Pedofilia, forse già domani la sentenza in Australia sul cardinale Pell accusato di abusi sessuali

Città del Vaticano – E’ attesa a breve, forse già domani, la sentenza del tribunale australiano che riguarda il cardinale George Pell, l’ex super prefetto dell’economia del Vaticano,  accusato di atti di pedofilia risalenti a decenni addietro quando era semplice vescovo in Australia. Il giudice Melinda Wallington– dopo un processo durato oltre un anno –  stabilirà se i fatti contestati al cardinale sono realmente avvenuti oppure no e la relativa pena. In questi mesi i legali del cardinale si sono battuti per dimostrare che le accuse erano prive di qualsiasi fondamento. Quando Pell è partito per l’Australia si era autosospeso dall’incarico in curia per potersi difendere meglio, così disse lui stesso ai giornalisti.

Durante il processo le presunte vittime hanno deposto in aula  in videoconferenza da una postazione che è sempre rimasta inaccessibile al pubblico e ai giornalisti. A riprova che è stato un processo carico di tensione. L’avvocato delle vittime, Robert Richter, nell’arringa finale ha messo in evidenza che si tratta di punire uno degli uomini della Chiesa più potenti. Il procuratore ha fatto notare al giudice che non c’è alcuna evidenza per dire che Pell è stato preso di mira per colpire appositamente la Chiesa.

Il cardinale, da quando è tornato in patria per essere il processo, ha mantenuto un profilo molto basso. Si è sempre presentato in aula un po’ emozionato, vestito con il clergyman. Il caso giudiziario è stato al centro di molte riflessioni sulla linea anti pedofilia della Chiesa e di Papa Francesco. In Australia la Royal Commission che ha indagato a lungo sul fenomeno della pedofilia ha rivelato che almeno il 7 per cento dei preti cattolici hanno abusato di bambini negli ultimi decenni.

di Franca Giansoldati – Il Messaggero

pubblicato da sacerdotisposati@alice.it il 30 Aprile 2018 ore 21.04

“Mi trova una colf gratis?”, bufera social su Fico

Auto blu e colf in nero“, “E bravo onorevole….onestà onestà e poi sfrutta e paga in NERO una poveretta approfittando del suo bisogno di lavorare”, “Ma almeno un po’ ti vergogni?? Dimettiti e vai a lavorare”. Il presidente della Camera Roberto Fico finisce nella bufera social dopo un servizio delle Iene, andato in onda ieri sera, in cui il pentastellato viene accusato di pagare una colf senza contratto nell’abitazione della sua fidanzata, a Napoli. Accusa che il presidente della Camera respinge con fermezza. “È una vicina, è una carissima amica sua e si aiutano a vicenda“, ha ribattuto Fico, smentendo l’esistenza di un rapporto di lavoro. Una versione che, a giudicare dai commenti, non è piaciuta a tanti utenti della Rete.

Il cosiddetto ‘popolo del web’ non fa sconti: “Guadagni una barca di soldi, 1000 euro per un lavoro full time ad una povera ragazza li potevi pure dare con contratto… e poi fai l’onesto che va in pullman?“, attacca un internauta, “Sei uguale a tutti gli altri”, lamenta un altro, chiedendo “dimissioni subito“. E ancora, c’è chi si dice “pentito di aver votato il M5S”, chi dà la colpa alla “mentalità napoletana” perché “a Napoli così si fa” e chi, invece, preferisce commentare la vicenda con un pizzico di ironia: “Senta, mi trova un’amica per mia moglie che l’aiuti gratis nelle faccende domestiche?”. E c’è anche chi, infine, osserva disilluso: “La legge non vale per i ricchi e potenti. Per loro sempre deroghe e occhi chiusi”.

adnkronos

Forza Italia chiede le dimissioni di Fico per il caso della colf in nero, i 5 Stelle lo difendono

La vicenda della presunta colf di Roberto Fico accende il dibattito in Parlamento. Sono soprattutto parlamentari di Forza Italia a chiedere un chiarimento sulla questione dei contributi, ventilando anche la necessità delle dimissioni della terza carica dello Stato qualora certe accuse venissero confermate dai fatti.

Alcuni eletti del Pd – dopo l’ex segretario dem Matteo Renzi ieri sera – vogliono invece che il presidente della Camera venga in Aula a chiarire quanto sollevato dal programma di Mediaset ‘Le Iene’. Una possibilità inesistente nel regolamento di Montecitorio, a meno che Fico non decida di fare spontaneamente un intervento. Il leader degli ortodossi M5S per ora non vuole aggiungere nulla a quanto detto all’inviato della trasmissione.

La colf sarebbe in realtà un’amica della compagna di Fico, Yvonne De Rosa. E questo aspetto, si spiega in ambienti del movimento 5 stelle, dà una chiave di lettura e dei contorni ben precisi alla vicenda.

