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ALITALIA, OFFERTA DA EASYJET PER LA COMPAGNIA “RISTRUTTURATA”

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TRIA, DA FS VALUTAZIONE AUTONOMA. DI MAIO: OGGI SI CHIUDE La low cost inglese EasyJet ha ribadito oggi “la propria manifestazione di interesse per una Alitalia ristrutturata”. Oggi scadono i tempi per la presentazione delle offerte. Luigi Di Maio annuncia “un grande cambiamento, si rispettano i tempi. Fs è uno dei soggetti che ha presentato offerte, ora si aprono le buste’. Sul destino dell’ex compagnia di bandiera interviene anche Giovanni Tria: “le Fs sono indipendenti, il cda valuta autonomamente”.

ASIA BIBI ASSOLTA DALL’ACCUSA DI BLASFEMIA, PAKISTAN INSORGE MINACCE DI MORTE AI GIUDICI CHE HANNO ACCOLTO IL RICORSO

La Corte suprema del Pakistan assolve Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per blasfemia nel 2010, dopo essere stata arrestata nel suo villaggio dopo la denuncia di altre donne di fede musulmana per blasfemia. E il Pakistan insorge, con la protesta dei partiti di ispirazione islamica che ha indotto il premier Khan a lanciare un appello alla calma, sottolineando che sono state lanciate minacce di morte contro i giudici che hanno emesso il verdetto.

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VIA LIBERA DEL CDA RAI ALLE NOMINE NEI TG

VIA LIBERA DEL CDA RAI ALLE NOMINE NEI TG, NO DI BORIONI

AL TG1 CARBONI, AL TG2 SANGIULIANO, AL TG3 PATERNITI Via libera del Cda della Rai alle nomine nei Tg proposte dall’Ad Fabrizio Salini: 5 i voti a favore, contraria Rita Borioni indicata dal Pd. Nuovo direttore del Tg1 è Giuseppe Carboni, alla guida del Tg2 va Gennaro Sangiuliano, al Tg3 Giuseppina Paterniti, alla Radio Luca Mazzà, direttore della TgR Alessandro Casarin.

Vaticano / OSSA IN NUNZIATURA: ESAME BACINO, SAREBBE CORPO DI DONNA

OSSA IN NUNZIATURA: ESAME BACINO, SAREBBE CORPO DI DONNA

7-10 GIORNI PER IL DNA. PIETRO ORLANDI VEDE I PM Un primo esame delle ossa trovate nella sede della Nunziatura apostolica di via Po a Roma, conferma che si tratterebbe di un corpo di donna. L’evidenza emergerebbe dall’esame delle ossa del bacino. Non esclusa l’ipotesi che le ossa possano appartenere a due persone diverse. La famiglia di Emanuela Orlandi chiederà a Procura e Santa Sede ‘come mai il ritrovamento è stato messo in relazione con la scomparsa di Emanuela o Mirella Gregori’. Se si riuscirà ad estrarre il Dna dai resti trovati basteranno 7-10 giorni per capire se sono effettivamente quelli di Emanuela. Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, ha incontrato i pm. La sorella di Mirella Gregori: spero che sia lei.

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Ponte Ognissanti: maltempo colpisce anche il turismo

(ANSA) – ROMA, 31 OTT – Battuta d’arresto per il turismo nel Ponte di Ognissanti. Nonostante un calendario più favorevole rispetto allo scorso anno, la rilevazione flash effettuata da Confindustria Alberghi segna, a causa del maltempo, uno stop per il settore. Anche le città d’arte, per antonomasia mete prescelte da italiani e turisti stranieri, nei 4 giorni del lungo ponte, pur registrando segnali positivi, non raggiungono i risultati attesi.

Roma in primis vede una flessione della domanda turistica che si riflette sul dato dell’occupazione delle camere. L’aumento della clientela straniera, rappresentata in maggior parte da turisti provenienti da Spagna e Usa, non riesce a compensare il calo degli italiani. Firenze, con un tasso di occupazione (OCC) che aumenta tra l’1 e il 2% e un Ricavo Medio per Camera (ADR) in crescita del 3-4%, registra un lieve ma modesto miglioramento rispetto al confronto con il dato della festività del 2017.

In controtendenza Milano che, nella sua veste più turistica, continua ad attrarre viaggiatori sia italiani che internazionali. Il capoluogo lombardo, con un OCC in crescita del 3% e un ADR del +4% rispetto allo scorso anno, vedrà innalzato il valore del RevPar (fatturato per camera disponibile) degli hotel. Statunitensi, francesi, tedeschi e inglesi saranno i turisti che più di tutti visiteranno luoghi, mostre, monumenti e vie dello shopping della città.

“Sul fronte delle prenotazioni sembra non essere stato sufficiente un calendario favorevole per ottenere buoni risultati – dichiara Giorgio Palmucci, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi -. Il maltempo di questi giorni ha certamente condizionato l’andamento delle prenotazioni per il ponte. Una battuta di arresto per il settore, ma speriamo di ricominciare subito a correre grazie a chi ha voglia di visitare l’Italia in modalità ‘last second'”.

Giro: da Bologna a Verona, ecco 21 le tappe

(ANSA) – MILANO, 31 OTT – Il 102/o Giro d’Italia di ciclismo partirà l’11 maggio da Bologna e si concluderà il successivo 2 giugno nell’Arena di Verona. La corsa rosa è suddivisa in 21 tappe, per un totale di 3.518,5 km, 46.500 metri di dislivello (2 mila in più del 2018), tre tappe a cronometro (per 58,5 km complessivi), sei per velocisti, sette di media difficoltà e cinque di alta montagna, per un totale di sette arrivi in salita. Ci sarà un solo sconfinamento, nella Repubblica di San Marino, arrivo della 9/a tappa. La ‘Cima Coppi’ è posta ai 2.618 metri d’altezza del Passo Gavia, la ‘Montagna Pantani’ è rappresentata dal Mortirolo (dove il Pirata nel 1994 scrisse una pagina memorabile nella storia del ciclismo), la ‘Tappa Bartali’ sarà l’appenninica Bologna-Fucecchio.

Queste le tappe:

– 1/a tappa sabato 11 maggio: Bologna-Bologna, 8,2 km, cronometro individuale.

– 2/a tappa domenica 12 maggio: Bologna-Fucecchio, 200 km, media montagna.

– 3/a tappa lunedì 13 maggio: Vinci-Orbetello, 219 km, pianeggiante.

– 4/a tappa martedì 14 maggio: Orbetello-Frascati, 228 km, pianeggiante.

– 5/a tappa mercoledì 15 maggio: Frascati-Terracina, 140 km, pianeggiante.

– 6/a tappa giovedì 16 maggio: Cassino-San Giovanni Rotondo, 233 km, media montagna.

– 7/a tappa venerdì 17 maggio: Vasto-L’Aquila, 180 km, media montagna.

– 8/a tappa sabato 18 maggio: Tortoreto Lido-Pesaro, 235 km, media montagna.

– 9/a tappa domenica 19 maggio: Riccione-San Marino, 34,7 km, cronometro individuale.

– Lunedì 20 maggio: riposo.

– 10/a tappa martedì 21 maggio: Ravenna-Modena, 147 km, pianeggiante.

– 11/a tappa mercoledì 22 maggio: Carpi-Novi Ligure, 206 km, pianeggiante.

– 12/a tappa giovedì 23 maggio: Cuneo-Pinerolo, 146 km, media montagna.

– 13/a tappa venerdì 24 maggio: Pinerolo-Ceresole Reale, 188 km, alta montagna.

– 14/a tappa sabato 25 maggio: Saint Vincent-Courmayeur, 131 km, alta montagna.

– 15/a tappa domenica 26 maggio: Ivrea-Como, 237 km, media montagna.

– Lunedì 27 maggio riposo.

– 16/a tappa martedì 28 maggio: Lovere-Ponte di Legno, 226 km, alta montagna.

– 17/a tappa mercoledì 29 maggio: Commezzadura-Anterselva, 180 km, media montagna.

– 18/a tappa giovedì 30 maggio: Valdaora-Santa Maria di Sala, 220 km, pianeggiante.

– 19/a tappa venerdì 31 maggio: Treviso-San Martino di Castrozza, 151 km, alta montagna.

– 20/a tappa sabato 1 giugno: Feltre-Croce d’Aune, 191 km, alta montagna.

– 21/a tappa domenica 2 giugno: Verona-Verona, 15,6 km, cronometro individuale. (ANSA).

Giro: 198 Paesi collegati, tutti i numeri della corsa

(ANSA) – MILANO, 31 OTT – Sarà un Giro d’Italia da record. L’edizione numero 102 della corsa rosa verrà trasmessa in tutti e cinque i continenti, con ben 198 Paesi collegati, lo stesso numero registrato per la scorsa edizione, che ha anche segnato il primato di 818 milioni di telespettatori globali e degli oltre 10 milioni di appassionati presenti sulle strade.

La direzione del Giro, organizzato da Rcs Sport-La Gazzetta dello Sport, ha scelto un percorso molto duro, con oltre 46 mila metri di dislivello complessivo, 2 mila in più del 2018, teatro dell’epica rimonta di Chris Froome sullo sterrato del Colle delle Finestre. Al termine di 3,518,5 chilometri di corsa un solo corridore alzerà al cielo di Verona il Trofeo senza Fine.

Questi i numeri del Giro d’Italia

– 102 edizioni della Corsa Rosa.

– 3.518,5 i chilometri da percorrere.

– 46,500 metri di dislivello.

– 8 volte che il Passo Gavia, con i suoi 2.618 metri, è la Cima Coppi del Giro.

– 20% pendenza sul Muro di via dei Principi di Acaja nella tappa Cuneo-Pinerolo.

– 5.700 metri di dislivello per il tappone alpino, con il Passo della Presolana, la Croce di Salven, il Passo Gavia e il Mortirolo.

– 237 chilometri la lunghezza della Ivrea-Como, la tappa più lunga del Giro.

– 198 Paesi collegati in 5 continenti.

– 2.054 media accreditati.

– 65 milioni di pagine viste dal sito.

– 630.000 volte in cui la app è stata scaricata.

– 46.119 pubblicazioni sulla corsa.

