Camera Pop, 150 opere tra Pop Art e foto A Torino da Hamilton e Warhol agli specchi di Pistoletto

Mostre: Camera Pop, 150 opere tra Pop Art e fotografia © ANSA

Una grande mostra, con uno spettro di attenzione mondiale, non soltanto italiano e americano, che racconta le reciproche influenze fra Pop Art e fotografia. “Numi tutelari” sono Andy Warhol e Richard Hamilton, affiancati da artisti famosi e altri meno noti, in un allestimento curatissimo che calza a pennello. Si presenta così la mostra ‘Camera Pop. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & Co’, realizzata da Camera, il Centro Italiano per la Fotografia, a Torino. Fino al 13 gennaio – in sei sale a tema – sono esposte 150 opere tra quadri, fotografie, collage, grafiche. La mostra, curata da Walter Guadagnini, direttore di Camera ed esperto di Pop Art, prende avvio con il famoso collage ‘What is that makes today’s homes so different, so appealing’ di Richard Hamilton, considerata la prima opera Pop della storia. Tra i capolavori esposti le 10 Marilyn di Warhol, un’icona che riassume bene l’obiettivo della mostra: mettere in evidenza come la Pop Art debba alla fotografia una parte centrale della propria natura e del proprio successo. La Marilyn di Warhol nasce infatti da una fotografia come d’altronde quasi tutte le sue opere. Anche la Brigitte Bardot di Gerald Laing nelle sue diverse versioni evidenzia l’utilizzo contemporaneo di tante tecniche, dalla fotografia al disegno alla stampa. “La fotografia è stata per gli artisti Pop non solo una fonte di ispirazione, ma un vero e proprio strumento di lavoro, una parte essenziale della loro ricerca”, spiega Guadagnini che definisce la mostra “la più importante realizzata da Camera per sforzo produttivo”. “Camera compie tre anni. Era una scommessa, oggi è una consolidata realtà culturale, locale e nazionale. Ed è un caso unico in Italia: una fondazione privata senza soci pubblici”, sottolinea il presidente Emanuele Chieli. Tra le opere italiane in mostra la tela di Rotella ‘Divertiamoci’, nata da una fotografia e riprodotta meccanicamente, mentre al fotografo Ugo Mulas è dedicata un’intera sala, dove sono esposte le serie realizzate negli Stati Uniti e quella della Biennale di Venezia del 1964. Una quarantina di scatti, alcuni inediti, tutti provenienti dall’Archivio Mulas, raccontano uno dei momenti più alti del rapporto tra Pop Art e fotografia. In mostra anche Tony Evans, fotografo dei protagonisti della Swinging London dei primissimi anni Sessanta. Tra le opere di Mario Schifano il ritratto Nancy, che rappresenta tutto l’iter del processo artistico: dalla fotografia a una sua prima rielaborazione con alcuni interventi, fino alla vera e propria trasformazione in tela dipinta. Tra le icone degli anni Sessanta e Settanta si trova il Calendario Pirelli, il leggendario ‘The Cal’, a cui è dedicata una sezione della mostra, denominata ‘Sexy’. Non manca Michelangelo Pistoletto con i suoi specchi e la splendida figura della ‘Ragazza che cammina’ del 1966, proveniente dalla collezione di Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia. “Dopo Torino siamo pronti a ospitare Camera Pop in un’altra nostra galleria, come avverrà per Paparazzi a Vicenza dal 6 ottobre”, annuncia Michele Coppola, direttore centrale Arte e Cultura di Intesa.

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