La difesa del Movimento é affidata ai capigruppo cinquestelle di Camera e Senato. “Esprimiamo la nostra solidarietà al Presidente Roberto Fico, in queste ore oggetto di strumentali attacchi politici privi di fondamento – affermano Giulia Grillo e Danilo Toninelli -. Non abbiamo nessun dubbio sulla sua condotta e sulla sua correttezza”. Il caso si intreccia con la formazione del nuovo governo, del quale Fico è stato protagonista con il secondo mandato esplorativo in direzione M5S-Pd.

“Predicavano maluccio e razzolano peggio – dice il senatore azzurro Maurizio Gasparri -. Fico, dismessi da poche ore i cordoni-scorta, che con decine di poliziotti e carabinieri accompagnavano le sue blindatissime passeggiate, in pochi giorni colleziona una seconda figuraccia”. A invocare le dimissioni, nel caso Fico abbia mentito, sono tra gli altri i parlamentari azzurri Maria Rizzotti, Massimo Mallegni e Paolo Zangrillo.

Se la cava con l’ironia Alessia Morani del Pd: “Quando Di Maio dice ‘la pagheranno’ (il Pd, ndr) allude alla colf di Fico”. Ma dai dem è stato ieri sera Renzi in tv a chiedere a Fico di chiarire nell’Aula della Camera. “Non puoi dire io facevo beneficenza e lei si sdebitava”, ha detto l’ex segretario, secondo il quale se la vicenda è vera è “grave”.

https://www.huffingtonpost.it

Fico e la colf, i doveri di un presidente della Camera. La verità, qualunque essa sia, senza preoccuparsi delle sue conseguenze

Tra accuse sballate al suo successore Paolo Gentiloni (“il Paese dal 4 dicembre del 2016 è bloccato”) e proposte di nuove riforme costituzionali già clamorosamente bocciate dalla maggioranza degli italiani, Matteo Renzi una cosa giusta da Fabio Fazio l’ha detta: il presidente della CameraRoberto Fico, deve davvero spiegare la questione della colf (per lui “un’amica della compagna”) che lavora nella casa della fidanzata in cui lui soggiorna ogni settimana da anni quando è a Napoli.

Le versioni diametralmente opposte offerte alle telecamere de Le Iene dalla ragazza (“ho un contratto regolare”) e da Fico meritano un chiarimento. Non solo perché chi ricopre cariche istituzionali tanto importanti ha il dovere di dare sempre il buon esempio e di non mentire (se mai Fico lo ha fatto), ma anche perché è facile prevedere che, in assenza di una parola definitiva, questa storia nei prossimi giorni finirà per provocare l’intervento dell‘Ispettorato del lavoro e delle autorità previdenziali.

Fingere che tutto verrà dimenticato non è giusto e soprattutto non serve: perché senza rapide decisioni la questione della presunta colf in nero diventerà un vulnus per la credibilità di Fico e finirà per provocare un grave danno al suo Movimento.

Certo, lo sappiamo. La vicenda, anche se fosse definitivamente accertata, è di per sé minima. Gli italiani che hanno colf prive di contratto regolare sono centinaia di migliaia. A spingerli a non regolarizzare a volte sono le stesse collaboratrici domestiche e molto più spesso norme farraginose a cui si aggiungono costi sproporzionati. Ma Fico milita in una forza politica che da sempre sostiene di combattere ogni irregolarità ed abuso. E che soprattutto ha fatto della trasparenza uno dei suoi principi fondanti. Se non si arriverà a un punto definitivo, questa storia verrà rinfacciata dagli avversari ai pentastellati in ogni dibattito pubblico e finirà per provocare loro una grave perdita di consensi.

I Cinque stelle da pochi mesi hanno un nuovo statuto che ha introdotto il collegio dei probiviri. A essi spetta il compito di accertare come stanno le cose, marcando la differenza rispetto a chi spesso chiude non un occhio, ma due, davanti a comportamenti eventualmente censurabili dei suoi esponenti più importanti. Va detto però che la questione, oltre che spinosa dal punto di vista etico-politico, è umanamente molto delicata. Selvaggia Lucarelli su twitter ha spiegato che la compagna di Fico, proprietaria della casa, “è malata di una malattia che a Le Iene purtroppo conoscono”, mentre il presidente della Camera non ha residenza a Napoli, ma a Roma, dove ha assunto regolarmente una colf.

Ma al di là di tutto il problema resta. E per risolverlo non basta ricordare che Le Iene hanno come editore il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, o che qualche anno fa i vertici di Mediaset impedirono al programma di mandare in onda un servizio sulle note spese di Renzi. Per chi fa politica e vuole essere il nuovo, la via maestra è invece una sola: la verità, qualunque essa sia, senza preoccuparsi delle sue conseguenze.

