Polonia, il documentario sugli abusi della chiesa che fa tremare i sovranisti

Polonia, il documentario sugli abusi della chiesa che fa tremare i sovranisti

REPUBBLICA

Un coraggioso documentario sugli orribili, diffusi casi di pedofilia nella Chiesa polacca sostenitrice del governo sovranista fa tremare la maggioranza eletta al potere in Polonia, il piú grande e importante paese orientale membro di Unione europea e Nato. Il documentario, girato e postato su YouTube dai fratelliTomasz e Marek Sekielski, è stato visto online da moltissimi cittadini ed elettori, tra i 18 e i 20 milioni su un totale di oltre 38 milioni di abitanti. E i sondaggi per le elezioni europee hanno subito registrato l´effetto dello shock e dell´indignazione dei cittadini: nelle ultime indagini d´opinione Koalicja Europejska, cioè coalizione europea – l´alleanza ispirata da Donald Tusk ex premier riformatore polacco e ora presidente dell´esecutivo europeo, alleanza di liberal di Platforma al governo dal 2007 al 2015, sinistra democratica e altre forze – è passata da un testa a testa a un vantaggio di dieci punti rispetto al PiS (Prawo i Sprawiedlywosc, il partito sovranista guidato dal suo leader storicoJaroslaw Kaczynski).

In cifre: Koalicja europejska nei sondaggi è al 43,6 per cento, cui si possono aggiungere i consensi (circa 10 per cento) attribuiti a Wjosnia, Primavera, il nuovo partito di sinistra anticlericale fondato dal giovane leader politico gay dichiarato ed europeista Robert Biedron, ex sindaco di Slupsk. Il PiS di Kaczynski invece è, sempre negli ultimi sondaggi, al 32, 9 per cento.

I sondaggi si proiettano anche sulle elezioni politiche (legislative) di ottobre, e fanno temere al PiS di perdere il potere contro la vitalità della giovane società civile urbana polacca. Secondo Stanislaw Mocek della prestigiosa Accademia delle scienze polacca,“l´alleanza tra trono e altare, col trono inteso come potere politico, vacilla“, e secondo il teologo Stanislaw Obirek „il panico è ovunque, nella Chiesa come nel PiS“. I sovranisti al governo hanno subito tentato di reagire annunciando un inasprimento delle pene per i reati di pedofilia, ma la decisione potrebbe arrivare troppo tardi per salvarli da uno smacco elettorale, e anche da un secondo problema serio alle politiche d´autunno.

La stessa visita annunciata per metà giugno del responsabile della Santa sede per la lotta agli abusi sessuali, Charles Scicluna, è attesa come prodromo di una epurazione senza precedenti nella Chiesa polacca a causa delle accuse e testimonianze di pedofilia. Lech Walesa, padre della patria, leader storico della rivoluzione non violenta del 1989 che restaurò la democrazia e avviò la caduta del Muro di Berlino, in nome della sua fede cattolica e della sua lunga amicizia con il Santo Padre Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla, consigliere die combattenti non violenti per la libertà polacca allora e severo conservatore illuminato, non reazionario filosovranista come la Curia polacca oggi) ha invitato la Chiesa a “riflettere a fondo“ sul caso. In Vaticano il portavoce della sala stampa Alessandro Gisotti ha sottolineato che il nunzio apostolico in Polonia monsignor Salvatore Pennacchio “ha espresso la solidarietà e vicinanza nel cuore sua e del Santo padre alle vittime degli abusi“. Molti esponenti oltranzisti del cattolicesimo polacco sono ostili a Papa Francesco e spesso censurano le sue omelie, discorsi ed encicliche. Adesso è arrivato il momento della resa dei conti.

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