Pastoral Counselling: per il ben-essere psicofisico e spirituale

Alla scoperta di un percorso che mostra come chi ha il coraggio di approfondire bene sia la teologia che la psicologia, non corre il rischio di contaminazioni pericolose

Audaci e creativi: due aggettivi davvero appropriati per l’esperienza di formazione che vorrei presentare oggi, tutta improntata al desiderio di ritrovare un alfabeto comprensibile all’uomo d’oggi, proprio attraverso un nuovo modo di armonizzare gioia e fede, cristianesimo e benessere.

Mi piacerebbe quindi aprire questa breve presentazione del master triennale del Pastoral Counselling GTK citando proprio un recente articolo apparso sul settimanale diocesano di Treviso La vita del popolo, che fa seguito al Convegno di presentazione di questo corso, tenutosi il 1 marzo in questa città, che diventerà la quarta sede in Italia dove il master prenderà l’avvio a brevissimo, presso il Centro Studi Achille e Linda Lorenzon. Anche prossimamente, domenica 15 aprile presso la Cattedrale di Treviso, si terrà una conferenza di presentazione, in modo da poter estendere il più possibile la conoscenza di tale iniziativa a tutti coloro che nella diocesi potessero essere interessati.

Rivolgendosi infatti a religiosi e religiose, sacerdoti, formatori e insegnanti di religione, come pure ad ogni operatore di pastorale e a volontari in genere nelle relazioni di aiuto, che abbiano desiderio di mettersi in gioco, questo master è alla sua terza edizione presso la sede di Palermo ed ha corsi pure nelle sedi di Siracusa e a Roma. Istituito dall’Università Cattolica del Sacro Cuore A. Gemelli, è frutto della ricca tradizione formativa dell’Istituto di Gestalt Therapy Kairos (GTK) di cui è direttore il prof. Giovanni Salonia; ideato e promosso, dunque, dal Prof. Salonia (psicoterapeuta, frate cappuccino e teologo, autore di numerose opere sia sulla psicoterapia e psicopatologia che sul francescanesimo e sulla formazione nel campo dell’animazione fraterna e della direzione spirituale e pastorale) il corso si basa sulla sua esperienza più che trentennale in questo campo della formazione e sul suo coordinamento di una valida equipe formativa, tra cui le psicologhe e psicoterapeute Valeria Conte (co-direttrice dell’Istituto di Gestalt Therapy Kairos) e Rosaria Lisi, anche biblista.

Pertanto tale modello formativo triennale di master universitario viene ora proposto anche nel nord Italia, in collaborazione con la prof.ssa Paola Argentino docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore dell’Istituto di Neuroscienze e Gestalt “Nino Trapani”. E questo per dare la possibilità di “formare i formatori” in ambito pastorale, secondo un fertile connubio tra scienze umane e teologia, sfatando un vecchio pregiudizio, forse ancora serpeggiante in parte della cultura cattolica, il quale ritiene che questi due ambiti, se proprio non sono in conflitto, almeno bisogna aver cura che non “collaborino troppo” nell’approccio pastorale ed evangelizzatore più diffuso.

Idea questa, a mio avviso, spesso non dichiarata ma certo molte volte presente, nata quando si temeva di “psicologizzare” troppo il catechismo e l’intervento pastorale di ogni natura, per essere certi di non far danni e di non correre rischi riguardo al pieno rispetto del magistero. Questo corso invece, nel suo “rivoluzionario” ed ecclesiale apporto, rivoluziona e capovolge proprio tale schema, affermando come realmente chi ha il coraggio di approfondire bene sia la teologia che la psicologia, non correrà affatto il rischio di contaminazioni pericolose: “giungendo al superamento – come spiega fr. Giovanni Salonia – di ogni giustapposizione tra scienze umane e fede per riscoprire le valenze formative del Mistero Pasquale.”

Meravigliosa espressione, questa delle valenze formative del Mistero Pasquale, che punta a incontrare tutto l’uomo redento, appunto là dove si trova nel suo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale: cinque aspetti che generano il benessere. Sul concetto di “benessere” si concentra Paola Argentino, medico e psico-oncologa, che rifacendosi alla definizione di salute dell’OMS, intende per “benessere” (non certo i centri di bellezza e massaggi) ma il  ben – essere = o “esistere bene (sottotitolo del Master): “Partendo da questa definizione di ben-essere, il Pastoral Counselling ha la finalità di promuovere l’ integrazione di tutti e cinque gli aspetti suddetti in modo che siano tra loro equilibrati per consentire alle persone, in particolare impegnate in ambito religioso, di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società edi conseguenza migliorare il loro benessere relazionale e la qualità di vita comunitaria”.

Si aggiunga inoltre che, come è stato più volte affermato nel Convegno di Treviso dai promotori, questo corso non appartiene né alla categoria della relazione terapeutica, né a quella della direzione spirituale, puntando invece ad una ricca offerta sia nel campo della formazione teorica, che nella realizzazione di laboratori pratici, capaci di generare un naturale empowerment delle risorse di ciascuno, insieme al calore profondo di una conoscenza reciproca sempre più vera tra i corsisti stessi, i quali si formano fianco a fianco in una sorta di piccola comunità in crescita, sostenuti dai loro docenti. E per darne infine una definizione sempre più completa: “Non è una scuola di arti e mestieri per apprendere una tecnica – afferma il Prof. Salonia –si tratta invece di uno spazio tra gli studi accademici teologici e la pratica pastorale, rileggendo la stessa Parola di Dio con uno sguardo post-moderno.”

Mi piace dar voce, traendola proprio da un video-intervista di presentazione del Corso di Palermo, alle parole di un giovane sacerdote, don Alessio Montalbano, responsabile della pastorale familiare di Palermo, che alla conclusione del master triennale si esprime così:

Cosa potrà cambiare nella mia vita e nella mia esperienza di vita pastorale? Io credo che affronterò la dimensione pastorale con occhi nuovi e con un sapore completamente nuovo, entrando nelle realtà fino in fondo, non per poterle risolvere, perché non ne avrò in mano la capacità, né tanto meno questo è il servizio del Pastoral, ma mettermi accanto agli altri sì, dare una mano d’aiuto in una relazione vera e profonda di fraternità, questo penso che porterà una prospettiva completamente diversa nel cammino che andrò a fare!”

Affascinante, dunque, pensare come a questo rinnovato approccio nei confronti della propria vita e della propria opera apostolica si possa arrivare attraverso un ricchissimo itinerario di dodici moduli (per un totale di 450 ore complessive) in cui poter approfondire, sempre alla luce della Sacra Scrittura, temi come la narrazione teologica, l’approfondimento della relazione e della sua matrice primaria nella famiglia, i temi della corporeità e della crescita umana e cristiana, fino all’approfondimento della natura del conflitto e del disagio psicologico, unitamente alle relazioni d’aiuto possibili quali l’accompagnamento spirituale, l’animazione comunitaria e fraterna per giungere all’approfondimento del tema dell’Eucarestia come fonte e culmine della vita cristiana, mensa e talamo di ogni maturità evangelica.

Augurandomi che questa carrellata possa suscitare l’interesse ad approfondire la conoscenza di un simile percorso, concluderei con le parole del prof. Antonio Sichera, il quale nel convegno di apertura del Corso di Palermo, nella tavola rotonda a cui hanno partecipato anche il vescovo di Monreale mons. Pennisi e il vescovo di Palermo mons. Lorefice, affermava: “Si impara a flettere i linguaggi in rapporto alla relazione, uno sforzo che prima non era richiesto. Non cambia la Parola, cambia il linguaggio stando attenti ai segni dei tempi”.

 

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