Quel che ci insegna la meditazione buddista

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Ben venga un libro come Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani, che introduce all’arte della meditazione buddista (Einaudi, pagine 162, euro 12,00). Il contatto con la sapienza orientale arricchisce il nostro sentire occidentale, incentrato sul principio di non contraddizione, con l’apporto del principio di identità; la nostra antropologia, che rischia di ridurre l’uomo alla sola ragione, con la valorizzazione del “cuore” (volontà, emozioni…), si avvia a una
definizione più completa di “persona”. Naturalmente, va evitato ogni sincretismo e va rifuggita la tentazione di ridurre la Via sapienziale dell’Oriente a un florilegio di aforismi e di brevi fiabe suggestive, anche se l’autrice intitola un capitolo “Frantumi”, e se in una breve recensione è inevitabile riferire citazioni. Ascoltiamo: «L’assillo di dover capire equivale a un atteggiamento di cattura e di riduzione al già noto. Ma comprendere può essere invece ascoltare e aspettare. È possibile ascoltare bene solo quando si tollera di non capire». Molto interessanti le considerazioni sulla necessità di non rifuggire dalle inevitabili sofferenze, bensì di assaporarle nella loro realtà, rinunciando all’autonarrazione a cui siamo portati. Lo spiega Buddha nel Discorso della freccia: «Chi ha ricevuto gli insegnamenti spirituali sperimenta, esattamente come chi non li ha ricevuti, sensazioni piacevoli, spiacevoli, e né piacevoli e né spiacevoli. Ma qualcosa li distingue profondamente. Il non praticante è come se fosse colpito da una freccia e subito dopo fosse colpito da una seconda freccia, così da percepire il dolore di due frecce. Questa seconda freccia è la sensazione mentale di avversione dei confronti delle sensazioni dolorose e di attaccamento nei confronti di quelle piacevoli. È questa aggiunta al nudo, puro sentire che crea la sofferenza non necessaria di cui la Via buddista ci insegna a liberarci». Chandra Livia Candiani – poetessa e traduttrice di testi buddisti – afferma che le linee guida dell’etica buddista sono la nostra vera natura come la natura del fuoco è quella di bruciare: «Sono principî comuni a tutte le visioni interiori, religiose o laiche: non uccidere, non prendere ciò che non ci è dato, non creare sofferenza con la sessualità, non mentire, non assumere intossicanti». Perfetto! È l’esposizione, da parte di una studiosa non credente, della legge naturale, quella “grammatica” iscritta nel cuore dell’uomo, che la Rivelazione ha esplicitato nei Dieci Comandamenti. “Consapevolezza” e “responsabilità” sono due parole fondamentali nel buddismo, come racconta un’antica favola, peraltro africana. Scoppia un terribile incendio nella foresta, gli animali fuggono terrorizzati. Il leone vede un colibrì che vola nella direzione opposta: «Dove credi di andare? C’è un incendio, dobbiamo scappare». Il colibrì rispose: «Vado al lago, per raccogliere acqua nel becco da buttare sull’incendio». «Sei impazzito? Non crederai di spegnere un incendio gigantesco con quattro gocce d’acqua?». Al che il colibrì concluse: «Io faccio la mia parte».

Emergenza clima. L’onda verde dei giovani italiani

Un momento del presidio "Friday for future" organizzato ieri a Roma, in piazza del Popolo

Viaggiano con le borracce al posto delle bottigliette d’acqua. Si portano da casa i sacchetti di tela per far la spesa. In mensa utilizzano le posate di alluminio e si spostano in autobus o in bicicletta. Sono i nuovi giovani ‘green’. Gli italiani under 18 e poco più che ventenni che ogni venerdì, dallo scorso mese di dicembre, occupano con pochi e tanti numeri le piazze d’Italia davanti ai Comuni e ai palazzi del potere.

