Sinodo amazzonico, ipotesi “preti” sposati e ministero femminile

Città del Vaticano, 17 giu. (askanews) – I “viri probati”, ossia uomini sposati di provata fede che possano però dare l’eucaristia in zone sperdute dell’Amazzonia dove i sacerdoti riescono ad arrivare solo raramente, ma anche un “ministero ufficiale” per le donne, sono due suggerimenti contenuti nell’Instrumentum laboris, il documento di lavoro per l’assemblea sinodale per l’Amazzonica che si svolgerà dal 6 al 27 ottobre prossimo in Vaticano.

Il documento di lavoro sottolinea che bisogna “promuovere vocazioni autoctone di uomini e donne in risposta ai bisogni di un’attenzione pastorale sacramentale; il loro contributo decisivo sta nell’ impulso ad un’ autentica evangelizzazione dal punto di vista indigeno, secondo i loro usi e costumi. Si tratta di indigeni che predicano agli indigeni con una profonda conoscenza della loro cultura e della loro lingua, capaci di comunicare il messaggio del Vangelo con la forza e l’ efficacia di chi ha il loro bagaglio culturale. E’ necessario passare da una “Chiesa che visita” ad una “Chiesa che rimane”, accompagna ed è presente attraverso ministri che emergono dai suoi stessi abitanti. Affermando che il celibato è un dono per la Chiesa, si chiede che, per le zone più remote della regione, si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i Sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana. Identificare il tipo di ministero ufficiale che può essere conferito alle donne, tenendo conto del ruolo centrale che esse svolgono oggi nella Chiesa amazzonica”.Invia un tweet

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