‘Realiti’, minacce a Borrelli e oltraggio a Falcone e Borsellino. La Rai apre un’inchiesta, Salini: “Chiediamo scusa”

'Realiti', minacce a Borrelli e oltraggio a Falcone e Borsellino. La Rai apre un'inchiesta, Salini: "Chiediamo scusa"

Repubblica

La Rai ha annunciato che sarà aperta un’inchiesta sul caso delle minacce ricevute dal consigliere della Regione Campania Francesco Emilio Borrelli(Verdi) in un video condiviso su Facebook da un cantante neomelodico siciliano, Niko Pandetta, apparso in un video nella prima puntata di Realiti, il programma di Rai 2 che ha debuttato il 5 giugno condotto da Enrico Lucci. Nella stessa puntata un altro giovane cantante neomelodico, il 19enne Leonardo Zappalà, ha oltraggiato la memoria di Falcone e Borsellino. Il presidente della Vigilanza Rai Alberto Barachini (FI) chiede “formalmente un controllo più rigoroso degli ospiti e delle trasmissioni”. Davide Faraone (capogruppo Pd in Vigilanza) dichiara: “Fatto di gravità inaudita, quella alla memoria di Falcone e Borsellino è un’offesa alla memoria del nostro Paese e a tutti gli italiani onesti”. La famiglia Borsellino grida “Vergogna!”, e aggiunge: “Decideremo se tutelarci in altre sedi. Questo Paese è alla deriva ma a tutto c’è un limite”.

Le scuse di Fabrizio Salini: “Non può e non deve accadere”

In serata sono arrivate le scuse dell’ad Rai Fabrizio Salini. “Quello che è avvenuto è inaccettabile e non può e non deve accadere. Abbiamo il dovere di essere garanti della legalità. In questo caso non lo siamo stati, chiediamo scusa ai parenti di Falcone e Borsellino, ai familiari di tutte le vittime della mafia e ai telespettatori”.

Realiti, l’oltraggio a Falcone e Borsellino

“Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”. La frase, riferita a Falcone e Borsellino, è stata pronunciata quando il conduttore Enrico Lucci – che poi ha più volte invitato Zappalà a studiare la storia degli eroi siciliani e sottolineato che la mafia è il male – ha mandato in onda una grande foto dei due giudici come esempio degli eroi che combattono la mafia, immagine accolta da un grande applauso in studio. Zappalà era al centro di un video trasmesso dal programma, che raccontava il fenomeno degli interpreti neomelodici siciliani che cantano in napoletano. Nel video si raccontava anche la storia di Niko Pandetta, detto ‘Tritolo’, con anni di carcere alle spalle e nipote del boss Turi Cappello. Nella clip Pandetta, non presente in studio, raccontava, tra l’altro, di aver finanziato il suo primo cd con una rapina.

Di lì a breve la denuncia di Borrelli: “Dopo la puntata di Realiti in cui ho denunciato con durezza il fenomeno dei neomelodici che inneggiano alla criminalità organizzata, uno dei cantanti intervenuto in trasmissione ha postato un video di minaccia nei miei confronti, brandendo una pistola dorata e scandendo più volte il mio nome”. Pandetta, ricorda Borrelli, è “un ex detenuto che ha trascorso quasi 10 anni nelle patrie galere, che non si vergogna dei reati che ha commesso in passato e che anzi omaggia in alcune canzoni uno zio che è recluso in carcere al 41 bis. Questo video conferma, casomai ce ne fosse bisogno, che questi soggetti non raccontano uno spaccato sociale ma sono organici sia nei metodi che nei trascorsi alla criminalità organizzata”. Il consigliere aveva annunciato una denuncia in Procura su quella che ha definito “intimidazione di Pandetta”, un gesto “che non mi fa paura, anzi mi stimola a proseguire con maggiore forza nella denuncia di un fenomeno vergognoso come quello dei neomelodici che inneggiano alla delinquenza”.

Cantante neomelodico minaccia il consigliere Borrelli su Fb: “Io la pistola ce l’ho d’oro”

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