– 818 milioni di spettatori.

– 10.1 milioni di spettatori dal vivo.

– 19.287 ore di trasmissioni tv dedicate (618 solo in Italia)

– 16,6 share medio in Italia, con 2 milioni di telespettatori tra Rai ed Eurosport – 75 tonnellate di raccolta differenziata. (ANSA).

NOTIZIE DEL GIORNO

Preti sposati per volontà di Dio? Saggio su una Chiesa a due polmoni

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L’espressione «Chiesa ‘a due polmoni’» ha poco più di settant’anni. Pare l’abbia usata per la prima volta nel 1930 il poeta russo V. Ivanov. Questa suggestiva metafora, ricca di forza simbolica, ha subìto col tempo diverse applicazioni. Giovanni Paolo II l’assume e l’utilizza con continuità, facendone una parola d’ordine del suo pontificato per indicare il progetto di realizzazione della piena comunione tra Oriente e Occidente nell’unità cattolica. Il saggio proposto da Petrà si apre con uno studio sull’evoluzione e sul significato del linguaggio dei ‘due polmoni’, che consente di ben vedere come sotto questa immagine si nasconda in realtà la questione della cattolicità del magistero e come tale questione debba essere formalmente e adeguatamente affrontata per evitare difficili compatibilità all’interno del magistero stesso. Ne sono un esempio alcune differenze che l’autore riscontra tra il Codice di diritto canonico (CIC), il Codice dei canoni delle Chiese Orientali (CCEO), il Catechismo della Chiesa cattolica (CCE) e l’esortazione apostolica Pastores dabo vobis. Il saggio affronta poi concretamente un caso di difficoltà del magistero cattolico, quello concernente la legge sul celibato ecclesiastico. Riscontra l’inclinazione di documenti e testi ad assumere posizioni prettamente latinocentriche, quasi dimentiche dell’esistenza della tradizione orientale, che contempla il sacerdozio uxorato. Infine suggerisce alcune modalità attraverso cui il problema può essere risolto, assumendo con consapevolezza formale la cattolicità del magistero e cogliendo i punti teologici attorno ai quali la sua armonia unitaria può essere ricostruita.
Sommario

Introduzione: dalla latinizzazione ai due polmoni.  1. Una Chiesa ‘a due polmoni’: avventure di una metafora.  2. Il celibato ecclesiastico al concilio: un magistero ‘a due polmoni’.  3. Il celibato tra due polmoni: il percorso magisteriale nel pontificato di Paolo VI.  4. Il celibato tra due polmoni: il percorso magisteriale nel pontificato di Giovanni Paolo II.  5. Dal concilio a oggi: i problemi di un magistero polimorfo. Una via d’uscita.  Conclusione generale.
Note sull’autore

BASILIO PETRÀ (Arezzo 1946), figlio di genitori greci, è presbitero della diocesi di Prato, laureato in filosofia e dottore in teologia morale. Ha studiato presso la Holy Cross School of (Greek Orthodox) Theology (Brookline, Boston, USA) con scholarship della allora Greek Orthodox Archdiocese of North and South America, e presso la Facoltà di teologia dell’Università di Tessalonica (Grecia). È professore stabile ordinario di teologia morale fondamentale e di morale familiare presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale (Firenze), ove insegna dal 1981; dal 1979 è docente invitato di teologia morale patristica greca presso l’Accademia Alfonsiana. Dal 1992 tiene corsi di morale ortodossa presso il Pontificio Istituto Orientale. Dal 1994 è consultore della Pontificia Congregazione per le Chiese orientali. Dal 2001 è professore invitato presso l’Istituto ecumenico San Nicola di Bari. Dal 2003 è membro del Board of Governors dell’Intams. Consigliere di redazione di varie riviste teologiche (RTM, Rivista liturgica, Rivista di ascetica e mistica, Ephrem’s Theological Journal, Intams Review), ha tradotto saggi e volumi dei teologi ortodossi C. Yannaras, G. Matzarídēs, S.S. Harakas. Con le EDB ha pubblicato: Tra cielo e terra. Introduzione alla teologia morale ortodossa contemporanea, 1992; Il matrimonio può morire? Studi sulla pastorale dei divorziati risposati, 1996; La Chiesa dei Padri. Breve introduzione all’Ortodossia, 1998; Introduzione. Vladimir Lossky (1903-1958) «teologo della Chiesa» e «coscienza cattolica» in V. Lossky, A immagine e somiglianza di Dio, trad. it., 1999, 5-53.

Forse i preti sposati non sono poi i preti di serie B che si vuol far credere

Il Blog esvaso.it pubblica la testimonianza di Damaso Feci prete sposato

Preti sposati? E’ un dibattito di molta attualità e vorrei portare il mio mattoncino attingendo, in parte almeno, alla mia personalissima esperienza senza per altro pretendere di farne un caso esemplare. Abborderò il soggetto in modo sereno e pacato, non volendo dare lezioni a nessuno o indicare una via di uscita. Il mio unico scopo? Facilitare una riflessione seria tra i pochi interessati che mi vorranno leggere.

Non mi sono mai vantato di aver lasciato la talare, ma non me ne sono mai pentito. Se qualcuno pensasse, leggendomi, che sto preparando un mio ritorno, è sulla strada sbagliata. Anche solo per limiti di età. Non vi stupirò ricordandovi che i primi preti sui quali è sceso lo Spirito Santo il giorno della Pentecoste, e che furono inviati da Gesù nel mondo a convertire le genti, erano sposati. E si sarebbero meravigliati se avessero saputo che quindici secoli dopo la Chiesa di Roma, proprio quella fondata da Pietro,  avrebbe imposto ai preti il celibato. La loro cultura ebraica glielo impediva. Il primo Papa, Pietro,  era sposato e tutti i Papi dopo di lui erano sposati con tanto di prole da mantenere.

Ma ritorniamo ai nostri giorni. Trovo avvilente il modo in cui la nostra stampa italiana tratta il tema “preti sposati” come fosse una soap opera. Per vendere bene il pezzo ecco che appare la donna fatale che fa innamorare l’inesperto, e spesso bell’ uomo di chiesa, che avendo incontrato l’amore in età un po’ avanzata, si mette a cinguettare Strangers in the night con una struggente cantilena che neanche Frank Sinatra. Sono i casi più frequenti. Forse si tratta di persone che di vocazione non ne hanno mai avuta.
Tanti anni fa le nostre buone mamme  sognavano di avere un figlio prete e di fare un giorno la madre del prete in una canonica. Era uno stato sociale di prestigio. Dài oggi e dài domani, il piccolo si lasciava convincere. Oppure lo mettevano a studiare in seminario o dai salesiani perché lì si studiava meglio. E il ragazzino si innamorava dei suoi maestri e poi cominciava a sognare di diventare come loro da grande.

Una legge ecclesiastica, non un dogma, adottata dopo secoli di discussioni e censure, e si noti, solo dalla Chiesa latina di Roma, decretò che il prete che si sposa non può più esercitare il sacerdozio. Siamo al Concilio di Trento del 1563. Si sa che non si è arrivati a Trento di punto in bianco, ma è in quel Concilio che la dottrina del celibato è stata definitivamente adottata e i seminari sono stati istituiti. Devo sottolineare una cosa importante. Il giorno dell’ordinazione la Chiesa canta al nuovo eletto: “Tu sei sacerdote in eterno”. Il sacerdozio è un sacramento e, come il battesimo, ti si attacca alla pelle e non lo perdi più. La Chiesa può toglierti la possibilità di esercitarlo, ma il prete resta prete.
La Chiesa aveva tutto il diritto di imporre questa norma ai suoi chierici. Il Papa è come un impresario che dirige una grande fabbrica: deve poter scegliere tra gli operai quelli che gli sembrano più atti ai fini dell’obiettivo che si è imposto. Soprattutto in un’epoca in cui gli operai erano in sovrannumero. Del resto buona parte dei preti fa il suo dovere e rispetta la regola.

Spiace solo notare che lo stesso rigore non sia stato messo in atto negli ultimi tempi per i preti pedofili di cui non abbiamo ancora finito di contare la folta falange e gli effetti devastanti. Scopriamo che i vescovi li spostavano da una parrocchia all’altra, a volte da una diocesi all’altra, senza prendere la sola misura giusta: privarli dell’esercizio sacerdotale tout court. A volte mi viene da pensare che la stessa sorte avrebbe potuto essere riservata senza se e senza ma a quei preti che avendo messo incinta una donna ne hanno avuto un figlio. E poi si sono girati dall’altra parte continuando a insegnare la morale cristiana e ad impartire i sacramenti. Don Abbondio, che era prete e certe cose le sapeva,  diceva: “Il coraggio uno se non ce l’ha, mica se lo può dare”.

I  casi di preti che lasciano il sacerdozio per innamoramento sono tanti. La maggioranza? Forse. C’è però tutta una tipologia di preti che si sono consacrati alla vita sacerdotale in modo serio e hanno esercitato la loro funzione senza sconti, ma poi poco a poco hanno capito che non era la loro strada e hanno chiesto la dovuta dispensa. Non c’è, nell’armadio, nessuna dama bianca. Questi ex-sacerdoti non si sono più riconosciuti nell’insegnamento teologico, morale e sociale della Chiesa e, ad un bivio del loro cammino si sono posti una domanda: posso continuare a predicare quello in cui non credo più io stesso? Perché quello che fa la differenza tra il prete e un monaco è che il prete deve predicare, la parola fa parte essenziale del suo mestiere come la preghiera per il  monaco. “Andate e predicate” .

Cominciavano a crescere anche in me molti dubbi su quello che predicavo. La teologia della famiglia così come è stata presentata dall’Enciclica Humanae Vitae di Paolo VI nel 1968, fu per me, che stavo terminando gli studi di teologia all’Università di Milano, il big bang che accelerò la mia riflessione e crisi spirituale. Un mio collega prete, con una battuta un po’ semplicistica, lo ammetto, disse: “Per un celibe trattare dell’amore tra due sposi e dei metodi anticoncezionali è come per un astemio andare ad un concorso enologico“.
Che un uomo abbandonato da sua moglie (o viceversa) e obbligato al divorzio sia anche privato della Comunione, è per me un’insopportabile ingiustizia alla quale la carità cristiana dovrebbe opporsi. Alcune tesi della dottrina Mariana non trovano riscontri nei vangeli e per questa ragione essa diventa purtroppo un ostacolo nella ricerca dell’Unità con le altre famiglie di fede cristiana. La divisione tra le Chiese è un scandalo che dura da troppo tempo e trovo incomprensibile che la pastorale per lo più lo ignori.

