Per i preti sposati causa abusi preti anche il celibato

«Il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn,  ha definito il celibato dei preti utile a spiegare in parte gli atti di pedofilia commessi da religiosi cattolici, come noi sosteniamo da molto tempo». È quanto scrive, in una nota, il Movimento Internazionale dei Sacerdoti lavoratori sposati, fondato da don Giuseppe Serrone, scrittore, teologo e giornalista free lance. «In una pubblicazione per la sua diocesi – prosegue la nota -, interrogandosi sulle cause degli abusi, emersi a cascata in Germania e in Austria, il cardinale Schoenborn sostiene che le cause vadano ricercate ‘sia nell’educazione dei preti, sia negli strascichi della rivoluzione sessuale della generazione del 1968, sia nel celibato. Su quest’ultimo punto sollecita un ‘cambiamento di visionè da parte della Chiesa cattolica». Secondo l’Associazione, l’intervento dell’arcivescovo di Vienna, potrebbe essere utile a riaprire il dibattito «sul celibato facoltativo nella Chiesa o almeno ad indurre i vescovi a rivolgere la loro attenzione a quanti di noi sarebbero felici di tornare al ministero attivo, soprattutto per dare una mano in luoghi in cui i cristiani hanno più fame della parola di Dio e dei sacramenti».

Recentemente anche il teologo Vito Mancuso affermava l’«insostenibilità del voto di castità. È il principio di realtà che impone alla Chiesa di vivere il nuovo tempo decretando la rottura».

Su posizioni tradizionaliste invece il gesuita Padre James Martin pubblicato sul sito del settimanale gesuita America (Stati Uniti) il 15 dicembre 2017: “Il celibato sacerdotale non è la causa degli abusi sessuali”.

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