NOBEL AI PIONIERI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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A BENGIO, HINTON E LECUN PREMIO TURING PER L’INFORMATICA Il premio Turing, considerato per l’informatica l’equivalente del Nobel e finanziato da Google, è andato quest’anno ai ‘maestri delle macchine’, ossia ai pionieri che hanno rivoluzionato la ricerca sull’intelligenza artificiale aprendo la strada alle prime applicazioni pratiche, dalla robotica alla medicina. Yoshua Bengio, dell’università di Montreal, ha diviso il premio con Geoffrey Hinton, dell’Università di Toronto, e Yann LeCun, della New York University.

CINEMA: DAVID, SBANCA ‘DOGMAN’ DI GARRONE

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BENE ANCHE ‘SULLA MIA PELLE’, ‘ROMA’ MIGLIOR STRANIERO ‘Dogman’sbanca ai David di Donatello: il film di Matteo Garrone ottiene i premi miglior film, regia, attore non protagonista con Edoardo Pesce, sceneggiatura originale, fotografia, scenografia, montaggio, trucco e suono. Delude invece ‘Capri-revolution’di Martone. Quattro statuette a ‘Sulla mia pelle’ di Alessio Cremonini. ‘Roma’ di Cuaron miglior film straniero. (ANSA).

STOP AL CAMBIO DELL’ORA LEGALE, DAL 2021 DECIDONO STATI UE

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EURODEPUTATI CHIEDONO UN COORDINAMENTO PER EVITARE PROBLEMI Il Parlamento europeo sostiene la fine del passaggio dall’ora solare a quella legale dal 2021. Secondo la risoluzione legislativa approvata, a partire da quella data, gli Stati membri manterranno il diritto di decidere il proprio fuso orario. I deputati chiedono inoltre che i Paesi Ue e la Commissione coordinino le loro decisioni per garantire che l’applicazione dell’ora legale in alcuni Paesi e dell’ora solare in altri non crei problemi al mercato interno.

EURO 2020: QUALIFICAZIONI, ITALIA BATTE LIECHTENSTEIN 6-0

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TRA TANTI GIOVANI DOPPIETTA DELL”ANZIANO’ QUAGLIARELLA Nella goleada dell’Italia al piccolo Liechtenstein a far notizia non sono i sei gol ma i goleador azzurri. La serata cominciata con la festa per Ramy, l’eroe di San Donato Milanese, prosegue con il primo gol azzurro di Sensi, con il primo stagionale di Verratti, e poi con Kean, che così concede il bis, e Pavoletti. In mezzo, la doppietta con due rigori del sempreverde Quagliarella: ‘Non sento l’età’. Bosnia e Grecia pareggiano.

TARIFFE, DA APRILE LE BOLLETTE CALANO: LUCE -8,5%, GAS -10%

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LA CONTRAZIONE DEI PREZZI ALL’INGROSSO FA FELICI LE FAMIGLIE Buone notizie per i consumatori. Grazie alla contrazione dei prezzi delle materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia, da aprile le tariffe di luce e gas diminuiranno significativamente. Nel secondo trimestre del 2019 le famiglie potranno contare su un calo delle bollette dell’elettricità dell’8,5% e del gas del 9,9%.

L’Osservatore Romano, si dimettono tutte le donne dell’inserto mensile

La fondatrice e direttrice Lucetta Scaraffia e il comitato editoriale – composto esclusivamente da donne – della rivista femminile vaticana, l’inserto mensile del L’Osservatore Romano “Donne Chiesa Mondo”, si sono dimesse. Il motivo è “una campagna vaticana per screditarle e metterle sotto il controllo diretto degli uomini”, che è aumentato dopo aver denunciato l’abuso sessuale delle suore da parte del clero, dicono. Il comitato editoriale del supplemento mensile del quotidiano vaticano ha dato l’annuncio nell’editoriale del 1° aprile – inviato agli stampatori ma non pubblicato – e in una lettera aperta a Papa Francesco. In una breve nota, la Fnsi auspica che si faccia chiarezza sulla vicenda e che “non venga lasciata alcuna zona d’ombra, in linea con lo spirito introdotto da Papa Francesco”.

