Vaticano “Emanuela Orlandi è sepolta dove indica l’angelo”. Si riaprono le tombe

Vatican Insider

(Domenico Agasso jr) La giustizia vaticana accoglie la richiesta della famiglia della ragazza scomparsa dopo la lettera anonima che suggeriva un loculo nel Cimitero Teutonico. Dentro il Teutonico, cimitero nel cuore del Vaticano, tra la basilica di San Pietro e l’aula per le udienze «Paolo VI», sono sepolti innumerevoli defunti. Più o meno celebri, come pittori e scrittori, più o meno sconosciuti. C’è chi sostiene che tra loro potrebbe essere stata collocata – di nascosto, ovviamente – Emanuela Orlandi, figlia 15enne di un commesso della Prefettura della Casa pontificia, svanita misteriosamente nel nulla nel 1983, diventando così protagonista, suo malgrado, di uno dei gialli più oscuri della recente storia italiana e vaticana. 

In Polinesia in strada contro il nucleare


Riforma.it 

il 2 luglio 1966 il primo di 193 esperimenti francesi nell’Oceano Pacifico. Le manifestazioni e le rivendicazioni della popolazione alle prese con le malattie legate alle radiazioni. La Chiesa protestante in prima linea — 193. E’ il numero di test nucleari effettuati dallo Stato francese dal 1966 al 1996. Il primo ebbe luogo il 2 luglio 1966. Ogni anno nella stessa data, le associazioni antinucleari invadono le strade di Papeete sull’isola di Tahiti, in Polinesia.

La giornata di Putin a Roma: dal Papa alla cena finale con Conte


Repubblica

Il presidente russo è in arrivo nella capitale per una visita di dieci ore fittissime di impegni. Vladimir Putin arriva all’aeroporto di Fiumicino alle 12. La sua visita ufficiale in Italia, la prima in 4 anni, durerà 10 ore. Il primo appuntamento previsto è alle 13 in Vaticano, per l’udienza con Papa Francesco, a cui seguirà, alle 15, un pranzo al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il leader russo, insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, terranno una conferenza stampa congiunta a Palazzo Chigi al termine dei colloqui, previsti da protocollo alle 16.15. Successivamente, intorno alle 18.30, interverrà al Forum di dialogo italo-russo della società civile, che vedrà riuniti alla Farnesina i rappresentanti delle imprese, del mondo della cultura e di quello accademico.

Ancora orrore in Siria, trovata fossa comune con 200 corpi a Raqqa


Lettera 43 

I resti di uomini donne e bambini sono stati rinvenuti poco lontano dalla ex capitale dello Stato islamico. Tra aprile e maggio altri due ritrovamenti. — Una nuova fossa comune con i resti di 200 corpi, tra cui quelli di donne, è stata rinvenuta a Raqqa, nel nord della Siria, in quella che per tre anni dal 2014 al 2017 è stata la capitale del sedicente Stato islamico e dove nel 2013 è scomparso il prete italiano Paolo Dall’Oglio.

Vaticano Il solito ex Nunzio C.M. Viganò torna alla carica con delle farneticazioni gravissime: per lui il Sostituto mons. Peña Parra sarebbe coinvolto in un doppio omicidio a sfondo omosessuale

