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NEW YORK – L’ex vescovo della West Virginia Michael Bransfield sperperò milioni di dollari della diocesi per spese personali, inclusi 350 mila dollari in doni a una decina di cardinali e ad alcuni giovani preti e seminaristi che ora lo accusano di molestie sessuali. Lo affermano documenti riservati vaticani ottenuto dal Washington Post.

Il vescovo si è dimesso in settembre sotto l’ombra delle molestie e di abusi finanziari. Il dossier, frutto di un’inchiesta ordinata dal Papa all’atto delle dimissioni, spiega che per oltre un decennio l’ex vescovo staccò assegni sul suo conto personale per poi farsi rimborsare dalla diocesi che, come entità non profit esentasse, avrebbe dovuto usare i fondi solo per opere di carità.

Undici alti prelati, secondo una versione preliminare del rapporto, avrebbero ricevuto doni sull’ordine di alcune migliaia di dollari ciascuno: tra questi l’arcivescovo William Lori di Baltimora a cui è stata stata affidata l’inchiesta, e poi, tra gli altri, l’ex arcivescovo di Washington Donald Wuerl, l’arcivescovo di New York Timothy Dolan, il cardinale Raymond Burke, gli ex nunzi a Washington Carlo Maria Viganò e Pietro Sambi. Lori ha detto al giornale di aver restituito la somma, «alla luce di quanto appreso sugli abusi finanziari» di Bransfield.

Di minore entità, tra i 50 e i 300 dollari a volta, i regali a giovani preti e seminaristi, due dei quali hanno accusato l’ex vescovo di molestie.

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