Novara, prete s’innamora: «Per una donna lascio la Chiesa». L’annuncio del vescovo ai fedeli durante la messa

Novara, prete s'innamora: «Per una donna lascio la Chiesa». L'annuncio del vescovo ai fedeli durante la messa

«Da un anno mi sono innamorato di una donna e ora voglio vivere una relazione di coppia e costruire con lei una famiglia. Chiedo scusa a tutti». È con questa breve lettera che don Federico Sorrenti, 41 anni tra pochi giorni, originario di Trecate (Novara) e da due anni sacerdote di Cerano, piccolo centro in provincia di Novara, ha annunciato al vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla di voler svestire l’abito talare per poter vivere la sua storia d’amore. Una scelta sofferta che monsignor Brambilla ha avuto il compito di comunicarlo ai fedeli, nella messa di sabato sera che, tra l’incredulità e la sorpresa, hanno appreso che il loro sacerdote li avrebbe lasciati. «Eccellenza – ha scritto don Federico, molto noto in diocesi per il suo impegno nella Pastorale giovanile -. In questo ultimo anno mi sono innamorato di una donna ed è nato pian piano in me un desiderio nuovo e crescente di vivere una relazione di coppia e di costruire insieme una famiglia. Sono andato in una crisi profonda e anche sofferta, in cui ho maturato, in dialogo con lei monsignor Vescovo, la scelta di sospendere il mio ministero sacerdotale per iniziare un nuovo percorso di vita».

Le «indagini»

Una notizia che ha dapprima sconvolto il Vescovo che, come un padre, ha voluto appurare se quell’amore fosse vero. Se non si trattasse solo di una sbandata, di un colpo di testa. O ancora di una tentazione. Tanto che il sacerdote non è stato spostato dal luogo a cui era stato assegnato ma è rimasto sempre al servizio della diocesi. Almeno fino a sabato quando la verità è stata raccontata a tutti.

Il vescovo Brambilla: grande dolore ma prego per lui

«Non posso dire di aver provato un indicibile dolore – ha detto Brambilla nella messa concelebrata dal vicario generale della Diocesi don Fausto Cossalte-. Riconoscendo tutto il bene che lui ha fatto, non solo a Cerano, ma nell’intero suo percorso sacerdotale a servizio della Chiesa novarese. Nella lettera che mi ha scritto egli mi domanda di chiedere scusa a voi per il tempo e il modo in cui arriva questa decisione e ringrazia tutti coloro che con passione hanno collaborato con lui e che gli vogliono bene.Lo accompagniamo con la preghiera, chiedendo al Signore per lui coraggio e serenità per questa nuova scelta di vita».

Torino Corriere

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