Penso che la Chiesa dovrebbe dirigere il greggio camminando davanti e non dietro. Che dovrebbe aiutare i credenti a distinguere il grano dall’orzo. Trovo molto opportuno dal punto di vista pastorale che Papa Francesco abbia aperto un’inchiesta sui miracoli di Madjugorje. Ci sono credenze che sono nate in pieno Medioevo e che dovrebbero essere affrontate con uguale risolutezza, pena qualche mal di pancia. Si è diffusa nella cristianità in quell’epoca una tendenza al miracolismo e al sensazionalismo (ricordate il capolavoro “Il nome della rosa”?) che perdura ai nostri giorni mettendo a repentaglio i fondamentali. Il sangue di San Gennaro che si scioglie tre volte l’anno a date ben precise, la casa della Sacra Famiglia arrivata a Loreto nel XIII secolo per vie misteriose, il lino esposto a Torino come Sacra Sindone che gli scienziati fanno risalire all’alto Medioevo quando per la prima volta se ne fa menzione nella storiografia cristiana… I miracoli di Gesù erano tutti destinati a curare gli infermi e saziare la gente. Non avevano nulla da spartire con l’incantesimo.
Per motivi di riservatezza tralascio altre credenze/insegnamenti sui quali io la certezza non l’avevo più.

Non pretendo in alcun modo di possedere la verità assoluta sulle cose che scrivo. Non mi ritrovo la vocazione del rivoluzionario. Proprio per questo un giorno, dopo tanti indugi, ho pensato che fosse più coerente da parte mia levare gli ormeggi, e lasciare il pulpito ad altri che hanno solo certezze. Era l’anno 1975 ed ero missionario in Congo. E l’ho fatto con molto riserbo. Che mi accompagna tuttora. Non è stato facile levare gli ormeggi. Tanti sacerdoti l’hanno fatto come me, e per gli stessi motivi. L’emorragia continua senza sosta. E dovrebbe preoccupare ogni cristiano. Tacere e mettere la testa sotto la sabbia non aiuta. Nelle chiese non se ne parla.

Non siamo più nel ‘500. I seminari sono chiusi. I preti sono diventati merce rara e la tendenza, statistiche alla mano, non si invertirà. Contate le canoniche vuote di Val Taro e Val Ceno. Cinquant’anni fa ogni campanile, un prete. Come escamotage stiamo spogliando dei loro sacerdoti le chiese extra-europee, soprattutto africane e asiatiche, perpetuando in qualche modo quella brutta esperienza che fu la colonizzazione. Abbiamo il dovere di preparare il futuro della Chiesa, alla quale continuo risolutamente ad appartenere, senza ingiustificate paure. Il tempo comincia a mancarci sotto ai piedi. Forse un prete sposato non è poi il prete di serie B che si vuol far credere. Gli apostoli, i primi preti sposati, erano tutti di serie B? E Pietro il primo Papa, era di serie B?

Idee. La lettura nel mondo digitale, Maryanne Wolf invita a tornare a «casa»

da Avvenire

Il futuro è in una libreria digitale? (Epa)

Il futuro è in una libreria digitale? (Epa)

Come cambia? È questa la domanda alla quale Maryanne Wolf, neuroscienziata cognitivista americana, già nota anche al pubblico italiano per Proust e il calamaro, risponde nel suo nuovo saggio Lettore, vieni a casa ( Vita e Pensiero, pagine 224, euro 20,00). Da studiosa dei meccanismi della mente e della lettura, la Wolf analizza i cambiamenti che già oggi si verificano, ma che si accentueranno sensibilmente con il passare delle generazioni nel modo di pensare e di vivere, immersi come siamo in questa transizione, «quasi completa », verso la cultura digitale, tanto radicale da non poter essere paragonata alle precedenti transizio- ni. La lettura, che già di per sé è un fenomeno di straordinaria complessità cerebrale, è destinata a mutare rapidamente di segno, e forse il lettore non si renderà neppure conto – per usare l’immagine dell’autrice – che si sta allontanando da quella «casa» che la lettura era un tempo per lui. Il problema è se l’immersione quotidiana, sempre più prolungata e intensa, nelle molteplici esperienze di natura digitale impediranno la formazione dei processi cognitivi più lenti, come il pensiero critico, la riflessione personale, l’immaginazione, l’empatia che definiscono e caratterizzano la lettura profonda. Se, in altre parole, l’uso e la dipendenza crescente dai mezzi digitali, specialmente da parte dei giovani, rappresenteranno una grande minaccia, oppure se, al contrario, le nuove tecnologie saranno un ponte verso forme di conoscenza e immaginazione sempre più sofisticate, senza peraltro pregiudicare i processi generativi della lettura tradizionale.

La scienziata Maryanne Wolf

La scienziata Maryanne Wolf

Sotto forma di nove lettere in cui parla direttamente al lettore, la Wolf esamina appunto scientificamente le modificazioni e, di riflesso, anche gli effetti e le implicazioni per la società del cervello sottoposto agli stimoli del mondo digitale: quello che guadagna e quello che perde. In un intreccio di concetti e relazioni, l’autrice fa emergere il nuovo mondo della lettura nei bambini e negli adulti, nelle sue positività ma anche nelle sue incertezze e nei suoi rischi; le distanze che si creano tra le vecchia e la nuova «casa». È interessante il modo in cui, di capitolo in capitolo, si è aiutati a capire le varie componenti in gioco e le differenze che si determinano.

Quale sarà il «buon lettore» di domani? Sarà quello che, riuscendo a conservare le «tre vite» di cui scrive Aristotele nell’Etica Nicomachea parlando della buona società (la vita della conoscenza e della produttività, la vita dello svago; la vita della contemplazione), avrà creato la base più sicura per respingere, resistere e insieme utilizzare al meglio le innovazioni cognitive ed emotive prodotte dall’era digitale. Alla fine, il lettore che torna a «casa » non è quello che si rituffa nella nostalgia del passato, ma che prende coscienza di come educare la propria mente, per evitare l’atrofia dei processi di pensiero più importanti, a conservare e ad accrescere quegli spazi di libertà e autonomia, di tranquillità e silenzio in cui l’analisi critica, la riflessione, la contemplazione restano la linfa sotterranea di una vita integra e felice. La sfida del cambiamento, affrontata con saggezza, è tutta qui. Ma naturalmente, nonostante la nostra volontà e la plasticità del nostro cervello ad adattarsi alle situazioni emergenti, è un traguardo tutt’altro che facile da raggiungere. La stazione di arrivo della lettura profonda è sempre quella, ma cambia il modo di arrivarci. La Wolf ha il merito di indicarci la via.

Governo. Mercoledì la manovra alle Camere. Frenata su reddito e pensioni

Mercoledì la manovra alle Camere. Frenata su reddito e pensioni

Gli eventuali risparmi di spesa per l’introduzione del reddito di cittadinanza e di ‘quota 100’ sulle pensioni potranno essere usati anche per contenere il deficit pubblico sotto il 2,4% programmato. Nell’ultima bozza della legge di Bilancio, il cui testo dovrebbe approdare domani alle Camere, il governo fa un (piccolo) gesto distensivo verso la richiesta europea di modificare la manovra. Per i due ‘ must’ dell’esecutivo gialloverde viene confermata l’istituzione di specifici Fondi, anche se le disposizioni attuative vengono demandate ad «appositi interventi normativi». Il testo del ddl conferma per il ‘Reddito’ 9 miliardi annui dal 2019 e per le pensioni 6,7 miliardi il primo anno e 7 dal 2010. Il ministero dell’Economia potrà effettuare variazioni compensative tra l’uno e l’altro fondo e in caso di risorse non spese anche apportare le «occorrenti variazioni di bilancio».

In sostanza si dà attuazione alla rassicurazione, già espressa dal premier Giuseppe Conte, che il deficit al 2,4% del Pil nel 2019 dov’essere inteso come tetto massimo mentre il livello effettivo potrebbe anche rimanere al di sotto di quella soglia. Nel caso della previdenza i meccanismi di accesso a quota 100 (quattro finestre di uscita per i privati, due per gli statali e divieto di cumulo con il lavoro), oltre al disincentivo economico legato alla più breve carriera contributiva, potrebbero ridurre la platea interessata all’uscita anticipata.

Mentre per il reddito potrebbe essere soprattutto la tempistica di avvio della ‘macchina’ a limitare inizialmente la spesa. Un colpo di freno legato ora anche alla definizione dei ddl attuativi che potranno essere varati entro la fine di gennaio. Il testo della legge di bilancio, varato dal Cdm il 15 ottobre, è chiuso e in queste ore è al vaglio della Ragioneria. Tra le novità c’è un aumento dei fondi destinati al pubblico impiego, che nel triennio saranno pari a 4,2 miliardi (1,1 nel 2019). Risorse, destinate ai soli enti centrali della Pa, per il rinnovo del contratto che scade a dicembre.

Entrano nel mirino la Regioni che non taglieranno i vitalizi (sulla falsariga di quanto fatto dalla Camera) entro sei mesi dall’entrata in vigore della manovra: subiranno nel 2019 una riduzione del 30% dei trasferimenti statali (esclusi sanità, sociale e trasporto pubblico). E a proposito di salute, l’accesso delle Regioni ai maggiori finanziamenti del Fondo sanitario rispetto al 2018 (114,4 miliardi nel 2019, altri 2 miliardi nel 2020 e 1,5 nel 2021) viene vincolato all’approvazione di un nuovo Patto che dovrà contemplare diverse misure di «programmazione e miglioramento della qualità delle cure» anche con l’obiettivo di rivedere il superticket. Si allenta intanto la ‘stretta’ sulle società partecipate: non ci sarà l’obbligo di procedere all’alienazione se la società partecipata ha «prodotto un risultato medio in utile nel triennio precedente».

