Don Euro “In 10 anni abbiamo documentato un flusso di denaro dal suo conto pari a circa 5 milioni di euro”

Repubblica

Massa, processo a "Don Euro": chiesta l'infermità mentale per l'ex parroco

Una perizia psicologica per dimostrare “l’incapacità d’intendere e di volere” di Luca Morini, l’ex parroco noto alle cronache come “Don euro“. È quanto ha chiesto la difesa dell’ex sacerdote nella prima udienza del processo che si è tenuta oggi, mercoledì 12 giugno, al tribunale di Massa. L’uomo, 51 anni, è accusato di estorsione, autoriciclaggio, detenzione e cessione di stupefacente e sostituzione di persona. Non si procederà invece per truffa, visto che i fedeli – il cui denaro sarebbe stato utilizzato per le spese pazze dell’allora parroco della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli – non hanno sporto querela.

Al processo si sono costituite come parti civili quattro giovani escort, con le quali Morini aveva intrattenuto rapporti fingendosi un facoltoso magistrato. Una vita nel lusso più sfrenato, quella di “Don Euro”, fatta di hotel a cinque stelle, cene, viaggi, trattamenti estetici in spa costose e grande disponibilità di contanti, fino a 8 mila euro per le spese quotidiane. Soldi che però sarebbero arrivati dalle donazioni dei parrocchiani.

Morini “chiedeva somme di denaro alle famiglie per aiutare bambini gravemente malati che avevano bisogno di cure costose cure”,  ha affermato durante l’udienza il maresciallo dei carabinieri Alessandro Schiffini, sentito come testimone. “Sistematicamente a Pasqua e Natale mandava alcuni suoi fidati a ritirare donazioni in denaro di aziende e industriali, specie del marmo, che consegnavano assegni o contante che poi lui utilizzava per sé”, ha aggiunto. Inoltre sempre secondo il teste risulterebbe una ingente donazione arrivata dal Comune di Carrara per rifare il campo da calcio di una parrocchia, lavori però mai eseguiti. “In 10 anni – ha detto il maresciallo – abbiamo documentato un flusso di denaro dal suo conto pari a circa 5 milioni di euro”.

L’ex parroco, che un anno fa è stato esonerato dagli obblighi sacerdotali dal Vaticano, è inoltre accusato di estorsione nei confronti del vescovo Giovanni Santucci (anche lui rinviato a giudizio): si sarebbe fatto dare altro denaro minacciando di rivelare un presunto dossier su scandali sessuali che avrebbero riguardato religiosi di Massa Carrara. Ma non è tutto: secondo quanto riferito in aula dal maresciallo dei carabinieri, dopo l’esplosione dello scandalo Morini sarebbe andato a vivere in un appartamento a Marina di Massa aquistato per lui dalla diocesi, con utenze intestate alla Curia e la domestica pagata dal vescovo.

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