Australia, premier al Papa: “Via arcivescovo che coprì prete pedofilo”

 
Il premier australiano Malcolm Turnbull ha lanciato un appello a papa Francesco affinché licenzi l’arcivescovo di Adelaide, Philip Wilson. Il religioso, 67 anni, era stato dichiarato colpevole nel maggio scorso per aver coperto gli abusi di un prete pedofilo negli anni Settanta. Lo scorso 3 luglio, è arrivata la sentenza di condanna a un anno di arresti domiciliari.
La richiesta di licenziamento
La sentenza su Wilson è arrivata in seguito a una maxi inchiesta sulla pedofilia all’interno degli ambienti religiosi in Australia. Dopo la condanna, l’arcivescovo si è dimesso dalle sue funzioni comunicando, però, di non aver intenzione di lasciare la chiesa, in attesa di un appello alla sua condanna (lui si è sempre pronunciato innocente).”Ho il diritto di esercitare i miei diritti legali e di seguire il giusto processo di legge”, ha affermato il religioso. “Poiché questo processo non è ancora completo – ha aggiunto Wilson – non intendo rassegnare le dimissioni in questo momento. Tuttavia, se non vincerò in appello, offrirò immediatamente le mie dimissioni alla Santa Sede”. Un atteggiamento attendista, quello di Wilson che si è scontrato fin da subito con le richieste di tutti i leader politici australiani. Fra queste proprio quelle del premier e del capo dell’opposizione Bill Shorten. “Ci sono molti leader – ha detto Turnbull – che lo hanno invitato a rassegnare le dimissioni, è chiaro che dovrebbe farlo, e penso che sia giunto il momento per l’autorità suprema della Chiesa di agire e licenziarlo”.
Il potere del papa sui vescovi
Nel 2014, il Vaticano ha diramato un editto papale che ricorda il potere del papa di licenziare i vescovi cattolici. Secondo il documento, il pontefice ha la possibilità di chiedere a un vescovo di dimettersi dal proprio ufficio nelle circostanze in cui lo “può ritenere necessario”. La spiegazione della Santa Sede ha sciolto definitivamente la confusione sui poteri del pontefice di rimuovere dalle loro funzioni i prelati in tutto il mondo. Nonostante sia Francesco che Benedetto XVI abbiano effettivamente rimosso vescovi in passato, la loro prerogativa di esercitare tale potere non era esplicitata in nessuna delle leggi della Chiesa. Composto da sette brevi articoli, l’editto affronta le dimissioni dei vescovi diocesani e degli incaricati papali. Per quanto riguarda le dimissioni su richiesta del papa, l’ordinanza recita: “In alcune circostanze particolari, l’autorità competente può ritenere necessario chiedere a un vescovo di presentare le sue dimissioni dall’ufficio pastorale, dopo aver reso note le ragioni della richiesta e ascoltato attentamente il ragioni, nel dialogo fraterno “. L’autorità competente in questo caso sembrerebbe essere solo il papa, che in definitiva è l’unica persona responsabile della nomina dei vescovi.
Il caso pedofilia in Australia
Il maxi scandalo sui preti pedofili in Australia venne alla luce nel 2012 quando, l’allora primo ministro, Julia Gillard istituì una commissione reale, la più alta forma di inchiesta pubblica del paese, per esaminare le risposte istituzionali agli abusi sessuali su minori. Il rapporto finale dell’organo inquirente, pubblicato nel dicembre del 2017, dettagliava 42mila richieste d’aiuto e oltre 2.500 casi di presunti abusi da consegnare alle autorità. Secondo la commissione reale, in Australia istituzioni come chiese, scuole e club sportivi hanno “gravemente fallito” nella loro azione di proteggere i bambini. Uno dei casi più eclatanti fu proprio quello coperto da Wilson riguardante gli abusi perpetrati su alcuni chierichetti dal prete James Patrick Fletcher. I fatti, secondo la ricostruzione dei magistrati, risalgono agli anni Settanta quando Wilson, allora semplice prete nella città di Maitland, dopo aver appreso degli abusi di Fletcher, aveva allontanato le giovani vittime nel tentativo di proteggere la reputazione della Chiesa. Il prete, inquisito e condannato nel 2004 per abusi accertati su nove bambini, è morto in cella due anni dopo. Durante tutto questo tempo, Wilson ha sempre negato di essere mai stato al corrente delle azioni commesse dal prete pedofilo.
tg24.sky.it

Precedente Calcio. Serie A in apnea, tornei da riscrivere Successivo Le chat hot del vescovo siciliano