«Buona scuola» nel mirino: viene ridotta l’alternanza scuola-lavoro – da 400 a 150 ore per i tecnici e a 180 per i professionali, da 200 a 90 per i licei. Cambiano anche le norme sul reclutamento degli insegnanti e salta anche la nomina diretta dei docenti da parte dei presidi su base territoriale.

Mentre arriva un nuovo bonus contributivo di un anno (tetto a 8mila euro) per chi assume laureati under 30o dottori di ricerca under 34. Il fondo per i risparmiatori danneggiati dai fallimenti delle banche torna agli 1,5 miliardi promessi, su base triennale (525 milioni l’anno fino al 2021). Potranno accedervi gli azionisti di banche poste in liquidazione coatta o in risoluzione che hanno subito un ‘danno ingiusto’. Il risarcimento sarà pari al 30% della perdita, nel limite massimo di 100mila euro. Oltre alle già annunciate assunzioni straordinarie nelle forze dell’ordine (6.150 unità in 5 anni), la manovra prevede anche 1.000 nuovi ingressi in tre anni negli ispettorati del lavoro.

Infine arriva la Flat tax per le ripetizioni private: i professori potranno versare un’imposta sostitutiva del 15% per le lezioni, invece delle più pesanti aliquote dell’Irpef. Un tentativo di far emergere un’attività oggi in larga parte sommersa. Confermata, infine, la sterilizzazione totale degli aumenti Iva e delle accise per il 2019. Per il biennio successivo il taglio è solo parziale.

SERIE A, STASERA RECUPERO MILAN-GENOA

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SERIE B: PESCARA SOLO PARI, BENE PALERMO, VERONA KO Stasera al Meazza in campo il recupero della 1a giornata della Serie A di calcio, Milan-Genoa: i rossoneri tenteranno di agganciare la Lazio al terzo posto, o potrebbero venire scavalcati al quarto dai rossoblu. Serie B: Pescara solo 1-1 a Cosenza, il Palermo domina 3-0 a Carpi e il Verona cade 1-0 ad Ascoli; Cittadella-Foggia 1-1 e Perugia-Padova 3-2; rimandata Spezia-Benevento; stasera in campo Salernitana-Livorno e Lecce-Crotone.

GIOCHI 2026: CALGARY VERSO ADDIO, OGGI IL VOTO

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CONI: IN ARRIVO RIFORMA-CHOC, MALAGO’ DA GIORGETTI La corsa tra Calgary, Stoccolma e Milano-Cortina alle Olimpiadi invernali 2026 rischia di perdere ‘pezzi’, con la città canadese a un passo dal ritiro per assenza d’accordo sulle coperture economiche: oggi il voto in consiglio comunale. In arrivo una rivoluzione per il sistema sport in Italia, col Governo che vuole togliere al Coni oltre 400 milioni di fondi da affidare invece a una società controllata dal ministero dell’Economia: oggi Malagò ne parlerà col sottosegretario Giorgetti. (ANSA).

Maltempo: 12 i morti, danni alla Basilica di San Marco

Dodici morti – ma il bilancio potrebbe ancora salire -, paesi isolati, centinaia di persone sfollate e decine di migliaia senza elettricità, collegamenti ferroviari interrotti, danni enormi.

Lascia conseguenze pesantissime l’ondata di maltempo che ha travolto l’Italia con piogge torrenziali, mareggiate con onde alte sino a 10 metri e venti che hanno raggiunto punte di 180 chilometri orari, trombe d’aria, corsi d’acqua esondati e i grandi fiumi – soprattutto quelli del Triveneto – sotto stretta sorveglianza. In 48 ore i 5.800 vigili del fuoco impegnati nell’emergenza hanno compiuto più di 7mila interventi per allagamenti, smottamenti e rimozione di alberi caduti, soprattutto in Toscana, Lazio, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

Ed è proprio la Liguria, dove 20mila persone sono rimaste senza energia elettrica e l’aeroporto di Genova è stato chiuso per la pista resa impraticabile dai detriti portati da una violenta mareggiata, la regione più provata. Sono stati colpiti anche due suoi simboli: Portofino, che con i suoi abitanti – tra i quali c’è la famiglia di Pier Silvio Berlusconi – è rimasta isolata a causa di una frana che si è abbattuta sulla panoramica che la collega a Santamaria Ligure, e Rapallo, dove ha ceduto parte della diga e oltre duecento imbarcazioni tra cui decine di superyacht (anche uno di proprietà della stessa famiglia Berlusconi) si sono schiantati sulla scogliera del lungomare, mentre 21 diportisti (alcuni già in ipotermia) sono stati tratti in salvo dai vigili del fuoco. “Non è al momento possibile calcolare i danni, che potrebbero essere di centinaia di milioni”, ha detto il governatore Giovanni Toti annunciando che chiederà lo stato d’emergenza.

Certamente incalcolabili sono i danni dell’acqua alta a Venezia: allagato anche il corpo principale della Basilica di San Marco, dove l’acqua ha bagnato di qualche decina di metri quadri il millenario pavimento a mosaico in marmo di fronte all’altare della Madonna Nicopeia e ha inondato completamente il Battistero e la Cappella Zen. E’ il quinto allagamento nella storia di San Marco e le parole del Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin non lasciano molte speranze: “in un solo giorno la Basilica è invecchiata di vent’anni”. Tra gli ultimi morti di questa ondata di maltempo, dopo quelli già rilevati ieri, ci sono una donna in Trentino Alto Adige rimasta intrappolata nella sua abitazione in Val di Sole sommersa da una imponente colata di fango e sassi, un kite-surfista scagliato sulla scogliera di Cattolica dalle fortissime raffiche di vento, un artigiano il cui corpo è stato recuperato nel torrente Biois a Falcade (Belluno), un vigile del fuoco volontario travolto da un albero mentre stava compiendo un intervento a San Martino in Badia in Alto Adige e un pescatore annegato nel lago di Levico in Trentino.

E proprio il Trentino ha vissuto ore difficili per l’esondazione del torrente Melendrio, della Drava e del Rio Sesto, per una tromba d’aria che ha scoperchiato alcune case in Valsugana e con la zona del Primerio isolata. Paesi isolati anche in Friuli Venezia Giulia (Sappada) e in Lombardia (diverse località della Valtellina), mentre a causa della neve sul passo dello Stelvio restano ancora bloccate 180 persone tra turisti e lavoratori stagionali.

Intanto oggi sarà ancora allerta rossa su buona parte del Veneto e sulla provincia di Trento. E allerta arancione su Liguria centrale e settore occidentale del Veneto. (ANSA).

Nuova lettera dell’Ue all’Italia, la manovra è incompatibile con il calo del debito

Il Mef ha ricevuto una nuova lettera dalla Commissione europea (IL TESTO), che porta la data del 29 ottobre, in cui si chiede “di fornire una relazione sui cosiddetti ‘fattori rilevanti’ che possano giustificare un andamento del rapporto Debito/PIL con una riduzione meno marcata di quella richiesta”. E’ quanto si legge sul sito del ministero dell’Economia, in cui si precisa che la risposta “dovrà essere trasmessa entro il prossimo 13 novembre”. Lettera analoga era stata inviata, si ricorda, anche negli anni passati. La risposta “sarà inviata a Bruxelles rispettando la scadenza indicata”.

“L’ampia espansione di bilancio prevista per il 2019 è in netto contrasto con l’aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio”, ricorda la Commissione Ue nella lettera inviata all’Italia. “Questa traiettoria di bilancio, unita ai rischi al ribasso per la crescita del Pil nominale – si legge nella lettera – sarà incompatibile con la necessità di ridurre in maniera risoluta il rapporto debito/PIL dell’Italia”.

“Al fine di consentire alla Commissione europea di riflettere appieno nella sua relazione il contributo dell’Italia sui fattori significativi, gradirei ricevere la sua risposta entro il 13 novembre 2018 al più tardi”, scrive il direttore generale della direzione Affari economici e finanziari, Marco Buti, nella lettera all’Italia in cui si chiedono chiarimenti sull’andamento del debito. La questione dei tempi torna due volte nella nuova lettera Ue all’Italia, dove la Commissione anche all’inizio sottolinea di aver “chiesto all’Italia di presentare un progetto riveduto di Dpb il prima possibile e in ogni caso entro tre settimane dalla data del parere”.

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Emanuela Orlandi, ritrovate ossa nella sede della Nunziatura

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Durante “alcuni lavori di ristrutturazione di un locale annesso alla Nunziatura apostolica in Italia, sito in Roma in via Po 27, sono stati rinvenuti in un seminterrato alcuni frammenti ossei umani” spiega il comunicato della Santa Sede. Il Corpo della Gendarmeria, spiega la nota, è “prontamente intervenuto sul posto informando i Superiori della Santa Sede che hanno immediatamente informato le autorità italiane per le opportune indagini e la necessaria collaborazione nella vicenda”. Allo stato attuale, spiega il Vaticano, il procuratore capo di Roma, dottor Giuseppe Pignatone, ha delegato la polizia scientifica e la squadra mobile della questura di Roma al fine di “stabilirne l’età, il sesso e la datazione della morte”.

Il ritrovamento delle ossa, presumibilmente di donna, sarebbe avvenuto ieri pomeriggio. Le indagini sul ritrovamento infatti non sono state delegate dalla procura di Roma che ha aperto un fascicolo per omicidio, reato che permette di espletare un ampio ventaglio di accertamenti. A breve è atteso l’affidamento delle indagini da parte dell’autorità giudiziaria italiana in particolare per quanto riguarda i rilievi sui frammenti, il prelievo del DNA e l’eventuale comparazione con quello di reperti relativi a Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.

La Procura di Roma procede per omicidio. L’autorità giudiziaria italiana ha disposto accertamenti tecnici per cercare di individuare a chi appartengano questi resti. Il lavoro degli inquirenti punta in particolare a verificare se le ossa possano essere compatibili con il Dna di Emanuela Orlandi ma anche diMirella Gregori, entrambe scomparse a Roma nel 1983, quando erano minorenni.

