Celibato dei preti incongruo. Meglio i preti sposati. Parola di psicologo!

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Preti Sposati

Tra vocazione e sublimazione, la severa richiesta della castità

Caro dottore, ho ascoltato una storia che mi ha molto colpita: una donna sposata ha avuto una relazione extraconiugale, l’amante era un prete. Non mi interessano tanto riflessioni sul tradimento, ma mi suggestiona la figura del sacerdote. È giusto e tollerabile chiedere a un sacerdote di rinunciare ad avere rapporti sessuali? A me sembra contro natura e che nei migliore dei casi, – quando non succede di peggio – non mi sorprende che questi si trovi un’amante.
Maria S.

Risposta di Enrico Ravaglia – in https://www.ravennaedintorni.it/blog/la-posta-del-cuore/vocazione-sublimazione-la-severa-richiesta-della-castita/

Cerco di risponderle concentrandomi solo sull’aspetto psicologico, di mia competenza. Sulla dimensione spirituale e sul tema della vocazione, non mi sento preparato al punto da esprimere giudizi. Sono d’accordo con lei. Aldilà delle ragioni teologiche, non c’è dubbio che la chiesa chieda molto ai sacerdoti. La castità, ma aggiungerei io, la richiesta, forse ancora più pesante, di non instaurare un rapporto di tipo affettivo, amoroso con una persona è un richiesta davvero severa.

Dico severa ma è un eufemismo, perché forse l’aggettivo più adatto è incongrua, se non addirittura incompatibile rispetto a quella che è la natura umana. In psicologia si parla di relazioni oggettuali, di oggetto.
Cosa sono? Un oggetto, inteso in senso psicologico è qualsiasi cosa che entra in relazione con la persona. Può essere un oggetto inanimato come una tavolo, ma anche un costrutto mentale, oppure un’altra persona. Poi per relazioni oggettuali si intendono appunto i rapporti che un individuo ha con tutto ciò che non è sé stesso, con il mondo esterno.

Per farla breve. Al sacerdote è richiesto di rinunciare a tutto un fronte delle relazioni oggettuali. Quelle che hanno a che fare con la relazione affettiva amorosa, alla sessualità, intesa, oltre che come normale e naturale esigenza fisiologica, anche come scambio relazionale. O meglio, gli è richiesto, se non di reprimerli, e posso certificare che la nostra mente va poco d’accordo con la repressione, di sublimarli. Cioè trasformarli in qualcosa d’altro.
Per sublimazione si intende «quel meccanismo che sposta la pulsione sessuale verso altre mete non sessuali, e tendenzialmente è qualcosa di alto, nobile, dal forte valore simbolico», non a caso deriva dal tardo latino “sublimàre” che significa appunto elevare in senso morale. Una dinamica che cerca appunto di dissinnescare la dimensione da cui arriva, appunto la pulsione sessuale.
In breve, ripeto che non conosco il potere della vocazione, ma conosco i limiti della sublimazione. E non stupiscono neppure me i fatti a cui lei ha fatto riferimento nella sua lettera.

Salvavita. Da oggi eCall obbligatorio in auto: chiama il 112 in caso di incidente

Da oggi eCall obbligatorio in auto: chiama il 112 in caso di incidente

Una chiamata allunga la vita. Soprattutto se è automatica e scatta in caso di incidente automobilistico, quando guidatore o passeggeri sono magari incoscienti o impossibilitati a muoversi. Dimezzando i tempi di interventodei soccorsi, infatti, diminuisce anche il numero delle vittime. E’ la rivoluzione della sicurezza stradale che scatterà da oggi, 31 marzo, data a partire dalla quale tutte le auto nuove saranno dotate obbligatoriamente del nuovo sistema salvavita eCall. Grazie alle nuove regole Ue i nuovi modelli di automobili e furgoni fabbricati nei 28 Paesi europei dovranno essere dotati di questo dispositivo che può essere attivato tramite un tasto dagli occupanti del veicolo ma che in caso di incidente chiama anche automaticamente il 112, il numero di emergenza europeo. Entrano infatti in vigore le norme approvate nel 2015 da Parlamento e Consiglio Ue nel quadro degli interventi con cui si punta a raggiungere l’obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada tra il 2010 e il 2020.

«I tempi di intervento dei servizi di emergenza diminuiranno così del 50% nelle aree rurali e del 40% nelle aree urbane, consentendo di salvare 1.500 persone dalla morte in seguito a incidenti stradali», ha spiegato la relatrice del provvedimento, l’eurodeputata Olga Selhnalova. Nel 2016 sulle strade nell’Ue sono morte 25.500 personee 135.000 sono state gravemente ferite. Rispetto all’anno precedente il numero delle vittime è sceso solo del 2%. Tra queste rientrano principalmente i passeggeri delle auto (quasi la metà, al 46%). Pedoni, ciclisti e motociclisti tutti insieme rappresentano la stessa quota di vittime, e sono soprattutto coinvolti in incidenti nelle aree urbane. Le nuove misure dovrebbero incidere soprattutto sulla sicurezza delle strade nelle zone di campagna, che sono quelle su cui nel 2016 si sono verificati il 55% degli incidenti, contro il 37% registrato in città e l’8% sulle autostrade.

