Preti sposati / «Il carattere impresso dall’ordinazione rimane per sempre» (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1583). Lo ha dichiarato il direttore di “Famiglia Cristiana” don Antonio Rizzolo

Nella rubrica del settimanale cattolico “Il Direttore risponde” pubblicata (il 17 Agosto 2018 fonte:>>>) lettera di Angelo Santoni Rigiu:

“Nel caso che un sacerdote (anche parroco) dopo l’ordinazione e anni di servizio pastorale, conosca una donna e, grazie anche alla ferma presa di posizione della gerarchia, rinunci all’abito, vive ancora in lui il sacramento del sacerdozio?”

Di seguito la risposta del Direttore don Antonio Rizzolo:

“Quello a cui ti riferisci è chiamato sacramento dell’Ordine, perché inserisce chi lo riceve nell’ordine, cioè nel gruppo, nella schiera, dei diaconi o dei presbiteri o dei vescovi. Costoro ricevono un particolare dono dello Spirito Santo a beneficio dell’intera comunità. Così leggiamo nel Catechismo (nn. 1581-1582): «Per mezzo dell’ordinazione si viene abilitati ad agire come rappresentanti di Cristo, Capo della Chiesa, nella sua triplice funzione di sacerdote, profeta e re. Come nel caso del Battesimo e della Confermazione, questa partecipazione alla funzione di Cristo è accordata una volta per tutte. Il sacramento dell’Ordine conferisce, anch’esso, un carattere spirituale indelebile e non può essere ripetuto né essere conferito per un tempo limitato».

Una persona validamente ordinata può essere dispensata dagli obblighi e dalle funzioni connesse al suo ministero oppure può esserle vietato di esercitarli, tuttavia «il carattere impresso dall’ordinazione rimane per sempre» (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1583). Tuttavia, «ogni sacerdote, anche se privo della facoltà di ricevere le confessioni, assolve validamente e lecitamente tutti i penitenti che si trovano in pericolo di morte, da qualsiasi censura e peccato» (can. 976)”.

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