Emanuela Orlandi, Vaticano indaga su ritrovamento ossa

Emanuela Orlandi © ANSA

Sono in corso in Vaticano “accertamenti” sul rinvenimento di alcune ossa in area extraterritoriale vaticana in un edificio di proprietà della Santa Sede. Lo apprende l’ANSA. Allo stato attuale non è ancora certo a che epoca risalgano i resti e se riguardino una sola persona. In passato si sarebbero verificati altri episodi analoghi. Si stanno eseguendo comparazioni, concentrate in particolare sul cranio e sui denti, per verificare se i resti rinvenuti si ricolleghino al caso di Emanuela Orlandi. Le indagini si svolgono in collaborazione con la magistratura italiana.

La Procura di Roma procede per omicidio. L’autorità giudiziaria italiana ha disposto accertamenti tecnici per cercare di individuare a chi appartengano questi resti. Il lavoro degli inquirenti punta in particolare a verificare se le ossa possano essere compatibili con il Dna di Emanuela Orlandi ma anche di Mirella Gregori, entrambe scomparse a Roma nel 1983, quando erano minorenni.

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“Confessione Reporter” parla anche di preti sposati: anticipazioni prima puntata su Rete 4 Venerdì 2 Novembre alle 24,30

Stella Pende torna in TV con “Confessione Reporter”, sei appuntamenti con l’approfondimento più classico, al via su Retequattro da oggi, 2 Novembre 2018, in seconda serata alle 24,30 circa.

Il Link al video presentazione puntata su preti sposati >>> https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/confessionereporter/confessione-reporter-nuova-edizione_FD00000000057083

Al centro della prima puntata, l’inchiesta «Figli di preti». Dopo lo scandalo dei religiosi pedofili, un’altra ombra sul mondo della Chiesa. La racconta un’indagine che riguarda migliaia di figli al mondo: i figli dei religiosi. Nati da preti. Spesso poveri, senza sostegni, sofferenti e soli.
Voci, incontri, denunce, ma anche grandi storie d’amore di religiosi che hanno avuto il coraggio di lasciare l’abito talare e formare una famiglia.

Durante la puntata la testimonianza di Albana Ruci e Giuseppe Serrone

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Francia: abusi su minori. Al Tribunale di Orléans un sacerdote e un vescovo oggi sul banco degli imputati

Un sacerdote e un vescovo sul banco degli imputati questo pomeriggio. Si presenteranno al Tribunale di Orleans. Il primo, padre Pierre de Castelet, 69 anni, già vicario generale della diocesi di Orléans, per aggressioni sessuali su minori. Il secondo, monsignor André Fort, 83 anni, già vescovo della stessa diocesi dal 2002 al 2010, per non aver denunciato i fatti. Le accuse contro padre de Castelet risalgono al 1993, e presumibilmente hanno avuto luogo in un campo estivo del Movimento eucaristico della gioventù (Eym) ad Arthez-d’Asson (Pirenei atlantici). Il sacerdote, che era il direttore e il cappellano del campo, si sarebbe fatto passare per infermiere e avrebbe usato questa posizione per toccare i bambini sotto copertura di esami medici. Preso in flagrante, il sacerdote è stato rapidamente cacciato dal campo estivo. Il caso però è riemerso quando nel 2010, una delle vittime si è accorta che il sacerdote era ancora in funzione nella diocesi di Orléans e in contatto con i giovani come cappellano degli Scout di Europa. La vittima ha quindi allertato il vescovo mons. Fort con una lettera. Ricevuta la missiva però il vescovo non ha fatto nulla. Si dovrà attendere l’arrivo in diocesi dell’attuale vescovo mons. Jacques Blaquart, perché il caso fosse segnalato al procuratore nel dicembre del 2011.

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Cardinali vescovi e politici tradizionalisti attaccano Papa Francesco. Ora Bergoglio intervenga concretamente

L’articolo pubblicato da il Giornale: “Nasce la Chiesa sovranista e anti-Bergoglio

Il cardinal Burke e Bannon lanciano (in Italia) corsi per politici cattolici anti-Bergoglio”

Di seguito il testo di Fabio Marchese Ragona che riporta posizioni del cardinale Burke,  Matteo Salvini e  Bannon:

“Mentre in Vaticano si svolgeva l’ultima sessione del Sinodo sui giovani presieduta da Papa Francesco, a poche centinaia di metri da quell’aula, affollata da cardinali e vescovi provenienti da tutto il mondo, il cardinale americano Raymond Leo Burke, esponente di spicco dell’ala più tradizionalista della Chiesa, incontrava per la seconda volta, pubblicamente, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

L’occasione questa volta è stata la consegna del Premio Internazionale Giuseppe Sciacca, organizzata dall’omonima fondazione all’interno dell’auditorium della Pontificia Università Urbaniana. Della Fondazione Sciacca, che si occupa principalmente di sostegno alle famiglie indigenti, il porporato statunitense è Presidente d’Onore, mentre Matteo Salvini è presidente del Comitato Scientifico (il sottosegretario Giorgetti è invece il vice presidente).

Tra Salvini e il porporato, da molti considerato uno dei grandi oppositori di Papa Bergoglio (fu uno dei quattro firmatari dei famosi «Dubia» su Amoris Laetitia) ci sono stretti contatti da diverso tempo. E non solo grazie alla fondazione benefica. Burke è considerato una guida dall’ultradestra cattolica americana, la stessa che da qualche mese ha preso ancor di più sotto la sua ala protettiva monsignor Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti che con il suo memorandum ha chiesto le dimissioni del Papa e che oggi vive proprio negli Stati Uniti, dove riceve sostegno dagli oppositori più strenui del pontificato di Bergoglio.

Viganò non ha mai incontrato pubblicamente Matteo Salvini. Lo ha fatto invece il cardinale che si era già intrattenuto qualche minuto con il leader della Lega a margine della festa della Polizia a Roma, lo scorso giugno. Anche in quel caso, i media a stelle e strisce (e non solo) avevano puntato i riflettori su quell’incontro tra l’esponente sovranista e il cardinale tradizionalista, entrambi critici di Papa Francesco. Dopotutto non è un mistero che Burke alla Lega piaccia. Lo ha detto Salvini e ancora con più fermezza lo ha detto il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, che in un’intervista aveva precisato: «A Papa Bergoglio preferisco il cardinale Burke».

La sottile linea che collega Salvini a Burke è completata però anche da un altro personaggio, molto vicino alle posizioni del ministro dell’Interno: Steve Bannon, l’ex capo stratega di Donald Trump. Bannon – che ha reclutato Salvini all’interno del suo «The Movement» in vista delle prossime elezioni europee per creare un fronte sovranista in grado di riunire tutti i populisti d’Europa e che aveva «benedetto» le nozze Lega-Cinque Stelle -, è molto legato anche al cardinale Burke.

Dal 2014, l’ideologo trumpiano collabora con l’Istituto «Dignitatis Humanae», un think tank conservatore cattolico, presieduto proprio dal porporato tradizionalista. Il debutto della sua collaborazione con l’istituto era stato via Skype, quando Bannon era intervenuto a un convegno in Vaticano per esporre le sue teorie. Il suo intervento aveva colpito talmente nel segno che un banner pubblicitario con la foto di Bannon e l’audio del suo intervento è ancora in bella vista sul sito del think tank.

Ma la corrispondenza di vedute non finisce qui. L’ex guru di Donald Trump, attraverso «Dignitatis Humanae», ha già in programma per il nuovo anno, d’accordo con il cardinale Burke, di promuovere dei corsi di leadership per politici cattolici conservatori. Il «laboratorio sovranista» verrà ospitato presso la Certosa di Trisulti, un monastero di Collepardo, in provincia di Frosinone. Già con l’elezione di Donald Trump a presidente Usa, si era attivata in Vaticano una linea di comunicazione tra il tycoon e una «talpa» in tonaca per sostenere la fronda anti-Bergoglio; un canale che non si è mai chiuso e che adesso con le nuove manovre politiche italiane potrebbe rafforzarsi.

 

Direttore Avvenire cede rubrica a prete tradizionalista Leonardi che attacca    i preti sposati “a partito preso”

comunicato stampa 30 Ottobre 2018 –  Direttore Avvenire cede rubrica a prete tradizionalista Leonardi che attacca    i preti sposati “a partito preso”.