È l’onda verde italiana dei ‘Fridays for future’ (i venerdì per il futuro, ndr). Il movimento partito da Stoccolma, lo scorso dicembre con la sedicenne svedese ormai divenuta star mondiale, Greta Thunberg. «Ho letto di lei per caso, su internet, me ne aveva parlato una mia amica che fa la volontaria per Greenpeace e mi sono detta, beh cavolo allora si può fare anche qui, a Roma» inizia così il racconto di Francesca, 18 anni, liceale. Ieri pomeriggio era in piazza del Popolo, come ormai fa da diverse settimane, ogni venerdì alle 14. A differenza del movimento globale (che per provocazione, ogni venerdì indicono lo sciopero scolastico ‘Se i politici non ascoltano gli scienziati, perché dovrei studiare?’) gli attivisti italiani occupano la piazza finite le lezioni in classe. Anche se invece, lo faranno, per la prima volta, a livello nazionale, venerdì prossimo 15 marzo, data in cui si svolgerà il primo sciopero nazionale in nome del cambiamento climatico. «La prima volta che ho manifestato era venerdì 11 gennaio, eravamo in tre – prosegue Francesca – ci siamo trovati in piazza Montecitorio e in quell’occasione, ricordo, abbiamo attirato la curiosità soprattutto dei turisti. Ma volevamo sensibilizzare i romani e lì c’era poco passaggio, abbiamo così deciso di spostare il presidio in piazza del Popolo». E così, ogni venerdì, l’appuntamento è in piazza del Popolo alle 14. Anche da Piazza della Scala, a Milano e in molte altre città da nord a sud Italia, ogni venerdì, i giovani chiedono a gran voce a tutti i politici di rispettare gli accordi di Parigi 2015 contro il surriscaldamento globale.

Dall’Australia all’Europa. Così il movimento studentesco per il clima è divenuto globale di Daniele Zappalà

«L’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, ndr) prevede che, se continuiamo al ritmo attuale e superiamo di 1,5°C l’aumento di temperatura media globale rispetto al periodo pre-industriale, vari feedback loops (meccanismi irreversibili, come ad esempio lo scioglimento delle regioni perennemente ghiacciate) entreranno in azione provocando un improvviso aumento della temperatura – si legge sulla prima pagina del sito ‘Fridaysforfuture.it‘ – A quel punto la situazione sarebbe totalmente fuori controllo e nessun intervento umano sarà più possibile. Per evitare questo rischio concreto, dobbiamo dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030 e azzerarle al 2050». Abbiamo solo 11 anni, quindi, per cambiare marcia e invertire la tendenza. Fra 11 anni questi ragazzi saranno poco più che trentenni. Con una vita intera davanti. Hanno capito che non bisogna perdere tempo, e chiedono ai politici di mettere in pratica tagli importanti nelle emissioni di anidride carbonica. «Mi preoccupano le prospettive future e gli allarmi degli scienziati – prosegue Francesca – penso al rischio reale e alle persone a cui voglio bene. Penso che posso fare qualcosa, e lo devo fare adesso. Lo dobbiamo fare tutti». Anche Martina è in piazza. Ha iniziato a seguire Greta Thunberg su Instagram e da lei è arrivata ai suoi coetanei italiani. Ha 18 anni e frequenta il liceo Classico. «In queste ultime settimane siamo passati dall’essere in 15 a più di cinquanta» racconta con orgoglio. Ma ci sono anche gli adulti. I genitori dei ragazzi poco più che adolescenti (l’ultimo venerdì si sono visti in piazza del Popolo a Roma, anche tre studenti delle scuole medie) ma anche cittadini comuni. Ognuno si presenta con un proprio cartello. Un pensiero libero, qualsiasi slogan riferito all’ambiente. Come ‘Non esiste un Pianeta B’, ‘Cambiamo il mondo’, ‘La sopravvivenza dell’umanità vale più dei profitti del petrolio’.

Fra una settimana saranno più di 100 le città mobilitate per il primo sciopero italiano dei ‘Fridays for future’.Da Alba ad Ancona, da Firenze a San Severo, passando per Milano, Roma, Torino, Bologna e Napoli. Su Facebook e su Whatsapp è un tam tam di messaggi, luoghi di ritrovo ed orari. Dalle 9 alle 13 centinaia di ragazzi – senza alcun simbolo di partito, sottolineano – chiederanno a gran voce di cambiare il passo per fermare il cambiamento climatico.