(LB-RC) L’ex Nunzio Carlo Maria Viganò, ormai bandiera di settori politici che vivono solo per devastare in qualunque modo e con ogni mezzo il pontificato di Francesco, si fa vivo ancora una volta tramite i siti della destra cattolica statunitense e italiana. Ora però Viganò supera ogni limite e arriva ad insinuare che il venezuelano mons. Edgar Peña Parra, Sostituto della Segreteria di stato, sarebbe coinvolto in due omicidi a sfondo omosessuale e che simili presunti orrendi fatti sarebbero stati coperti anche dal Segretario di stato, card. Pietro Parolin. 
Ecco la farneticazioni di Viganò, ormai fuori testa:
Nel gennaio 2000, il giornalista di Maracaibo, Gastón Guisandes López, ha presentato gravi accuse contro alcuni sacerdoti della diocesi di Maracaibo, tra cui mons. Peña Parra, che comprendevano l’abuso sessuale di minori e altre attività potenzialmente criminali.
Nel 2001, Gastón Guisandes López ha chiesto due volte di essere ricevuto dal nunzio apostolico (l’ambasciatore del papa) in Venezuela, l’arcivescovo André Dupuy, per discutere di queste questioni, ma l’arcivescovo ha inspiegabilmente rifiutato di accoglierlo. Tuttavia, fece  un rapporto alla Segreteria di Stato raccontando che il giornalista aveva accusato mons. Peña Parra di due crimini molto gravi, descrivendo le circostanze.
–  In primo luogo, Edgar Peña Parra fu accusata di aver sedotto, il 24 settembre 1990, due seminaristi minori della parrocchia di San Pablo, che dovevano entrare nel  Seminario Maggiore di Maracaibo quello stesso anno. Si dice che l’evento abbia avuto luogo nella chiesa di Nuestra Señora del Rosario, dove il reverendo José Severeyn era parroco. Il Rev. Severeyn fu poi rimosso dalla parrocchia dall’allora arcivescovo mons. Roa Pérez. Il caso è stato denunciato alla polizia dai genitori dei due giovani ed è stato trattato dall’allora direttore del seminario maggiore, Rev. Enrique Pérez, e dal direttore spirituale allora, Rev. Emilio Melchor. Il Rev. Pérez, interrogato dalla Segreteria di Stato, confermò per iscritto l’episodio del 24 settembre 1990. Ho visto questi documenti con i miei occhi.
– In secondo luogo, Edgar Peña Parra è stato presumibilmente coinvolto, insieme a……….., nella morte di due persone, un medico e un certo Jairo Pérez, avvenute nell’agosto del 1992, sull’isola di San Carlos nel lago di Maracaibo. Sono stati uccisi da una scarica elettrica e non è chiaro se le morti siano state o meno accidentali. Questa stessa accusa è contenuta anche nel suddetto dossier inviato da un gruppo di laici di Maracaibo, con il dettaglio aggiuntivo che i due cadaveri sono stati trovati nudi, con la prova di macabri rapporti omosessuali lascivi. Queste accuse sono, a dir poco, estremamente gravi.
Tuttavia, non solo Peña Parra non è stato costretto a farvi fronte, ma gli è stato concesso di continuare nel servizio diplomatico della Santa Sede.
Queste due accuse sono state segnalate alla Segreteria di Stato nel 2002 dall’allora nunzio apostolico in Venezuela, l’arcivescovo André Dupuy. La documentazione pertinente, se non è stata distrutta, può essere trovata sia negli archivi del personale diplomatico della Segreteria di Stato dove ho ricoperto la carica di Delegato per le Rappresentanze Pontificie, sia negli archivi della nunziatura apostolica in Venezuela, dove i seguenti arcivescovi hanno prestato servizio come nunzi: Giacinto Berloco, dal 2005 al 2009; Pietro Parolin, dal 2009 al 2013; e Aldo Giordano, dal 2013 ad oggi. Avevano tutti accesso ai documenti che riportavano queste accuse contro il futuro Sostituto, così come i cardinali segretari di Stato Sodano, Bertone e Parolin e i sostituti Sandri, Filoni e Becciu.
Particolarmente grave è il comportamento del cardinale Parolin che, come Segretario di Stato, non si è opposto alla recente nomina di Peña Parra come sostituto, rendendolo il suo più stretto collaboratore. Ancor di più: anni prima, nel gennaio 2011, come nunzio apostolico a Caracas, Parolin non si è opposto alla nomina di Peña Parra come arcivescovo e nunzio apostolico in Pakistan. Prima di incarichi così importanti, viene fatto un rigoroso processo informativo per verificare l’idoneità del candidato; quindi le accuse di cui sopra sono state sicuramente portate all’attenzione del cardinale Parolin.
Inoltre, il cardinale Parolin conosce i nomi di alcuni sacerdoti della Curia che sono sessualmente non casti, violando la legge di Dio che si sono impegnati solennemente a insegnare e praticare, e continua a guardare dall’altra parte.
Se le responsabilità del cardinale Parolin sono gravi, tanto più quelle di papa Francesco per aver scelto per una posizione estremamente importante nella Chiesa un uomo accusato di crimini così gravi, senza prima insistere su un’indagine aperta e approfondita. C’è ancora un aspetto scandaloso di questa storia orribile. Peña Parra è strettamente connesso con l’Honduras, e più precisamente con il cardinale Maradiaga e il vescovo Juan José Pineda. Tra il 2003 e il 2007, Peña Parra ha servito nella nunziatura a Tegucigalpa, e mentre era lì era  molto vicino a Juan José Pineda, che nel 2005 è stato ordinato vescovo ausiliare di Tegucigalpa, diventando il braccio destro del cardinale Maradiaga. Juan José Pineda si è dimesso dal suo incarico di vescovo ausiliare nel luglio 2018, senza che fosse data alcuna spiegazione ai fedeli di Tegucicalpa. Papa Francesco non ha reso noti i risultati del rapporto che il Visitatore Apostolico, il vescovo argentino Alcides Casaretto, ha consegnato direttamente, e solo a lui, più di un anno fa. Come si può interpretare la decisa decisione di papa Francesco di non parlare o rispondere a qualsiasi domanda su questo argomento se non come copertura dei fatti e protezione di una rete omosessuale? Tali decisioni rivelano una verità terribile: piuttosto che permettere indagini aperte e serie su coloro che sono accusati di gravi offese contro la Chiesa, il papa sta permettendo alla Chiesa stessa di soffrire.
Fonte: Lifesitenews
Traduzione blog di M. Tosatti 

Anche il sacro sbarca in internet. E ci si sposa via Skype

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Convertirsi all’islam via Skype o sposarsi, ricevere benedizioni o pregare con altri “fedeli virtuali” in un gruppo privato di Facebook: è possibile tramite internet che sta cambiando le regole del vivere religioso, diventando uno “spazio sacramentale”, così come l’ha definito Heidi Campbell, docente alla Texas A&M University, una delle maggiori autorità negli studi su religioni e new-media. Le varie le questioni che emergono e gli scenari possibili sono l’oggetto di un recente lavoro di Alessandra Vitullo, ricercatrice alla Fondazione Bruno Kessler di Trento, che ha analizzato il fenomeno delle chiese multisito, in una recente pubblicazione sullo «Special Issue Dynamics of Religion, Media, and Communit» dell’Online Heidelberg Journal of Religions on the Internet.