Il Fatto Quotidiano

Sangue infetto, 400 mila euro a eredi

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(ANSA) – NAPOLI, 30 APR – Lo Stato dovrà pagare 400mila euro alle eredi di una donna di Arzano (Napoli) che, nel 1992, contrasse l’epatite C in seguito a una trasfusione di sangue infetto. È quanto stabilito dal Tar Campania che, confermando la sentenza di primo grado del Tribunale di Napoli, ha condannato il ministero della Salute al risarcimento della somma. La donna – secondo la ricostruzione fornita da fonti della difesa – venne ricoverata in una casa di cura di Napoli dove fu sottoposta alla somministrazione di sacche di sangue. In seguito a tali trattamenti sarebbe stata a contagiata da HCV epatite virale di tipo C.
La commissione medica del Ministero della Difesa di Napoli a seguito dell’istanza presentata dalla stessa accertò nel 2004 il nesso di causalità tra le emotrasfusioni praticate e l’epatopatia da virus C. In seguito all’aggravamento di questa patologia il 9 novembre 2005 la donna morì. I suoi eredi nel 2006 conferirono incarico all’avvocato Maurizio Albachiara.

Pd: Franceschini, Renzi irrispettoso E’ diventato un Signorno’, diserta discussioni collegiali

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(ANSA) – ROMA, 30 APR – “E’ arrivato nel Pd il tempo di fare chiarezza. Dalle sue dimissioni Renzi si è trasformato in un Signornò, disertando ogni discussione collegiale e smontando quello che il suo partito stava cercando di costruire. Un vero leader rispetta una comunità anche quando non la guida più”. Lo scrive su Twitter Dario Franceschini riferendosi alle affermazioni di Matteo Renzi.

Francia: da caldo a neve in pochi giorni In Normandia da 27 gradi a -3 in una settimana

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Tempo pazzo in Francia. Nel giro di una settimana, le spiagge della Normandia sono passate da scenari estivi a quelli di un rigido Natale.
Se martedì scorso, infatti, la costa normanna è stata presa d’assalto da migliaia di persone in occhiali da sole e costume da bagno per una prima tintarella di stagione, da questa mattina è invece stretta nella morsa del freddo con il ritorno della neve, un vento glaciale, e una temperatura percepita di -3 gradi contro i 27 della settimana scorsa. Ma da ieri il clima uggioso e freddo è tornato anche a Parigi dopo circa una decina di giorni di clemenza.
Sei dipartimenti del nord del Paese, il Nord, Pas-de-Calais, la Seine-Maritime, l’Eure, la Somme e il Calvados sono stati piazzati in allerta arancione per rischio piogge e inondazioni.

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Svizzera: 4 alpinisti morti sulle Alpi, 5 feriti gravi

Svizzera: 4 alpinisti morti sulle Alpi, 5 feriti gravi © ANSA

Quattro persone sono morte e altre cinque sono rimaste ferite gravemente sulle Alpi Svizzere, dopo aver trascorso la notte al gelo. Lo ha reso noto la polizia del cantone Vallese. I soccorritori hanno trovato stamane il gruppo, formato da 14 alpinisti di nazionalità italiana, francese e tedesca.

Tre delle quattro vittime sono decedute dopo l’arrivo in ospedale, cinque sono tra la vita e la morte. Gli altri soffrono di leggera ipotermia ma non sono in pericolo. Lo riportano i media locali.

L’operazione di salvataggio è partita dopo un allarme lanciato verso le 6.30. Sette gli elicotteri impiegati. Il gruppo di 14 alpinisti si trovava sull’Haute Route Chamonix-Zermatt, ma è stato sorpreso da una bufera che ha impedito loro di raggiungere il rifugio, riferisce Rsi. Uno di loro è stato trovato già morto. Verso le 12.30 tutti gli alpinisti sono arrivati negli ospedali del Canton Vallese, Berna e Losanna. La polizia ha istituito una linea di assistenza per stabilire contatti con le famiglie.

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Alpinista italiano muore sull’Himalaya Simone La Terra stava scalando il Dhaulagiri

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(ANSA) – MANTOVA, 30 APR – L’alpinista Simone La Terra, 36 anni, di Castiglione delle Stiviere (Mantova), è morto mentre in Nepal stava scalando il Dhaulagiri, una delle vette dell’Himalaya. Lo scrive l’Himalayan Times. La Terra, dice il giornale nepalese, era scomparso da ieri mattina.
Il suo corpo è stato recuperato da una squadra di soccorritori questa mattina a 6.100 metri di quota, mentre la sua tenda è stata trovata spazzata via dal vento. La salma è stata portata al Tribhuvan University Teaching Hospital di Kathmandu.

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Governo, tensione alle stelle nel Pd. Martina: ‘Così rischiamo l’estinzione’

Pd: Martina, impossibile guidare in queste condizioni © ANSA

Tensione alle stelle nel Pd dopo la presa di posizione di ieri di Matteo Renzi a ‘Che tempo che fa’. Il segretario reggente, Maurizio Martina va all’attacco. “Ritengo – dice – ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito. Così un partito rischia solo l’estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società”. “Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema”, aggiunge.