Intanto qualcosa si muove. Proprio ieri in Friuli Venezia Giulia è stata votata una mozione che impegna la Giunta ad elaborare in tempi rapidi una strategia e un piano d’azione di adattamento ai cambiamenti climatici e dei loro impatti più significativi sul territorio. La mozione invita anche la Giunta ad incontrare una delegazione di giovani studenti ‘Fridays for future’.

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PROGETTO ARBITRI, DAL PROSSIMO CAMPIONATO SALA UNICA VAR

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‘IN FASE AVANZATA CENTRO A COVERCIANO, PROBABILE VIA 2019’ Una sala unica per la Var: l’Aia, associazione italiana degli arbitri, annuncia che ‘è in avanzata fase di progettazione la realizzazione di un centro Var unico per tutte le gare, presso il centro tecnico di Coverciano’. Il progetto, curato dall’Aia, probabilmente prenderà il via dal prossimo campionato. Il centro Var di Coverciano dovrebbe servire anche da ‘addestramento’ agli arbitri durante i raduni tecnici nel centro federale. (ANSA).

RUBATA LA ‘CROCIFISSIONE’ DI BRUEGEL IL GIOVANE

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IL FURTO IN UNA CHIESA IN PROVINCIA DI LA SPEZIA Un quadro realizzato dal pittore fiammingo Pieter Bruegel Il Giovane, intitolato ‘Crocifissione’, è stato rubato nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelnovo Magra, in provincia della Spezia. L’episodio questa mattina: ignoti sono andati a colpo sicuro, scardinando con una mazza la teca a protezione dell’opera, per poi scappare a bordo di un’auto. Il quadro è considerato un capolavoro dell’arte fiamminga. Indagano i carabinieri.

PIÙ OCCUPATI, MA PER UNO SU CINQUE LA PAGA È BASSA

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MENO DI 9 EURO L’ORA AL 22%. DISOCCUPAZIONE AL 10,6% Nel 2018 la disoccupazione cala al 10,6%. Per i giovani migliora fino al 32,2%. Nel 2018 l’occupazione cresce per il quinto anno consecutivo, ma l’aumento tra i dipendenti riguarda solo quelli a tempo determinato (+323mila) mentre dopo quattro anni di crescita cala quello indeterminato (-108 mila). Nel quarto trimestre 2018, il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente. L’Inps: Il 22% dei dipendenti delle aziende private ha una retribuzione oraria inferiore a 9 euro lordi, soglia individuata da uno dei ddl sul salario minimo. Con tale soglia, ci sarebbero 2,9 milioni di lavoratori con un incremento medio annuo di retribuzione di 1.073 euro.

STRAGE BOLOGNA, UN EX GENERALE INDAGATO PER DEPISTAGGIO

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QUINTINO SPELLA, OGGI NOVANTENNE, ERA FUNZIONARIO SISDE L’ex generale Quintino Spella, oggi novantenne, è indagato per depistaggio nell’ambito dell’inchiesta della Procura generale di Bologna, sui mandanti e i finanziatori della strage del 2 agosto 1980. Spella, responsabile del Sisde a Padova dell’epoca, è stato interrogato dai magistrati bolognesi della procura generale. La circostanza è emersa oggi durante l’udienza del processo in Corte d’Assise contro l’ex Nar Gilberto Cavallini.

LEONARDO SUPERSTAR, ARRIVA L’APP PER GLI EVENTI SUL GENIO

CONTE, ‘IL SUO UN FASCINO IMMORTALE CHE CI SORPRENDE SEMPRE’ Leonardo da Vinci superstar. ‘E’ incredibile il fascino e il mistero del genio multiforme ed eclettico’, dice il premier Conte nel presentare le celebrazioni del cinquecentenario dalla morte del genio del Rinascimento. ‘Un immortale’. Ed arriva un’app Leonardo 500, annuncia il ministro Centinaio, per far conoscere tutti gli eventi dedicati all’artista e scienziato. Poi Salvini scherza: “stiamo lavorando con l’ambasciatore francese per riprenderci la Gioconda…”. (ANSA).

