Pedofilia: preti e suore per gli abusi pari sono

Solo chi chiude gli occhi e si tappa le orecchie negherebbe che la pedofilia è perversione solo al maschile. Il mare magnum degli abusi sui minori compiuti da religiosi ha colpe scandalose anche nel mondo di donne capziosamente represse, cioè impedite da assurdi postulati del cattolicesimo a soddisfare gli impulsi erotici di cui la natura le ha dotate. In chiaro: anche le suore pagano l’impedimento ad amare e ad unirsi sessualmente con uomini o se lesbiche con donne. Un riferimento così esplicito al divieto contro natura della Chiesa, potrà scandalizzare l’ipocrisia di chi preferisce negare l’evidenza e continua protervamente a condividere l’assurdo del voto di castità a cui sono costretti preti e suore. Permangono i dubbi sull’esitazione di papa Francesco nell’abolire l’innaturale divieto per i religiosi di amare, sposarsi e procreare, tra l’altro dettato esplicito nel verbo di Cristo “crescete e moltiplicatevi”. Ignorare la dimensione della pedofilia, che coinvolge migliaia di preti, suore e alti prelati, è colpevole cecità, ignoranza della realtà. I casi di parroci che trasgrediscono al voto di castità con le perpetue o le fedeli sono noti, accertati, frequenti e sono sempre di più i preti che si sposano, hanno figli e chiedono di continuare a svolgere la missione religiosa. E’ un caso se il fenomeno degli abusi sessuali è praticamente sconosciuto nelle religioni che consentono il patrimonio dei preti? E chi tappa la bocca a Bergoglio per impedirgli di cancellare il “celibato” asessuato di suore e preti cattolici?

lavocedellevoci.it

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