“In queste ore – afferma Martina – stiamo vivendo una situazione politica generale di estrema delicatezza. Per il rispetto che ho della comunità del Partito Democratico porterò il mio punto di vista alla Direzione Nazionale di giovedì che evidentemente ha già un altro ordine del giorno rispetto alle ragioni della sua convocazione. Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema”. “Ritengo ciò che è accaduto in queste ore grave – aggiunge – nel metodo e nel merito. Così un Partito rischia solo l’estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società; si smarrisce l’impegno per il cambiamento e non si aiuta il Paese. Per questo continuo a pensare che il Pd abbia innanzitutto bisogno di una vera ripartenza su basi nuove”, conclude Martina.

Intanto Luigi Di Maio, in un video su Facebook propone a Matteo Salvini di chiedere al Quirinale di andare a votare a giugno. Mentre Silvio Berlusconi, dopo il risultato del Friuli Venezia Giulia ribadisce l’ipotesi di un governo di centrodestra.

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L’analisi / 29 aprile – Mattarella elabora piano B, Finanziaria e poi scioglie

Si attende senza troppe aspettative lo sviluppo di un’intesa tra Movimento Cinque stelle e Pd ma si inizia a dar forma mentale al piano B: un Governo di tregua per salvare almeno la Legge di Bilancio 2019. Sergio Mattarella è silente in questi giorni di ponti festivi: osserva preoccupato i farraginosi movimenti dei Dem conscio che anche se si aprisse un tavolo di trattativa sul programma – come ha chiesto anche Luigi Di Maio – un esecutivo M5s-Pd avrebbe sempre una maggioranza ad alto rischio di caduta. Con il passare dei giorni e l’alzarsi delle temperature estive il dibattito politico si concentra su come uscire dall’emergenza. Si moltiplicano idee più o meno fantasiose che vanno dalla semplice modifica della legge elettorale fino a improbabili suggestioni di riforme costituzionali. Come ad esempio quella tornata a circolare nel centrodestra di un Governo costituente che possa portare l’Italia a una forma di semi-presidenzialismo. Ma al Quirinale restano con i piedi per terra.

Di fatto archiviata per la scadenza dei tempi tecnici l’ipotesi di nuove elezioni già a giugno, sul tappeto restano ora due soluzioni d’emergenza. La prima è, appunto, quella di un Governo di tregua (o del Presidente, se preferite) guidato da una personalità terza, fuori dalla politica, capace di coagulare largo consenso con obiettivi minimi ma sufficienti per non svegliare speculazioni finanziarie sull’Italia. E’ evidente – e questa è la principale preoccupazione del Capo dello Stato – che questo esecutivo dovrà varare una Finanziaria, evitando che scattino le clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento automatico dell’Iva. Altrettanto evidente che un Governo di tregua debba “vivere” almeno fino alla fine dell’anno. Si tratta comunque di pochi mesi. Che potrebbero essere usati per modificare il Rosatellum. Anche se la logica dice che trovare un accordo all’interno di un Governo di tregua su una materia così sensibile rasenta la fantascienza.

La seconda soluzione resta a metà tra la volontà del Colle e quella delle forze politiche: andare a elezioni a fine settembre o all’inizio di ottobre. Soluzione spericolata, mai sperimentata in Italia, ma del tutto legittima anche se costringerebbe gli italiani ad avvelenarsi parte delle ferie con i fumi tossici di una nuova campagna elettorale. Dando per scontato (e non lo è per nulla) che questa nuova chiamata alle urne porti a una maggioranza chiara, se si mettesse il turbo a tutte le procedure teoricamente il nuovo esecutivo potrebbe anche varare la Finanziaria 2019. Ma tutti i sondaggi escludono che lo spostamento di voti tra i tre schieramenti sarà tale da modificare gli attuali rapporti di forza. All’interno di questa seconda strada che riporta l’Italia al voto a ottobre si può inserire una variabile importante.

Quale Governo infatti potrebbe guidare questa corsa estiva alle elezioni? Mattarella potrebbe formare un Governo di tregua e mandarlo alle Camere. Ove fosse sfiduciato – per esempio se Lega e M5s votassero contro – sarebbe questo Governo a portare alle elezioni di ottobre. A meno che Lega e M5s trovino un accordo per fare una modifica alla legge elettorale: in questo caso avrebbero ampi margini per portare avanti il nuovo sistema a colpi di fiducia.

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La luce intrappolata in un atomo Racchiusa nel grafene. Verso sensori piu’ potenti

Intrappolata in un atomo, la luce si prepara a gettare le basi per costruire dispositiviancora piu’ miniaturizzati e sensori molto piu’ potenti. Particelle di luce sono infatti state imprigionate nel grafene, il materiale del futuro e sottile come un atomopremiato con il Nobel per la fisica. Pubblicato sulla rivista Science, il risultato e’ stato ottenuto in Spagna, nell’Istituto di scienze fotoniche (Icfo) di Barcellona. La ricerca e’ stata condotta in collaborazione con l’universita’ portoghese di Minho, l’americano Massachusetts of Technology (Mit) e alcuni dei centri coinvolti nel progetto Grafene promosso dalla Commissione Europea.

