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Pedofilia: Chiesa Cile condannata a indennizzo vittime

swissinfo.ch

L’ex parroco Fernando Karadima, accompagnato di poliziotti in occasione di una udienza alla Corte d’appello di Santiago nel novembre 2015.

Keystone/EPA EFE/SEBASTIAN SILVA

(sda-ats)

La Corte d’Appello di Santiago del Cile ha accolto con una sentenza firmata all’unanimità dei suoi componenti la richiesta di indennizzo economico presentata da vittime di abusi sessuali commessi dall’ex parroco Fernando Karadima.

I giudici hanno stabilito che la Chiesa cilena paghi 150’000 franchi a ciascuna delle tre richiedenti.

Le tre vittime che hanno presentato la richiesta di indennizzo all’Arcivescovado della capitale cilena hanno reso di dominio pubblico le loro denunce nel 2010.

Questo provocò una vera e propria ondata di denunce da parte di persone abusate da religiosi, causando una grave crisi nella chiesa cattolica del Cile, sintetizzabile nel coinvolgimento di 148 sacerdoti e parroco da parte di oltre 250 vittime.

Prima di essere condannato nel 2011 dalla Chiesa ad “una vita di orazione e penitenza per abusi sessuali, di potere e di coscienza”, Karadima, ex parroco di El Bosque, aveva accumulato un grande potere nella gerarchia cattolica, costruendo fra l’altro un vero e proprio impero economico grazie a milionarie donazioni inviategli dall’imprenditoria e dall’oligarchia cilena.

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