Porte aperte nelle oasi Wwf, rifugio sicuro per biodiversità

(ANSA) – ROMA, 17 MAG – Si festeggia domenica prossima, 19 maggio, la giornata delle Oasi del Wwf, le 100 aree protette aperte gratuitamente dal Trentino alla Sicilia. Sono 35.000 ettari curati e sorvegliati dalla ong grazie al sostegno di soci e sostenitori per la conservazione della natura e l’educazione ambientale.

Proprio in questi giorni, fa sapere il Wwf, nel nido predisposto nell’Oasi di Orbetello, una coppia del raro falco pescatore ha nidificato e sono nati 3 pulcini. I fenicotteri, che in Italia nidificano in Sardegna, da qualche anno lo fanno anche in altre regioni. La prima volta nella penisola è stata però nella Laguna di Orbetello, nel 1994.

Dopo 200 anni d’assenza la cicogna bianca è tornata a nidificare nell’Oasi di Bolgheri, in Toscana. L’Oasi di Monte Arcosu in Sardegna è stata determinante nel salvare il cervo sardo. L’Oasi delle Steppe, in Sardegna, è nata per proteggere una delle ultime “brigate” di galline prataiole, specie ormai molto rara nel nostro Paese. Così come l’Oasi alpina di Valtrigona, che oltre a proteggere uccelli nobili come il gallo cedrone e il gallo forcello, dà rifugio alla pernice bianca, sempre più minacciata dal clima che cambia. Se la lontra in Italia è ancora presente e in ripresa, lo si deve anche alle Oasi del Wwf, afferma l’associazione ambientalista. Dalla prima, quella di Persano, sul fiume Sele, a quelle di Policoro, in Metaponto, alle Cascate del Verde in Abruzzo, alle Grotte del Bussento, nel Cilento.

Un piccolo anfibio, il pelobate fosco, deve parte del suo futuro proprio a un’Oasi Wwf, quella della Baraggia di Bellinzago nel novarese.

Ci sono poi anche storie di piante. Il fiordaliso del Sagittario vive soltanto nelle Gole omonime in Abruzzo, riserva naturale gestita dal Wwf, così come è specie endemica la calendula marittima, che vive solo sulla spiaggia della Riserva naturale delle Saline di Trapani.

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