La denuncia del Movimento dei sacerdoti lavoratori sposati: “Avvenire il il suo Direttore lasciano spazio ai tradizionalisti, in particolare don Leonardi, che rispondendo a un lettore dalla rubrica del “Direttore” attacca ancora i preti sposati
Peccato che Avvenire il giornale dei Vescovi Italiani si serva di un personaggio come don Leonardi (in molti casi integralista) per far inserire commenti che non sono ancora nella Bibbia e nella Teologia sulla questione dei preti sposati e sul sacramento del matrimonio: don Leonardi fa un uso apologetico di alcuni dati statistici sui matrimoni per le sue tesi a dir poco fuori dal mondo sui preti sposati e sul celibato dei preti.
ome lettori di Avvenire chiediamo che intervengano i verticie della Cei e il Cardinale Bassetti per evitare la deriva tradizionalista del quotidiano cattolico che dovrebbe sostenere il rinnovamento auspicato da Papa Francesco
Ecco in basso la lettera di un lettore e la risposta dalla rubrica del Direttore di Avvenire di don Mauro Leonardi:
Gentile direttore,
ho letto il fondo su “Avvenire” del 23 ottobre di don Mauro Leonardi e devo dire che la penso esattamente all’opposto della sua tesi di fondo che si può sintetizzare nella frase: «Perché il matrimonio fa deflagrare quelle tensioni non risolte che, una vita a due, rende esplicite e amplifica. È vero cioè esattamente il contrario: hai, dirò con un eufemismo, una vita sessualmente disordinata? Allora non ti sposare: non coinvolgere nei tuoi problemi una persona che dovresti amare e rispettare». Potremmo estendere questo ragionamento e dire: «Sei avaro? Allora non ti sposare: non coinvolgere… », oppure «sei lunatica/egoista? Allora non ti sposare… », sino ad arrivare a «sei povero, debole, malato? Allora non ti sposare: non coinvolgere… ». Estremizzando il pensiero del commentatore si potrebbe dire che se non sei perfetto non devi sposarti, perché inevitabilmente quota parte della tua imperfezione sarà condivisa dalla tua sposa/sposo. Sembra una posizione alquanto mondana che non prevede la croce dell’imperfezione, del sacrificio e dell’amore gratuito che supera le nostre miserie. Ricordo che fra i primi santi che il Vangelo ci presenta vi sono un’adultera, un “ladrone” (magari anche assassino), un pubblicano e addirittura ricordo che il primo Papa ha rinnegato Gesù Cristo. Nessuno è perfetto. Io e mia moglie, quando ci siamo sposati eravamo strapieni di difetti e quanto ci è costato riconoscerli e (in alcuni casi) superarli! In questo il matrimonio, così come l’arrivo delle adorate figlie, è stato uno sprone a offrire l’uno all’altra una persona migliore. Oggi siamo ancora strapieni di difetti, ma certamente non abbiamo quello di pretendere la perfezione dall’altro e sicuramente abbiamo imparato a medicare le ferite che a volte, vicendevolmente, ci provochiamo. In definitiva caro direttore, per mia esperienza personale non credo che necessariamente «il matrimonio fa deflagrare quelle tensioni non risolte… »; certamente le porta alla luce in forma critica, e questa è cosa buona e giusta (altrimenti una persona “sessualmente disordinata” potrebbe passare il resto della vita vivendo senza la carità della critica e della crisi che vengono dal confronto con chi ti ama), tuttavia consente agli sposi che si dedichino realmente l’uno all’altra di diventare, con buona volontà ma soprattutto con la preghiera e il perdono, ambedue persone migliori. Con l’augurio di leggere l’opinione di don Leonardi, la saluto con affetto.
Carmine Alfieri
Gentile signor Alfieri, grazie per la sua lettera e grazie al Direttore, per avermela segnalata offrendomi di rispondere: uno dei pregi di “Avvenire”, una di quelle cose che lo fa essere un giornale unico, è il dialogo vero con i lettori. Anche io sono rimasto sorpreso dell’eco di un editoriale («Perché il matrimonio non è un “rimedio”» tinyurl.com/nonrimedio) dove mi sembrava di dire cose ovvie. Qualcuno addirittura, come qualche associazione “pro preti sposati”, mi ha definito, per l’occasione, «prete tradizionalista». Ma io, in fin dei conti, ho solo detto con parole mie quanto papa Francesco affermò nel giugno del 2016 quando ribadì che è «meglio convivere che fare un matrimonio riparatore». Il concetto è semplice: poiché il matrimonio è un passo estremamente serio va compiuto quando si è pronti. Non basta aspettare un bambino per sposarsi: no, appunto, ai matrimoni riparatori. Come per il sacramento dell’ordine, o per i voti religiosi, è necessario essere «persone risolte», analogamente deve avvenire per il sacramento del matrimonio. È proprio una tesi così strana?
fonte: https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/il-matrimonio-non-chiede-perfezione-ma-un-passo-serio-non-riparatore

Notizie sportive 30 Ottobre 2018

SERIE A: L’INTER SBANCA L’OLIMPICO, SECCO 3-0 ALLA LAZIO

OGGI IN CAMPO LA B. REAL MADRID: VIA LOPETEGUI, C’E’ SOLARI Nel posticipo della 10ma giornata della Serie a di calcio l’Inter sbanca l’Olimpico battendo con un secco 3-0 la Lazio: doppietta di Icardi e gol di Brozovic; i nerazzurri di Spalletti sono ora secondi insieme al Napoli. Serie B: oggi in campo la 10ma giornata, con il Pescara a Cosenza e il Verona ad Ascoli. Real Madrid: esonerato Lopetegui, arriva Solari. (ANSA).

MALTEMPO: ITALIA FLAGELLATA DA VENTO E PIOGGIA, SETTE MORTI

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OGGI PREVISTO MIGLIORAMENTO, RESTA ALLERTA ROSSA IN LIGURIA Sette persone sono morte ieri a causa del forte vento che ha colpito l’Italia, l’ultimo un vigile del fuoco volontario schiacciato da un albero caduto in Alto Adige. Un dispero in Calabria. Le scuole resteranno chiuse anche oggi in molte città, tra cui Roma e Napoli. Previsto un miglioramento meteo nella giornata odierna, poi un’altra perturbazione domani. Resta l’allerta rossa in Liguria, dove nella notte i porti sono rimasti chiusi e a Rapallo una mareggiata ha distrutto yacht.

Maltempo:domani lieve miglioramento, da giovedì nuove piogge

In arrivo una lieve attenuazione del maltempo che sta coinvolgendo gran parte dell’Italia. Domani, infatti, le condizioni meteo saranno in miglioramento, mentre le temperature subiranno un calo anche sensibile. Ma già mercoledì una nuova perturbazione porterà nuove piogge sulle regioni più occidentali, ancora una volta accompagnata da forti venti di Scirocco sui bacini di Ponente. Le previsioni sono dei meteorologi del Centro Epson Meteo-Meteo.it.

In particolare domani sono previste piogge insistenti all’estremo Nord-Est, nevicate sulle Alpi centro-orientali fino a 1300-1600 metri e un miglioramento altrove, ma con ancora marcata instabilità, soprattutto il mattino, con temporali su Liguria di Levante, Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna. Mercoledì, precisano i meteorologi, una nuova perturbazione darà origine a precipitazioni soprattutto sull’estremo Nord-Ovest (Piemonte, Liguria, ovest Lombardia). Qualche pioggia si registrerà anche in Sicilia, all’estremo Sud e sulla Sardegna orientale. La sera è previsto un peggioramento anche sulle regioni centrali tirreniche. Nelle ore successive e nella giornata di giovedì questa perturbazione investirà anche il resto dell’Italia, portando di nuovo precipitazioni anche intense soprattutto su Alpi, Prealpi, regioni centrali tirreniche, Campania e Sicilia. Le temperature saranno in aumento, specialmente al Sud e in Sicilia. Nell’ultima parte della settimana andremo probabilmente incontro a un’attenuazione del maltempo. Le temperature resteranno su valori particolarmente miti, soprattutto al Centrosud.

Maltempo: neve in quota, chiude Piccolo San Bernardo

(ANSA) – AOSTA, 29 OTT – A causa della neve in quota viene chiuso il Colle del Piccolo San Bernardo (2.188 metri), al confine tra Valle d’Aosta e Savoia (Francia). Lo stop scatterà alle 17. La decisione, comunica l’Anas, è “in accordo con le autorità francesi, in considerazione del peggioramento previsto delle condizioni meteo, con possibili nevicate a partire dai 1.500 metri”. Il collegamento con la Francia è assicurato, in alta Valle d’Aosta, dal traforo del Monte Bianco. Il Colle del Gran San Bernardo, al confine con la Svizzera, è chiuso invece già dal 15 ottobre e riaprirà dopo la stagione invernale.(ANSA).

Caccia al tartufo e ai sapori dell’autunno Weekend di degustazioni, fiere, mercati e passeggiate nei boschi

Tartufi esposti alla fiera di Alba © Ansa

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ALBA – Quella del 2018 è una delle stagioni più promettenti per la raccolta e il consumo di tartufi: chef, consumatori, esperti e appassionati del prestigioso tubero ringraziano l’estate piovosa che ha aiutato i trifolao nella ricerca delle migliori pepite. Secondo i dati della Coldiretti sono circa 200mila le persone ufficialmente coinvolte in una raccolta di tartufi da record, stimata in circa mezzo miliardo di euro tra prodotto fresco, conservato o trasformato anche grazie alla capacità di attrazione turistica ed enogastronomica che ruota attorno al tubero più famoso della tavola. 
In queste settimane e fino a gennaio trifolao con lo zappino in mano e il fidato naso di cani addestrati continuano a cercare tuberi negli umidi boschi di tutta Italia: dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise, dal Lazio alla Calabria. Ed è proprio in queste generose terre che si moltiplicano fiere e mercati dove esporre i migliori tartufi assieme ai grandi e prestigiosi prodotti autunnali – dalla zucca alle castagne, dal vino ai salumi e alle nocciole – che vengono degustati e acquistati. In queste regioni, inoltre, nascono iniziative turistiche e gastronomiche che coinvolgono i visitatori e i consumatori in passeggiate alla ricerca del tartufo e in convegni per conoscerne da vicino segreti e caratteristiche. I mercati, gli itinerari tematici e le degustazioni sono un’ottima occasione anche per trascorre un weekend in piccole città, nei borghi medievali e tra i boschi, che in queste settimane regalano emozionanti passeggiate nel foliage autunnale.
L’appuntamento più atteso è ad Alba, nelle Langhe piemontesi, che fino al 25 novembre ospita l’88esima fiera internazionale del tartufo bianco (www.fieradeltartufo.org). E’ la storica e più prestigiosa mostra mercato del celebre tubero che durante il fine settimana e l’1 e il 2 novembre viene esposto sulle bancarelle assieme ad altre eccellenze del territorio. Oltre al mercato sono previsti anche concerti, mostre, incontri letterari e showcooking nell’Alba Truffle Show, dove si esibiscono numerosi chef stellati, soprattutto provenienti dalle Langhe-Roero e Monferrato. C’è attesa anche per i numerosi eventi gourmet, tra cui le analisi sensoriali del tartufo e le degustazioni abbinate ai vini. Quest’anno la fiera è dedicata alla luna, parte integrante del percorso di ricerca del tartufo: sono le fasi lunari, infatti, che determinano quando e dove trovare il prestigioso Tuber magnatum Pico.
Scendendo verso le Marche si può assistere a un’altra prestigiosa fiera del tartufo: dal 28 ottobre all’11 novembre Acqualagna ospita la fiera internazionale del tartufo bianco, una mostra mercato con bancarelle per gli acquisti, showcooking con chef stellati, degustazioni, spettacoli, mostre, laboratori didattici anche per i bambini e sfide ai fornelli tra i personaggi dello spettacolo. Oltre al tartufo sono presenti anche altri prodotti enogastronomici eccellenti: oli, birre, formaggi e salumi. La fiera è un’ottima occasione per scoprire il borgo e la magnifica riserva naturale della Gola del Furlo, nel cuore dell’Appennino marchigiano. Per maggiori informazioni: www.acqualagna.com
Nella vicina regione umbra la città di Norcia, capitale del tartufo nero, quest’anno si è fatta promotrice della candidatura della “cultura del tartufo” come patrimonio immateriale dell’umanità. Qui ha riaperto il cinquecentesco Palazzo Seneca, elegante albergo di charme, che offre menu a base di tartufo nel proprio ristorante e propone diversi pacchetti di soggiorno, tra cui il classico “Alla ricerca del tartufo” con un’escursione guidata nel bosco e un pic-nic stellato; e l’avventuroso “Rafting in Valnerina” per scoprire la splendida vallata attraversata dal fiume Nera, ricca di storia e di cultura.
Sempre in Umbria, il millenario Castello di Petroia, a pochi chilometri da Gubbio, organizza fino al 22 dicembre un’esclusiva caccia al tartufo tra i boschi di lecci, noccioli e querce che circondano il maniero in cui è nato Federico da Montefeltro. Accompagnati dal fattore Cesare, esperto cercatore di tartufi, e dal suo bracco Stella, si percorrono i sentieri tra i colori autunnali alla ricerca del prezioso tubero nelle tartufaie della collina, su cui si erge la storica fortezza. La caccia termina nelle cucina del castello dove lo chef Walter Passeri completa l’opera esaltando il tartufo in deliziose ricette, servite per cena alla tavola del ristorante “Sala degli Accomandugi”. Il prezzo per 2 ore di caccia e per una cena completa di 4 portate a base di tartufo e vini doc dell’Umbria è di 80 euro a persona.
In Toscana Volterra celebra il tartufo bianco e numerose altre eccellenze del territorio – vino, birra, olio, formaggi, salumi e cioccolato – proposte direttamente dai produttori dal 27 ottobre al 4 novembre. L’evento è itinerante tra gli scorci più suggestivi della città etrusca e comprende degustazioni a base di tartufo locale e prodotti della tavola toscana, oltre a un divertente Palio dei caci, una gara in cui le contrade si sfidano facendo rotolare grandi caciotte lungo un percorso cittadino. Per maggiori informazioni: www.volterragusto.com
A Siena, sempre in Toscana, si può alloggiare nell’Hotel Athena, nel cuore della città, che propone il soggiorno “Arte e Sapori di Siena”: protagonista è il ristorante “Il Mangia” con menu dove il tartufo e le sue varietà – lo scorzone e l’uncinato – sono gli ingredienti principali. Tra i numerosi piatti proposti ci sono: i tagliolini all’uovo fresco al tartufo, l’uovo laterino con scaglie di tartufo nostrano, una selezione di pecorino locale servito con miele al tartufo e la tagliata o la tartare di Fassona al tartufo bianco delle Crete Senesi.

