Il prete e l’amore: le parole per dirlo

Chissà che faccia ha, Don Federico Sorrenti. Magari è bello. O forse no. Forse è brutto. I suoi parrocchiani sono 6.800 in tutto . La parrocchia è a Cerano, vicino a Novara. La domna del prete è una volontaria della sua parrocchia. «Eccellenza, in questo ultimo anno mi sono innamorato», ha scritto al suo vescovo don Federico, pochi giorni fa. Lui ha 42 anni, lei 34. Si vogliono sposare.

In mezzo alla tragedia di preti pedofili, preti ladri, preti erotomani, preti truffatori, ecco che arriva questo prete sincero. Questo prete diritto come un fuso. A metà della sua vita di parroco, dopo immagino infinite tentazioni, don Federico ha saputo riconoscere l’amore. Non l’amore in generale, che guida e sorregge il ministero di ogni prete. Ma l’amore romantico. E ha scelto.

Immagino la sua angoscia, l’angoscia della sua donna. Però immagino anche la gioia e la gratitudine per avere ricevuto il dono di innamorarsi romanticamente di un altro. Potevano fare come tanti e amarsi da amanti. Invece, don Federico ha scelto di celebrare questo dono. Di sacrificarsi per celebrarlo. Di rinunciare a una parte potente di sè. Di esporsi al pubblico giudizio. L’ha fatto con il cuore pulito. A me questo prete sembra bello comunque.

lastampa.it

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