“Avere raggiunto il limite estremo del confinamento della luce potrebbe portare a nuovi dispositivi di dimensioni minuscole e senza precedenti“, ha rilevato uno dei responsabili del Progetto grafene, Andrea Ferrari. Il risultato e’ una prova di principio, unprimo passo verso dispositivi sempre piu’ piccoli in grado di guidare e controllare la luce. “Il grafene ci sorprende: nessuno pensava che sarebbe stato possibileconfinare la luce in un singolo atomo e adesso diventano possibili nuove applicazioni”, ha detto il coordinatore della ricerca, Frank Koppens.

Il minuscolo dispositivo di grafene e’ stato ottenuto alternando diversi strati di un materiale isolante come il nitruro di boro e di grafene, che e’ in grado di guidare la luce sotto forma di plasmoni, ossia oscillazioni di elettroni che interagiscono molto con la luce.

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Governo, Di Maio a Salvini: ‘Chiediamo al Quirinale il voto a giugno’

Luigi Di Maio  a 'Porta a Porta' in una foto d'archivio © ANSA

“A questo punto non c’è altra soluzione, bisogna tornare al voto il prima possibile, poi ovviamente deciderà il presidente Mattarella. Tutti parlano di inserire un ballottaggio nel sistema elettorale ma il ballottaggio sono le prossime elezioni quindi io dico a Salvini, andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo questo secondo turno a giugno. Facciamo scegliere i cittadini tra rivoluzione e restaurazione”. Lo afferma il leader M5S Luigi Di Maio su Facebook.

 “Il M5S – ha detto Di Maio – in modo serio si è impegnato totalmente per rispettare il voto dei cittadini. Visto che abbiamo ottenuto un risultato straordinario ma non abbiamo ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi non ho mai pensato che sarebbe stato facile ma non avrei mai immaginato che sarebbe stato impossibile: è vergognosa la maniera in cui tutti i partiti stanno pensando tutti al proprio orticello e alle poltrone”.

“In queste settimane – ha detto il leader M5s – alcuni ci hanno criticato per aver provato a firmare un contratto di governo con gli uni o con gli altri. Io quest’azione la rivendico, il M5S è post ideologico, le nostre idee non sono né di destra né di sinistra, le idee o sono buone o sono cattive. E avevamo tutta l’intenzione di portare a casa il risultato, lo abbiamo dimostrato concentrando il dibattito sui temi e non sulle poltrone”.

“Questa è una legge elettorale assurda (voluta dal Pd e dal centrodestra) che permette anche a forze che perdono le elezioni come Forza Italia e Fdi di rivendicare una pseudo-vittoria in nome di una coalizione di comodo. In ogni caso, come avevo detto e ripetuto più volte in campagna elettorale, visto che abbiamo ottenuto un risultato straordinario ma non abbiamo ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ci siamo rivolti alle forze politiche per far partire un governo di cambiamento sulla base di un contratto che comprendesse i temi prioritari per gli italiani”, spiega Di Maio.

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MIGRANTI: 9.467 SBARCATI NEL 2018, -75% RISPETTO AL 2017

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VIMINALE, CONTINUA IL CALO PER IL DECIMO MESE CONSECUTIVO Continua il calo degli sbarchi per il decimo mese consecutivo. Lo indicano i dati aggiornati del Viminale. Ad aprile sono arrivati 3.171 migranti, il 75,5% in meno rispetto all’analogo mese del 2017 quando ne erano sbarcati 12.943. Se si fa riferimento a quelli provenienti dalla Libia la diminuzione è ancora più consistente:

-82,83% e cioè 2.129 sbarcati dall’1 al 30 aprile 2018 rispetto ai 12.401 dell’analogo periodo del 2017. Dall’1 gennaio al 30 aprile 2018 i migranti sbarcati sono stati complessivamente 9.467, il 74,6% in meno rispetto al 2017. (ANSA).

FRENA L’INFLAZIONE AD APRILE, +0,5 GRAZIE A LUCE E GAS

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CARRELLO DELLA SPESA SALE A +1,5%, RINCARO TRIPLO SU MARZO Frena ad aprile l’inflazione che ha fatto registrare un +0,5% annuo, in netto rallentamento rispetto a marzo (+0,8%). Lo rileva l’Istat nelle stime preliminari, registrando un rialzo mensile dello 0,1%. L’Istituto spiega come il passo indietro sia dovuto principalmente ‘all’inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici regolamentati’, con il deciso ribasso delle bollette di luce e gas. In controtendenza invece il ‘carrello della spesa’ che a marzo segna un rincaro dell’1,5% su base annua, più che triplo rispetto a quello di marzo (+0,4%).