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Giro del mondo culinario, 10 hotel con ristoranti stellati Da Parigi a Washington, per chi non rinuncia alla cucina gourmet

Hotel Adlon Kempinski Berlin – Berlino, Germania © Ansa

VENEZIA – Che gli italiani siano buongustai, è risaputo. E a quanto pare non sono disposti a rinunciare ai piaceri della tavola nemmeno in viaggio. Lo confermano i dati di momondo.it, secondo cui il 15% dei viaggiatori tricolore sceglie la propria meta proprio in base all’esperienza culinaria che si aspetta di provare nel Paese di destinazione. Inoltre, quasi due terzi degli italiani (64%) in vacanza sono disposti a spendere di più per mangiare bene, mentre circa un terzo (31%) preferisce mangiare nel ristorante dell’hotel.

Hôtel Plaza Athénée – Parigi, Francia – L’Hôtel Plaza Athénée con la sua eleganza disinvolta è riconosciuto come uno dei migliori alberghi di Parigi e il suo ristorante non è da meno. L’Alain Ducasse al Plaza Athénée si posiziona al 13° posto della classifica World’s Top 50 restaurants list. Con ben tre stelle Michelin, il ristorante dello chef Alain Ducasse offre interni spettacolari e sontuosi, che comprendono separé curvi in acciaio inox e imponenti lampadari di cristallo. Il nuovo menù è incentrato su ingredienti sani, biologici e sostenibili e include pesce, verdure e cereali. Prezzo medio per un volo a/r per Parigi nel 2018 a partire da 56 €. Periodo più conveniente per il soggiorno: febbraio

Park Hyatt Washington D.C. – Washington D.C., USA – Lo stile classico americano incontra il lusso al Park Hyatt Washington D.C.. A breve distanza dalla Casa Bianca e da molti dei principali monumenti cittadini, l’hotel rende omaggio alla storia e alla cultura americana, così come il pluripremiato ristorante al suo interno: il Blue Duck Tavern. L’ambiente casual-chic del Blue Duck Tavern punta sulla cucina americana semplice, dove l’abbondante cibo tradizionale è di casa. Un assaggio del contorno di patate arrosto al grasso d’anatra è d’obbligo, avendo cura di lasciare spazio per una fetta della celebre torta di mele, tanto amata dall’ex presidente Barack Obama, che continua a tornare qui per gustarla. Prezzo medio per un volo a/r per Washington D.C. nel 2018 a partire da 329 €. Periodo più conveniente per il soggiorno: agosto

PuLi Hotel and Spa – Shanghai, Cina – Nascosto dalla frenesia e dal trambusto del centro di Shanghai, il PuLi Hotel & Spa è un’oasi solitaria, nonché il primo resort urbano di Shanghai. Oltre a 193 stanze chic e spaziose, il suo servizio di maggiordomo attivo 24 /24 e una spa di fama mondiale, il PuLi ospita anche un ristorante stellato da poco rinnovato: il PHÉNIX eatery & bar. Lo Chef Michael Wilson è la mente che ha portato a nuova vita la moderna cucina francese del PHÉNIX: dall’assortimento di affettati di tenero vitello, chorizo spagnolo, salame e classici confit, fino a portate principali come spalla d’agnello e maialino da latte, perfetto da condividere in due o tre persone. Prezzo medio per un volo a/r per Shanghai nel 2018 a partire da 368 €. Periodo più conveniente per il soggiorno: agosto

ABaC Restaurant & Hotel – Barcellona, Spagna – Ex casa di un consolato americano e monumento architettonico protetto, l’edificio dell’elegante ABaC Restaurant & Hotel si trova in cima alle colline di Barcellona in Avinguda del Tibidabo. La sua posizione lontana dagli affollati quartieri turistici lo rende un luogo di evasione tranquillo nel cuore della città. A capo dell’ABaC Restaurant c’è il più giovane chef stellato spagnolo, Jordi Cruz, che ha ricevuto la sua prima stella a soli 24 anni. Cruz è specializzato nella cucina d’ispirazione catalana con un tocco moderno e ogni piatto è finemente ideato per intrigare i sensi. Prezzo medio per un volo a/r per Barcellona nel 2018 a partire da 38 €. Periodo più conveniente per il soggiorno: gennaio

COMO The Halkin – Londra, Regno Unito – Il raffinato hotel londinese COMO The Halkin è situato nel cuore del quartiere Belgravia, a pochi passi da Buckingham Palace e Hyde Park. Ognuno dei cinque piani di questo albergo dal design esclusivo ha come filo conduttore un diverso elemento, con arredi e combinazioni cromatiche che rappresentano l’acqua, l’aria, il fuoco, la terra e il cielo. Il suo ristorante con una stella Michelin, Ametsa with Arzak Instruction, trae ispirazione dall’acclamato ristorante a tre stelle Azark di San Sebastian, Spagna. In collaborazione con suo padre, la chef Elena Arzak crea un menù in costante cambiamento composto da allegri piatti baschi fatti con gli ingredienti locali più freschi. Prezzo medio per un volo a/r per Londra nel 2018 a partire da 39 €. Periodo più conveniente per il soggiorno: giugno

The Yeatman – Porto, Portogallo – Costruito in cima a una collina a Vila Nova de Gaia con ampie viste sul fiume Duero, The Yeatman è il solo albergo a cinque stelle di Porto. The Yeatman è un lussuoso wine spa hotel con sauna, piscina panoramica interna a sfioro e con stanze che seguono il tema delle cantine portoghesi. Ponendo l’accento sul pescato fresco portoghese, gli ospiti possono scegliere tra una vasta selezione di pesce che spazia dalla tradizionale aragosta e gambero turco fino al più esotico sgombro e pesce scorpione, il tutto sapientemente abbinato a vini portoghesi. Prezzo medio per un volo a/r per Porto nel 2018 a partire da 39 €. Periodo più conveniente per il soggiorno: luglio

Belmond Hotel Cipriani – Venezia, Italia – Il Belmond Hotel Cipriani di Venezia è sicuramente nell’elenco dei posti preferiti dalle celebrità. L’esclusivo Oro Restaurant prende il nome dal soffitto a cupola in foglia d’oro, sontuosamente decorato con un lampadario elegantissimo e raffinato, fatto interamente di vetro di Murano. Solo gli ingredienti della più alta qualità vengono usati in cucina. Anche se il menu offre i classici italiani preferiti, tra cui pasta, manzo e maiale, sono caldamente consigliate la specialità a base di pesce e frutti di mare veneziani. Periodo più conveniente per il soggiorno: febbraio

Hotel Okura Amsterdam – Amsterdam, Paesi Bassi – L’Hotel Okura Amsterdam, lussuoso 5 stelle superior di 23 piani con vista sulla città, rappresenta la scelta imperdibile per chi è alla ricerca di un viaggio capace di deliziare anche i palati più ricercati: infatti, non uno ma ben quattro i ristoranti stellati che ospita al suo interno. Il Ciel Bleu Restaurant regala la vista sulla città dal 23° piano ed è stato insignito di due stelle, mentre il ristorante giapponese Yamazato Restaurant vanta una stella Michelin e serve la vera cucina kaiseki. Gli chef del ristorante teppanyaki Sazanka, anch’esso premiato con una stella, preparano le pietanze su una piastra calda direttamente al tavolo. Infine, Eletto Bib Gourmand, il ristorante Serre propone piatti internazionali a base di prodotti di stagione locali freschi. Prezzo medio per un volo a/r per Amsterdam nel 2018 a partire da 79 €. Periodo più conveniente per il soggiorno: gennaio