“Delegittimate e sotto controllo”

“Stiamo gettando la spugna perché ci sentiamo circondate da un clima di sfiducia e progressiva delegittimazione”, ha scritto la fondatrice Scaraffia, docente di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma che si è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia religiosa. “Dopo i tentativi di metterci sotto controllo, sono venuti i tentativi indiretti di delegittimarci”, ha affermato Scaraffia – che aveva lanciato l’inserto femminile nel 2012 -, parlando di “selezione di altre donne dall’alto” e “con una linea editoriale contraria alla nostra”. L’effetto, ha detto, è stato di “oscurare le nostre parole, delegittimandoci come parte delle comunicazioni della Santa Sede”.

Lo scontro con il nuovo direttore

La direttrice dell’inserto ha fatto sapere che le dimissioni sono state decise dopo che il nuovo direttore dell’Osservatore, Andrea Monda, le aveva detto all’inizio di quest’anno che avrebbe assunto lui il suo ruolo. Una decisione poi riconsiderata dopo che il comitato editoriale aveva minacciato di dimettersi e dopo che i settimanali cattolici che distribuiscono traduzioni di “Donne Chiesa Mondo” in Francia, Spagna e America Latina, avevano avvertito che avrebbero smesso di distribuire. Il mensile negli ultimi mesi si è occupato degli abusi sulle religiose all’interno del clero e dello sfruttamento economico delle suore, quando svolgono i lavori domestici all’interno delle strutture della chiesa, nelle abitazioni di preti, vescovi o cardinali, nelle scuole o negli ambulatori. Le critiche sulla condizione femminile nella Chiesa però, a quanto detto da Scaraffia, non erano condivise dal nuovo direttore del giornale.

Monda: “Ho garantito totale autonomia e libertà”

Monda è stato nominato nel dicembre del 2018 da Papa Francesco, al posto di Giovanni Maria Vian. Scrittore e saggista, Monda ha commentato così le dimissioni: “Prendo atto della libera e autonoma decisione della professoressa Scaraffia”. “In questi pochi mesi da quando sono stato nominato direttore ho garantito alla professoressa Scaraffia, e al gruppo di donne della redazione, la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l’inserto mensile da quando è nato”, ha aggiunto, negando di aver “selezionato qualcuno con il criterio dell’obbedienza”. Quanto al futuro del supplemento mensile “posso assicurare che esso non era in discussione. E che dunque la sua storia non si interrompe ma continua. Senza clericalismi di alcun genere”, ha concluso Monda.

Sky

Sanità: G. Grillo, sblocco assunzioni svolta storica

“Lo sblocco delle assunzioni in Sanità ha una valenza storica, perché da 15 anni, da quando il governo Berlusconi aveva tagliato la spesa della pubblica amministrazione, era tutto fermo. Adesso le cose ripartono”. Lo ha detto il ministro della Salute Giulia Grillo intervenendo alla trasmissione Tagadà.

Rispondendo alle domande della conduttrice Tiziana Panella sui dubbi dei sindacati ospedalieri che ritengono ci siano troppi pochi soldi per fare le assunzioni, il ministro ha spiegato che “le Regioni avevano già accantonato i finanziamenti, ma erano bloccati. Quindi le singole regioni adesso hanno i soldi da spendere e per assumere”.

In relazione all’annuncio del premier Giuseppe Conte sul Cdm che si terrà in Calabria, il ministro ha ribadito che la situazione della Sanità calabrese è “ai confini della realtà”: “Sono stata all’ospedale di Locri, una struttura che sta nel mezzo del nulla. Perché non ci sono infrastrutture intorno. E non solo, in quell’ospedale mancano praticamente tutte le autorizzazioni: l’ascensore non è omologato, il gruppo elettrogeno pure, lo strumento per le sterilizzazioni non ha omologazioni…”

Giulia Grillo ha infine risposto ad una domanda sulle autonomie e ha escluso che ci saranno regioni che andranno avanti e altre che resteranno indietro: “Lo dimostra il fatto che anche per le assunzioni inizialmente si pensava di sbloccarle solo nelle regioni virtuose. Ma io mi sono opposta e ho ottenuto che lo sblocco valga per tutti”. (ANSA).