AFFONDA L’ACCORDO PD-M5S, DI MAIO ANNUNCIA NOVITA’

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MINORANZA DEM ATTACCA. SALVINI, ANDIAMO A GOVERNARE Matteo Renzi ha chiuso la porta all’intesa di Governo fra M5s e Pd, e non si fa attendere la reazione del leader dei Cinquestelle Di Maio che ieri a caldo ha criticato l”ego smisurato’ dell’ex segretario Dem e poi ha annunciato ‘novità’ in una diretta su Facebook prevista alle 14. La minoranza Dem si ribella: ‘Renzi è fermo al 4 dicembre del 2016 – dice Boccia – Facciamo decidere al partito, altrimenti i deputati sembrano soldatini’. Il centrodestra si rilancia in chiave di governo anche alla luce del risultato in Friuli Venezia Giulia. Lo stesso Fedriga dice: ‘Col M5s si può ragionare’ e Salvini su twitter afferma: #andiamoagovernare, io sono pronto!’.

FEDRIGA VINCE IN FRIULI VENEZIA GIULIA, LEGA PRIMO PARTITO

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PER IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA IL 56,86%, ‘ORA AL LAVORO’ Il candidato del centrodestra Massimiliano Fedriga è il nuovo governatore del Friuli Venezia Giulia. L’esponente della Lega ha ottenuto il 56,86% delle preferenze dopo lo spoglio delle schede in 1.065 sessioni su 1.369: un risultato non più in discussione tanto che il candidato del centrosinistra Bolzonello lo ha chiamato per ammettere la sconfitta e complimentarsi. Lo stesso Fedriga su Facebook ha ringraziato ‘la mia gente e la mia terra’ ed ha promesso: ‘Ora al lavoro ascoltando e costruendo, con l’onore e l’onere di dare risposte rispetto alla precedente amministrazione’. Auguri a Fedriga anche dal governatore del Veneto Zaia che gioisce in chiave autonomista: ‘Insieme faremo grandi cose’. La Lega si afferma come primo partito nella Regione (33,94% con metà delle schede scrutinate), male il M5s.

MIGRANTI: 9.467 SBARCATI NEL 2018, -75% RISPETTO AL 2017

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VIMINALE, CONTINUA IL CALO PER IL DECIMO MESE CONSECUTIVO Continua il calo degli sbarchi per il decimo mese consecutivo. Lo indicano i dati aggiornati del Viminale. Ad aprile sono arrivati 3.171 migranti, il 75,5% in meno rispetto all’analogo mese del 2017 quando ne erano sbarcati 12.943. Se si fa riferimento a quelli provenienti dalla Libia la diminuzione è ancora più consistente:

-82,83% e cioè 2.129 sbarcati dall’1 al 30 aprile 2018 rispetto ai 12.401 dell’analogo periodo del 2017. Dall’1 gennaio al 30 aprile 2018 i migranti sbarcati sono stati complessivamente 9.467, il 74,6% in meno rispetto ai 37.235 dello stesso periodo del 2017.

TIM: ELLIOTT, NESSUN PIANO ALTERNATIVO A QUELLO DI GENISH

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PIENO SUPPORTO ALL’AD, INCORAGGIATI DAL SUO IMPEGNO A RESTARE Il fondo Elliott conferma ‘pieno supporto’ all’Ad di Tim Amos Genish e ribadisce che ‘non c’è alcun piano alternativo’ a quello da lui costruito. ‘Elliott e i suoi candidati indipendenti sostengono Genish e sono incoraggiati dal fatto che Genish si è impegnato a restare in Tim ad eseguire il suo piano con il pieno supporto del cda, indipendentemente dalla sua composizione’, si legge in una nota. Elliott ritiene inoltre le sue proposte sullo scorporo della rete compatibili con le posizioni di Genish e si dice disponibile a subordinare il ritorno al dividendo al conseguimento dell’investment grade da parte di Tim.(ANSA).

LITE PER BOLLETTE, UCCIDE IL FIGLIO DELLA COMPAGNA

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A MONTEROTONDO, VICINO A ROMA. ARRESTATO UN 80ENNE Un uomo di 56 anni è stato ucciso, al culmine di una lite, con alcune coltellate al torace nella serata di ieri a Monterotondo, vicino Roma. Per l’omicidio i carabinieri hanno arrestato un 80enne, compagno della madre della vittima che è morta qualche tempo fa. Da una prima ricostruzione sembra che i due abbiano litigato per banali motivi, probabilmente per alcune utenze non pagate.

Duplice attacco in Afghanistan: almeno 29 morti a Kabul, anche otto giornalisti

© AP

E’ ulteriormente salito a 29 morti e 49 feriti il bilancio del duplice attentato realizzato oggi dall’Isis nel quartiere centrale di Shash Darak a Kabul, dietro l’ambasciata statunitense ed il quartier generale della Nato. Un portavoce del ministero della Sanità ha precisato che le vittime ed i feriti sono stati trasferiti negli ospedali di Wazir Akbar Khan e Emergency.
Nel duplice attacco sono morti almeno otto giornalisti, e altri sono rimasti feriti.
L’Isis ha rivendicato il duplice attentato. In un comunicato pubblicato attraverso la sua agenzia di stampa Amaq si assicura che l’operazione ha causato “fra 90 e 100 morti”.