Grand Hôtel Stockholm – Stoccolma, Svezia – Al primo sguardo l’opulento Grand Hôtel Stockholm non sembra il tipo di posto che ospita un informale ristorante stellato, ma è esattamente così. Il moderno e rilassato ristorante Matbaren è il capolavoro culinario del quattro volte chef svedese dell’anno, Mathias Dahlgren – uno dei più celebrati d’Europa. Il menù di Matbaren cambia costantemente a seconda degli ingredienti locali di stagione. Tra i piatti quasi sempre disponibili ci sono i panini al vapore, imperdibili per ogni buongustaio che si rispetti. Prezzo medio per un volo a/r per Stoccolma nel 2018 a partire da 40 €. Periodo più conveniente per il soggiorno: gennaio

Hotel Adlon Kempinski Berlin – Berlino, Germania – Questo prestigioso hotel a cinque stelle che vanta il suggestivo sfondo della Porta di Brandeburgo è pura espressione dell’eleganza, e il ristorante Lorenz Adlon Esszimmer è il suo fiore all’occhiello. Il ristorante è stato insignito di ben due stelle Michelin ed è il regno dello Chef de Cuisine Hendrik Otto e del famosissimo Maître Oliver Kraft, che propongono piatti dell’alta cucina europea rivisitati in chiave moderna. Prezzo medio per un volo a/r per Berlino nel 2018 a partire da 31 €. Periodo più conveniente per il soggiorno: luglio

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Ponte 1 novembre: oltre 7 milioni 300 mila italiani in viaggio

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Un piccolo riscatto dopo un’estate in chiaroscuro. Il Ponte di Ognissanti, con la complicità di un calendario particolarmente favorevole, manda buoni segnali per il turismo italiano con oltre 7 milioni di italiani in viaggio. A fare il pieno saranno le tradizionali mete d’autunno: città d’arte e montagne. Emerge sia dalla rilevazione di Federalberghi che da quella di Federturismo Confindustria.
Secondo Federalberghi, che raccoglie oltre 33 mila alberghi italiani, saranno in movimento circa 7 milioni e 304 mila italiani, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La grandissima maggioranza trascorrerà la propria vacanza in Italia (88%): predilette le città d’arte (28%), la montagna (27,6%) e il mare (17,1%). Buone performance anche per i laghi (4,5%) e le località termali (4,2%). Per chi va all’estero, le mete più ambite sono le grandi capitali europee (63,2% dei casi). Il 13,2% andrà al mare, il 7,9% nelle grandi capitali extra-europee, il 5,3% in montagna. La casa di parenti o amici sarà l’alloggio preferito dal 30,8% dei viaggiatori, a stretto giro seguita dall’albergo (23,7%) e dalla casa di proprietà (11,4%). Ogni persona spenderà mediamente 326 euro fra trasporto, vitto, alloggio e divertimenti, con un giro di affari complessivo di circa 2,38 miliardi di euro.

“Numeri significativi – dice il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – che confermano come la dimensione del viaggio, oltre a rappresentare sempre più un bene primario, che migliora la qualità della vita, contribuisce in modo determinante allo sviluppo economico del Paese. Confidiamo che le istituzioni non vogliano far mancare il proprio supporto e rimaniamo in attesa di conoscere i dettagli della manovra di bilancio, alla quale chiediamo risposte concrete per il nostro settore”.

Continua a salire la quota di chi consulta la Rete: il 60,3% degli intervistati dichiara di utilizzare i social media e il web per decidere o quantomeno informarsi sull’offerta nelle diverse località, sui prezzi e sulle strutture di interesse (52,5% nel 2017). Il 57,3% – secondo Federalberghi – “salta” i portali e si rivolge direttamente all’albergo, prenotando sul sito internet della struttura (29,7%) o contattandolo mediante telefono, e-mail o altro mezzo (27,6%). Le prenotazioni dirette crescono a doppia cifra rispetto al ponte di Ognissanti 2017 (45,4%), grazie al numero sempre maggiore di offerte che gli alberghi italiani riservano a chi contatta direttamente la struttura.

L’Italia misteriosa in un Atlante Dalla Porta Magica a Roma alla montagna degli Ufo in Val di Susa

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FRANCESCO BONGIORNI E MASSIMO POLIDORO, ATLANTE DEI LUOGHI MISTERIOSI D’ITALIA (BOMPIANI, PP 157, EURO 25,00). Luoghi insoliti, misteriosi, sorprendenti come la “salita in discesa” di Martina Franca, la Cattedrale vegetale ai piedi del Monte Arera, la Porta magica di Roma e Musinè (il Monte dell’Asino) verso la Val di Susa, considerato la montagna degli Ufo. Località magiche, enigmatiche, magari a due passi da casa nostra, di cui in tanti casi ignoriamo l’esistenza, tutte da scoprire e che aprono alla meraviglia delle narrazioni che le accompagnano. A spingerci verso questo viaggio inedito è l'”Atlante dei luoghi misteriosi d’Italia” di Massimo Polidoro, scrittore e divulgatore, presenza fissa a ‘Superquark’, con le illustrazioni di Francesco Bongiorni. Il volume, pubblicato da Bompiani, arriva nelle nostre librerie il 31 ottobre. Andando a scovare dimore impossibili, oggetti stravaganti, castelli, isole, musei, strani personaggi e animali come il tatzelwurm, una specie di rettile delle Alpi, si trovano storie di ogni tipo. “Alcune vere e verificabili; altre verosimili; altre ancora del tutto false, ma credute vere per tanto tempo e dunque doppiamente affascinanti” spiega Polidoro.
Dall’Italia Nord-Occidentale a quella Insulare, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, il volume, accompagnato da illustrazioni tra pittura e fumetti, ci porta in una via anonima, senza sbocco, che si trova percorrendo la statale 172 da Taranto a Martina Franca. Qui al chilometro 59, in località Ormini, svoltando a destra ci si trova in una strada in discesa dove la forza di gravità sembra non funzionare più, per cui un auto in folle sale verso l’alto. La stessa cosa accade anche lanciando una palla o un sasso che invece di scendere risalgono la pendenza. Le ipotesi sono tante e c’è chi parla addirittura di una base extraterrestre nascosta nel sottosuolo. Quello che è certo, fa notare l’autore, è che “non si tratta di un fenomeno magnetico”.
Ci sono voluti 1.800 pali di abete, 600 rami di castagno, 6000 metri di rami di nocciolo, uniti da legno flessibile, picchetti, chiodi e corde intrecciate per costruire la Cattedrale vegetale che sorge in provincia di Bergamo, ai piedi del monte Arera.
“Gioco coi rami” diceva il suo autore, l’artista Giuliano Mauri, morto nel 2009, che ha costruito con i rami, ricorda Polidoro, “palazzi da fiaba, ponti profumati ed edifici vegetali. Opere stupefacenti, integrate nel ciclo naturale e, di conseguenza, destinate a scomparire”. Restando in Lombardia, ecco Consonno, la Las Vegas fantasma della Brianza. E a Milano, “che ci fa – si chiede l’autore del libro – nella rinascimentale Cappella Portinari, collegata alla Basilica di Sant’Eustorgio, il blasfemo dipinto di una Madonna con le corna?”.
Il Piemonte ci regala la Sacra di San Michele, sul monte Pirchiriano, a 962 metri d’altitudine, un eremo la cui origine è avvolta nel mistero, che servì come modello a Umberto Eco per l’ambientazione de ‘Il nome della rosa’. E poi via alla scoperta del cavallo d’oro nel sottosuolo di Novara, dell’antro della Sibilla Cumana in Campania della quale Trimalcione raccontava: “a certi maschietti che le chiedevano ‘Sibilla , che vuoi?’ lei rispondeva: ‘Morire, voglio'”. Leggenda vuole che ogni cinque anni, il 21 giugno, torni a farsi sentire al Castello di Montebello di Torriana, in provincia di Rimini, il fantasma di Azzurrina, una bambina albina scomparsa appunto il 21 giugno del 1375. Una leggenda di cui non ci sono tracce, ne riferimenti bibliografici fino al 1989, “quando il castello venne aperto al pubblico a pagamento”, sottolinea l’autore del libro. E c’è un fantasma, ma questa volta di una volpe, anche nel Castello di Strozzavolpe nei pressi di Luco, nel comune di Poggibonsi. In questo “Grand Tour dell’Italia più insolita e nascosta, accessibile a tutti e capace di regalare momenti di meraviglia, sorpresa, sconcerto e divertimento” ci sono palazzi maledetti come Ca’ Dario a Venezia, sepolcri leggendari come quello dei re Magi a Milano o di Dracula a Napoli. E che dire della leggenda di Re Artù che, a sorpresa, ha lasciato il suo segno a Chiusdino, in provincia di Siena, dove è conservata una spada conficcata nella roccia forse appartenuta a Galvano, uno dei cavalieri della Tavola Rotonda.

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I Macchiaioli alla Gam di Torino

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TORINO – Oltre ottanta opere, provenienti dai più importanti musei italiani e da collezioni private, raccontano la storia dei Macchiaioli tra Piemonte, Liguria e Toscana, alla Gam di Torino, da domani 26 ottobre fino al 24 marzo 2019. La mostra I macchiaioli. Arte italiana verso la modernità è organizzata da Fondazione Torino Musei, Gam e il Gruppo Sole 24 Ore, a cura di Cristina Acidini e Virginia Bertone, con l’Istituto Matteucci di Viareggio.
Tra i protagonisti Antonio Fontanesi, nel bicentenario della nascita, gli artisti piemontesi della Scuola di Rivara (Carlo Pittara, Ernesto Bertea, Federico Pastoris e Alfredo D’Andrade) e i liguri della Scuola dei Grigi (Serafino De Avendao, Ernesto Rayper), ma anche la pittura di Cristiano Banti, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Odoardo Borrani.
“È un ritorno a Torino, quello del gruppo Sole 24 Ore, di cui siamo molto orgogliosi. Un’iniziativa realizzata grazie a una positiva sinergia tra pubblico e privato”, sottolinea la sindaca Chiara Appendino.