Abusi sessuali verso le suore

Siamo molto grate per il riconoscimento pubblico, da parte di papa Francesco, dell’abuso sessuale di suore cattoliche per mano di membri del clero. Le sue parole franche hanno gettato luce su una realtà che è stata in gran parte nascosta alla percezione pubblica; e crediamo che la sua onestà sia un passo avanti importante e significativo.

La nostra speranza è che tale riconoscimento possa essere di un qualche conforto per coloro che sono sopravvissute all’abuso, e che possa velocizzare quel cambiamento e riparazione di sistema all’interno della Chiesa cattolica, di cui vi è un gran bisogno, che ha permesso il fatto che l’abuso non venisse preso in considerazione per anni.

Suore cattoliche che sono state abusate da un prete non sempre hanno riportato questo crimine, per le medesime ragioni delle altre vittime: senso di vergogna, tendenza a incolpare se stesse, paura di non essere credute, ansia per la possibile vendetta, un senso di impotenza e altre ragioni.

Speriamo che attraverso il riconoscimento del papa suore e altri sopravvissuti trovino la forza di farsi avanti, e che le sue parole portino a vie di guarigione più ricettive e più apprezzate.

La molestia sessuale e lo stupro di suore cattoliche ad opera di preti e vescovi è stata questione discussa da oltre vent’anni negli incontri delle superiore delle congregazioni e ordini di suore di tutto il mondo. Sebbene gli indici sembrino concernere prevalentemente i paesi in via di sviluppo, si sa che molestia e stupro di suore sono avvenuti anche in altri paesi – compresi gli Stati Uniti.

Uno studio condotto nel 1996 dalla Saint Luis University indicava che vie erano suore negli Stati Uniti che avevano sofferto una qualche forma di trauma sessuale per mano di preti cattolici. Sovente, queste suore non hanno condiviso questa informazione nemmeno con le loro comunità.

La nostra propria comprensione degli eventi di abuso in ogni forma è cresciuta nel corso degli ultimi due decenni, mentre apprendevamo dell’occultamento e segretezza dell’abuso, da un lato, e quali fossero i devastanti effetti permanenti nelle vite dei sopravvissuti.

Riconosciamo che, come suore, non sempre abbiamo reso disponibile un ambiente che incoraggiasse le nostre consorelle a farsi avanti e a riportare le loro esperienze alle debite autorità. Siamo spiacenti per tutte quelle volte in cui sapendo di casi di abuso non abbiamo preso la parola pubblicamente con più forza al fine di porre termine a una cultura della segretezza e dell’occultamento all’interno della Chiesa cattolica – questo ha scoraggiato le vittime dal farsi avanti.

Negli anni recenti, le comunità delle suore cattoliche hanno lavorato duramente per mettere in atto ciò che è necessario per approcciare, responsabilmente e con compassione, le sopravvissute e continueranno a fare della protezione di ogni persona dall’abuso una priorità.

Riconosciamo con gratitudine il lavoro svolto dall’Unione Internazionale delle Superiore Maggiori (UISG), l’organizzazione con sede a Roma che raccoglie tutte le superiori maggiori delle suore cattoliche a livello globale.

Negli ultimi due decenni, il direttorio dell’UISG ha lavorato per far crescere, all’interno della Chiesa e nello spazio pubblico, la consapevolezza in materia di abuso nelle comunità delle suore cattoliche – in particolare nei paesi in via di sviluppo. Esse sono state in prima linea per quanto riguarda il sostegno di una chiamata a responsabilità della Chiesa per questo problema, e assicuriamo loro il nostro supporto e la nostra collaborazione nel loro sforzo continuo su questo aspetto critico centrale.

Speriamo che il riconoscimento pubblico di papa Francesco possa essere una forza motivazionale per tutte noi nella Chiesa cattolica al fine di rettificare a fondo e rapidamente la questione degli abusi sessuali da parte del clero.

Il prossimo incontro dei vescovi sugli abusi sessuali rappresenta un’opportunità per mettere mano a forme di azione decisa e decisive. Tra queste raccomandiamo: 1) la creazione di meccanismi per riportare gli abusi all’interno di un’atmosfera dove si va incontro alle vittime con compassione e offrendo loro un porto sicuro; 2) riconfigurare le strutture di guida della Chiesa in modo che siano in grado gestire la questione del clericalismo e assicurare che il potere e l’autorità siano condivise con cristiani laici. Le conoscenze sull’ampiezza dell’abuso mostra chiaramente che le strutture attuali devono cambiare se la Chiesa vuole riguadagnare la sua credibilità e avere un qualche reale futuro.

settimananews

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