Sono almeno otto i giornalisti, fotografi e cameramen morti oggi nel duplice attentato realizzato nel centro di Kabul. Lo riferisce il Comitato per la sicurezza dei giornalisti afghani (Ajsc). Nel suo comunicato l’Ajsc precisa che altri sei operatori dei media sono rimasti feriti. Media internazionali sottolineano che la seconda esplosione mirava in particolare ad uccidere i cronisti accorsi per coprire la prima. Nella seconda esplosione sonomorti anche molti soccorritori.

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Coree: dal 5 maggio stesso fuso orario

 © EPA

(ANSA) – PECHINO, 30 APR – Il Presidium della Suprema assemblea del popolo nordcoreana ha adottato oggi il decreto di “revisione del fuso orario di Pyongyang” uniformandolo a quello di Seul dal 5 maggio. Lo riporta la Kcna ricordando che rispetto al meridiano di Greenwich ci saranno non più 8 ore e mezzo, come era in vigore dal 15 agosto 2015, ma 9 ore per “unificare gli orari di Nord e Sud”. A governo e parti rilevanti “l’obbligo di rendere effettivo il decreto”. Ieri Seul ha anticipato il piano sul cambio espresso da leader Kim Jong-un nel summit di venerdì.

Accademia Nobel, principessa molestata Testimoni inchiodano fotografo, premio Letteratura a rischio

 © EPA

(ANSA) – ROMA, 29 APR – Si allarga lo scandalo molestie sessuali all’Accademia che assegna il premio Nobel per la letteratura tanto da mettere a rischio quest’anno, per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, l’assegnazione del premio. Il fotografo francese al centro del caso è adesso accusato di aver “palpeggiato” la principessa Victoria, erede al trono di Svezia. Lo riporta il quotidiano svedese Svenska Dagbladet citando tre testimoni. Il fatto risale al 2006, durante un evento all’Accademia. Stando alla ricostruzione della stampa Jean-Claude Arnault, sposato con una dei membri dell’Accademia, ha palpeggiato la principessa soccorsa dall’intervento di una delle sua assistenti che si è “lanciata sul fotografo e lo ha allontanato con la forza”. La famiglia reale non ha commentato le accuse ma ha pubblicato un comunicato di sostegno generale al movimento anti-abusi #metoo.

Missili contro basi militari, almeno 40 morti in Siria Media, lanciati da basi Gb e Usa in Giordania, 60 feriti

Soldati ad Aleppo, FOTO ARCHIVIO © ANSA

Almeno 40 persone sono morte e altre 60 sono rimaste ferite in seguito ad attacchi missilistici la notte scorsa contro postazioni militari nel nord della Siria: lo riporta l’agenzia di stampa iraniana ISNA, che cita fonti straniere, sottolineando che tra le vittime ci sono anche 18 iraniani. I missili hanno colpito basi militari ad Hama e ad Aleppo. Secondo i media ufficiali siriani gli attacchi sono partiti da basi britanniche e statunitensi nel nord della Giordania e durante le operazioni sono stati lanciati 9 missili balistici.

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Di Maio: ‘Da Renzi ego smisurato, noi ci abbiamo provato’. L’appello ai Dem Lettera al Corriere, i punti in comune: dal lavoro alla povertà all’immigrazione

Luigi di Maio © ANSA

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“Il Pd non riesce a liberarsi di Renzi nonostante l’abbia trascinato al suo minimo storico prendendo una batosta clamorosa. Altro che discussione interna al Pd. Oggi abbiamo avuto la prova che decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato”. Lo scrive il capo politico M5S Luigi Di Maio in un post su facebook. E Di Maio aggiunge: “Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un Governo nell’interesse degli italiani. Il pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno”.

Renzi-Di Maio, è scontro. Salta ipotesi alleanza Pd-M5S

Ex segretario del Pd. ‘Chi ha perso le elezioni non può andare al governo’. ‘Sì a incontrare Di Maio ma non gli voto fiducia. Apre però alla riforma elettorale. Ira del capo politico dei pentastellati

L'ex segretario del Pd Matteo Renzi © ANSA

Matteo Renzi ospite a Che tempo che fa. “Il titolo di domani dovrebbe essere quello di tutti i giorni – ha detto l’ex segretario del Pd -: siamo seri, chi ha perso le elezioni non può andare al governo. Non possiamo far passare il messaggio che il 4 marzo sia stato uno scherzo. Il Pd ha perso: tocca a Salvini e Di Maio a governare. Non possiamo rientrare dalla finestra come un gioco di palazzo” o con decisioni “dei caminetti romani”.

Ira del capo politico dei pentastellati: ‘Da Renzi ego smisurato, noi ci abbiamo provato’

“Incontrarsi con Di Maio sì, votare la fiducia a un governo Di Maio no. Anche per rispetto per chi ci guarda da casa, la gente sennò poi non crede più alla democrazia”, ha aggiunto.

