerdoti della Curia che sono sessualmente non casti, violando la legge di Dio che si sono impegnati solennemente a insegnare e praticare, e continua a guardare dall’altra parte.
Se le responsabilità del cardinale Parolin sono gravi, tanto più quelle di papa Francesco per aver scelto per una posizione estremamente importante nella Chiesa un uomo accusato di crimini così gravi, senza prima insistere su un’indagine aperta e approfondita. C’è ancora un aspetto scandaloso di questa storia orribile. Peña Parra è strettamente connesso con l’Honduras, e più precisamente con il cardinale Maradiaga e il vescovo Juan José Pineda. Tra il 2003 e il 2007, Peña Parra ha servito nella nunziatura a Tegucigalpa, e mentre era lì era  molto vicino a Juan José Pineda, che nel 2005 è stato ordinato vescovo ausiliare di Tegucigalpa, diventando il braccio destro del cardinale Maradiaga. Juan José Pineda si è dimesso dal suo incarico di vescovo ausiliare nel luglio 2018, senza che fosse data alcuna spiegazione ai fedeli di Tegucicalpa. Papa Francesco non ha reso noti i risultati del rapporto che il Visitatore Apostolico, il vescovo argentino Alcides Casaretto, ha consegnato direttamente, e solo a lui, più di un anno fa. Come si può interpretare la decisa decisione di papa Francesco di non parlare o rispondere a qualsiasi domanda su questo argomento se non come copertura dei fatti e protezione di una rete omosessuale? Tali decisioni rivelano una verità terribile: piuttosto che permettere indagini aperte e serie su coloro che sono accusati di gravi offese contro la Chiesa, il papa sta permettendo alla Chiesa stessa di soffrire.
Fonte: Lifesitenews
Traduzione blog di M. Tosatti 

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