Scandalo pedofilia nella Chiesa cilena, chiede scusa il vescovo che sapeva degli abusi

papa francesco abbraccia il vescovo cileno juan barros

Un nuovo scandalo sugli abusi sessuali compiuti su minori da un gruppo di sacerdoti cileni, organizzati in una vera e propria “confraternita”, sta scuotendo la Chiesa cilena.

Al centro delle nuove denunce il presidente del Consiglio nazionale per la prevenzione degli abusi contro i minori, monsignor Alejandro Goic.

Nei giorni scorsi il religioso, insieme al resto dell’episcopato cileno, ha incontrato Papa Francesco in Vaticano per parlare delle numerose accuse di pedofilia che hanno colpito molti ecclesiastici.

Al termine del vertice, tutti i vescovi cileni hanno rassegnato le dimissioni dal loro incarico al Pontefice.

In un nuovo reportage realizzato da una televisione locale, una testimone ha raccontato di aver avuto consegnato a Goic una lista di 17 sacerdoti, parte di una “confraternita” dedita agli abusi sessuali.

Inoltre, un noto sacerdote di Paredones – località a cento chilometri dalla capitale Santiago – adescava le sue vittime su Facebook, inviando loro messaggi erotici e foto osé.

Dopo aver in un primo momento negato ogni sua responsabilità in quanto avvenuto, Goic ha invece chiesto perdono, riconoscendo che di aver “agito senza l’adeguata agilità nell’inchiesta sui sacerdoti”.

(Unioneonline/F)

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