“Incontrarsi è un bene, sempre – ha spiegato Renzi a Che tempo che fa -. Si parlano le Coree, si possono parlare Cinque stelle e Pd, Cinque stelle e Lega. Penso che incontrarsi con Di Maio sia un fatto normale, naturale, come con altri leader. Secondo me andrebbe fatto in streaming l’incontro. Così vediamo se hanno cambiato idea su vaccini tav reddito di cittadinanza. Però le elezioni le hanno vinte loro”.

“Su 52 senatori Pd, almeno 48 devono votare a favore. Io di disponibili alla fiducia a Di Maio non ne conosco uno”. Lo dice l’ex segretario del Pd Matteo Renzi a Che tempo che fa.

“O fanno il governo i populisti” Di Maio e Salvini “che hanno vinto o facciano loro una proposta di riforma costituzionale”, ha detto ancora Renzi. “Dal 4 dicembre 2016 questo Paese è bloccato: su questo si poteva fare un governo insieme. Da quel momento l’Italia non è più in grado di avere un sistema efficace ed efficiente. Non era un referendum sui poteri di Renzi ma sul futuro dell’Italia. E’ un contrappasso dantesco. Salvini e Di Maio avrebbero avuto interesse a farsi un ballottaggio”.

O M5s e Lega fanno il governo” o “scriviamo le regole insieme“: legge elettorale e una riforma costituzionale per “fare iniziale davvero la terza Repubblica” perché con due Camere “il ballottaggio non è possibile”, ha detto ancora Renzi. “M5s e Lega scrivetele voi le regole: noi da subito vi diciamo che a meno che non propongano la dittatura, siamo pronti a sederci e dire che va bene”. “Un anno, due anni, un anno e mezzo. Con quale governo? Deciderà il presidente della Repubblica quale la forma migliore”.

“Se si torna a votare non so se prendono più voti di prima – ha aggiunto l’ex segretario del Pd -. Se si dovesse tornare a votare sarebbe un gigantesco schiaffo ai cittadini perché quelli che hanno detto ‘abbiamo vinto’ non sono stati in grado di non fare niente. Perché c’è uno che ha detto ‘o faccio il premier io o niente’…”.

Bugani, Renzi arrogante, se attacca sbanda  – “Quando vuol far ridere, sbaglia la battuta. Quando vuol fare lo statista, pecca di arroganza. Quando vuol fare il realista, emerge un finto modesto. Quando vuol giocare in attacco, sbanda in curva. Quando vuol ribaltare la frittata, gli cadono le uova sui piedi”. Lo scrive, in un post su facebook Massimo Bugani – consigliere comunale M5S di Bologna, membro dell’associazione Rousseau e tra gli esponenti più vicini ai vertici del Movimento – commentando, senza citarlo direttamente, le parole di Matteo Renzi in tv.

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Meteo errato, Sanremo vuol fare reclamo

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“Chiederò già domani agli uffici comunali di inoltrare un reclamo formale ai siti in questione e allo stesso tempo chiederò anche di valutare di possibilità di inserire sui nostri canali turistici web uno spazio meteo a cura di meteorologi locali, così da poter offrire al turista previsioni più accurate per quanto concerne il nostro territorio”. Lo ha detto il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri intervenendo su alcune errate previsioni meteo per questo weekend, che hanno messo in allarme i turisti per la pioggia, quando invece è stato un fine settimana sereno e caldo. “Almeno due diversi siti venerdì – ancora Biancheri – nel giorno in cui le persone si apprestavano a organizzare il weekend e il ponte festivo, indicavano queste previsioni meteo per Sanremo: pioggia ieri, temporali oggi. Inutile dire che si è trattato di due previsioni meteo del tutto sbagliate, superficiali e dannose”.

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Meteo: primo Maggio a rischio pioggia al centro nord

Si prospetta un primo maggio incerto in molte regioni del centro nord. Lunedì discreto, secondo le previsioni meteo, poi una perturbazione raggiungerà rapidamente l’Italia portando precipitazioni soprattutto al Centro. Successivamente il periodo sarà  molto instabile. Una circolazione depressionaria tenderà infatti a isolarsi sull’Italia nel corso della nuova settimana.

“Avremo tempo inizialmente soleggiato nella giornata di lunedì, ma con nubi in rapido aumento e piogge sparse su alcune regioni in vista del primo Maggio” conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Fabio Da Lio. “Ombrelli a portata di mano dunque nel corso di martedì soprattutto su Sardegna e regioni tirreniche centrali, ma poi anche al Nordovest, sull’Emilia e il versante adriatico entro la serata. Più soleggiato invece al Sud, specie sulla Sicilia e i settori ionici”.

“A partire da mercoledì il tempo sarà fortemente instabile sull’Italia” – prosegue Da Lio di 3bmeteo.com – “con piogge e temporali frequenti, seppur alternati a qualche schiarita.” Andrà infatti approfondendosi un’area di bassa pressione che insisterà per qualche giorno sul nostro Paese, mantenendo condizioni di diffusa instabilità con locali episodi di maltempo, anche intenso ed un abbassamento delle temperature.

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