ALLARME ONU PER IL PIANETA, RISCHIO MILIONI MORTI PREMATURE

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INQUINANTI NELL’ACQUA DOLCE FRA PRINCIPALI CAUSE DI DECESSI Il danno al pianeta è talmente grave che la salute delle persone sarà sempre più minacciata, a meno che non venga intrapresa un’azione urgente. Allarme da uno studio di 250 scienziati dell’Onu in cui si avverte che o si aumentano drasticamente le protezioni ambientali o città e regioni in Asia, Medio Oriente e Africa potrebbero vedere milioni di morti premature entro il 2050. Il rapporto avverte anche che gli inquinanti nei nostri sistemi di acqua dolce possono essere una delle principali cause di morte.

Addio a Piero Gribaudi, editore che “colmava vuoti”

Piero Gribaudi

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È morto domenica sera a Torino, dopo una lunga e dolorosa malattia, Piero Gribaudi, fondatore nel 1966 dell’omonima casa editrice, scrittore ed editore di ispirazione cattolica. La giovane casa editrice ebbe immediato successo grazie all’amicizia e ai suggerimenti di don Barra, grande educatore e sacerdote sensibile alle problematiche sulla scia di don Mazzolari. Negli anni la casa editrice mantenne la sua dimensione familiare, autori come Vannucci, Barsotti, Turoldo caratterizzarono il primo periodo, seguì poi la collaborazione dell’allora giovanissima Comunità di Bose e del priore Enzo Bianchi, la frequentazione di certosini, carmelitani, camaldolesi, i monaci di don Giuseppe Dossetti e la Comunità di Monteveglio. Il risultato fu La Filocalia – opera in quattro volumi dal 1982 al 1987 – nella sua prima traduzione completa dal greco, tuttora un bestseller. Primo fra tutti, Piero Gribaudi diede il via a una collana di libri per ragazzi, “Biblioteca della Gioventù” poi “Biblioteca Giovane”, oltre 150 titoli negli anni. Lo scopo era di stimolare, guidare, aiutare i giovani già allora poco inclini alla lettura.

Questo bisogno di “colmare vuoti” fu sempre la caratteristica della sua casa editrice. Fu poi lanciata la “Collana di spiritualità russa” a cura di Enzo Bianchi, e vennero pubblicati Silvano del Monte Athos e Serafino di Sarov, tuttora presenti nel catalogo. I “Piccoli breviari”, collana dove lo stesso Piero Gribaudi amava raccogliere e scrivere, proponeva raccolte su tematiche specifiche di meditazione, che contribuirono a far conoscere autori assolutamente nuovi e sconosciuti al pubblico italiano. Non solo, il suo speciale e unico talento lo porta a creare la serie fortunata e simpatica “Umorismo & Fantasia”. Chi non ricorda le Ricette del diavolo e L’arte della coccola? Libri aperti al sorriso e alla fine ironia, apprezzati anche al di fuori dell’Italia, che continuano ad essere letti da una generazione all’altra.

Numerosi sono gli autori che presero il via dalla redazione Gribaudi: Guido Clericetti, Luca Desiato, Agnese Baggio, Sirio Politi, Benedetta Papasogli solo per fare qualche nome tra quelli italiani, poi Hannah Hurnard, celebre autrice del longseller Piedi di cerva sulle alte vette e il grande Og Mandino, autore del bestseller Il più grande venditore del mondo – a cui è seguita tutta la serie anche dopo lo spostamento della sede della casa editrice da Torino a Milano – più di venticinque anni fa. Il bestseller di Og Mandino ha fatto da apripista al nuovo filone “Business & Self help”, di finanza alla portata di tutti, che a poco a poco si è imposto nell’attuale mercato. In occasione del 25° della casa editrice, Gribaudi scrisse: «Voglio ringraziare in special modo i lettori, anche lontani per il loro apprezzamento e la loro intelligenza. E infine il Signore per averlo messo, nel lontano 1958, a venticinque anni, su una strada così difficile e bella, ricca di asperità e arcobaleni qual è quella dell’editoria». I funerali saranno mercoledì, alle ore 10 presso la parrocchia Beata Vergine delle Grazie – Crocetta (corso Einaudi, 23, Torino).