Raggi, “via camion bar” dopo sentenza Cassazione

Il Campidoglio può decidere di spostare gli ambulanti, i camion bar e gli urtisti. Così hanno stabilito le Sezioni Unite Civili della Cassazione. Una notizia che la prima cittadina Virginia Raggi fa subito sua commentandola in un tweet: “Addio camion bar e bancarelle davanti monumenti e da piazze storiche. Cassazione ha respinto ricorso ambulanti. Ringrazio mio predecessore @ignaziomarino per aver avviato iter. Avanti per il decoro e la legalità nella nostra città”.

Il Campidoglio – e le amministrazioni comunali in genere – spiegano dalla Cassazione, hanno il “potere” di spostare dalle aree di interesse culturale e architettonico le bancarelle dei venditori ambulanti, i camion bar e gli urtisti che stazionano davanti a piazze storiche e monumenti assegnando loro una collocazione alternativa. La Cassazione ha respinto il ricorso degli ambulanti capitolini guidati da Alfiero Tredicine – la sua famiglia è leader in questo settore – contro il Consiglio di Stato che nel 2016, dopo il Tar, aveva ritenuto pienamente legittimo il ‘Tavolo tecnico per il decoro’ varato nel 2014 dal sindaco di Roma Ignazio Marino che, come prima mossa, aveva ridotto da 115 a 72 le bancarelle di Natale a Piazza Navona. Per ripicca, gli ambulanti disertarono la piazza e si rivolsero alla giustizia amministrativa. Adesso devono adeguarsi alla decisione della Suprema Corte che ha ritenuto “insussistente” l’accusa al Campidoglio di aver esercitato un “potere abnorme”.

“E’ evidente l’insussistenza del denunciato vizio – afferma il verdetto 8311 – posto che il Consiglio di Stato ha ritenuto implicitamente attribuito all’amministrazione comunale il potere di localizzazione temporanea alternativa delle attività commerciali in questione sulla base” delle norme dettate dal d.lgs n.267 del 2000 e dal d.lgs. n. 42 del 2004 e, in particolare, “della norma attributiva del potere di revoca” delle postazioni in precedenza assegnate agli ambulanti.

Secondo la Cassazione, “argomentatamente” i giudici amministrativi di Palazzo Spada hanno bocciato il reclamo di Tredicine e si sono attenuti “al compito interpretativo che gli è proprio, ricercando la ‘voluntas legis’ applicabile al caso concreto”. Anche se la hanno desunta “non dal tenore letterale delle singole disposizioni, – spiega il verdetto dei supremi giudici – ma dalla ‘ratio’ che il loro coordinamento sistematico disvela”. A sostegno del ‘Tavolo tecnico per il decoro’, a fianco del sindaco Marino, si erano costituiti in giudizio anche il Codacons, il Ministero per i beni e le attività culturali, Roma Capitale e la Regione Lazio. Tredicine e gli altri che avevano aderito al suo ricorso difesi dagli avvocati Angelo Clarizia e Orazio Castellana, devono anche pagare oltre undicimila euro di spese legali alle ‘controparti’ oltre che ‘rassegnarsi’ alla ricollocazione  (ANSA).

COPYRIGHT, OGGI VOTO FINALE PARLAMENTO UE SU RIFORMA

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‘GIORNATA STORICA’. LEGA-M5S CONTRARI, PD-FI A FAVORE Oggi a Strasburgo ultima tappa per la riforma Ue del diritto d’autore, col giudizio finale del Parlamento europeo. “Un voto storico”, secondo gli editori. Ma non scontato, a causa delle divisioni politiche: Lega e M5s dovrebbero marciare compatti per un ‘no’ alla riforma, mentre Pd e Forza Italia votare a favore. Protesta di Wikipedia, che oscura le pagine italiane.