Anche la tutela della privacy pare garantita: la chiamata automatica infatti registra solo il tipo di veicolo e di carburante, la tempistica dell’incidente, la posizione esatta del veicolo e il numero di passeggeri. «Sia gli stati membri che le imprese hanno avuto abbastanza tempo per preparare infrastrutture e tecnologie, così l’eCall comincerà a lavorare immediatamente e dare benefici aumentando la sicurezza dei cittadini che viaggiano in tutta Europa», ha aggiunto Selhnalova. Nei prossimi tre anni, la Commissione europea valuterà se rendere obbligatori i dispositivi anche in altri veicoli, come bus, corriere e camion.

avvenire

Al Piccolo Teatro Studio. «Alda Merini questa sera torna sul palco e recita tra noi»

Un famoso ritratto dell'amico Giuliano Grittini

Un famoso ritratto dell’amico Giuliano Grittini

«Tutti sanno che la Merini spegneva le sigarette sul pavimento di casa e le lasciava lì, appositamente bruciate a metà. Quando volevamo fumare, camminavamo per le stanze alla ricerca di una cicca da riaccendere, entusiasti come due adolescenti, non ci interessava il pacchetto intero… Nessuno però sa perché lo faceva: negli anni del manicomio, quando non aveva una lira, nei giorni di libera uscita andava alle fermate dei tram per trovare le cicche gettate dai passeggeri, era il suo elogio alla povertà. Continuò in casa sua, le bastava chinarsi al pavimento e con quel gesto lei trovava la libertà. Quanti non capivano e pretendevano di igienizzarle la casa!».

Alda Merini, questa sconosciuta. Perché a dispetto della crescita esponenziale di estimatori, e di una fama che ne fa la poetessa più amata del ’900, solo pochi iniziati conoscono cosa si cela dietro ogni suo gesto. Chi parla, in un bar sui Navigli milanesi, è l’attore-regista-poeta cileno Manuel Serantes Cristal, dagli anni ’80 fino alla fine testimone di ogni giorno della sua vita, «ho visto con i miei occhi nascere uno a uno i suoi libri, ho visto transitare alla sua corte persone e personaggi» (l’ironia nella voce distingue i secondi dai primi), «ho conosciuto i suoi cinque veri amici e gli altri inutili cortigiani. E oggi che a nove anni dalla sua morte si è spento il rumore attorno a lei, non mi sottraggo più all’impegno di farla vivere attraverso il mio racconto-spettacolo».

L'umorismo è la vera chiave dell'animo meriniano

L’umorismo è la vera chiave dell’animo meriniano

Tra umorismo e passione

È così che nasce “Confesso che ha vissuto”, monologo di Serantes Cristal, che questa sera lo porta in scena in prima assoluta al Piccolo Teatro Studio di via Rivoli 6 a Milano (ingresso gratuito, prenotazioni www.piccoloteatro.org/it/merini), non a caso di Venerdì Santo: «Tutte le feste per lei erano periodi difficili, ma viveva soprattutto la passione di Gesù verso il Golgota, dell’Uomo che trascina la croce mentre la folla lo insulta al suo passaggio. Il grande spettacolo del dolore del mondo. Nella morte di Cristo vedeva la croce di ogni uomo oggi tradito, abbandonato, deriso e quindi anche la sua. Questa sera il mio spettacolo inizia con la Pasqua, ma in futuro ogni replica si adatterà di volta in volta al luogo e al pubblico che avrò davanti: la grandezza della Merini pretende questo, dopo di che tu attore, servo di scena, devi essere capace di farlo». Non c’è un copione scritto, infatti, ma un succinto canovaccio su cui Serantes Cristal improvvisa affidandosi alla cifra meriniana per eccellenza, «l’umorismo», mentre Arnoldo Mosca Mondadori a sua volta improvvisa melodie al pianoforte.

Alda Merini al piano nella storica casa sui Navigli

Alda Merini al piano nella storica casa sui Navigli

L’amico Arnoldo, un pianoforte, il mistero

Esattamente come avveniva nella casa sui Navigli, in Ripa di Porta Ticinese numero 47 secondo piano, quando l’amico Arnoldo suonava il piano e la voce roca della Merini creava i versi. «Così nacque Corpo d’amore. Un incontro con Gesù – ricorda Mosca Mondadori, ideatore della “Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti”, che produce lo spettacolo –. Io accendevo il registratore, mi mettevo al piano e il libro cresceva. Se non che un giorno, avendo dimenticato il registratore a casa, cercai di fermarla ma fu impossibile: lei pronunciò dieci minuti di poesia sublime, non le interessava niente trattenerla e nemmeno che fosse pubblicata… chissà dov’è andata quella poesia e come Dio l’ha usata, ma sicuramente in modi misteriosi ha alimentato l’universo».

«Mi piantò all’altare il giorno delle nozze»

Alda Merini scherza con Manuel Serantes Cristàl

Alda Merini scherza con Manuel Serantes Cristàl

La vera sfida non è raccontare Alda Merini, insomma, ma riportarla sul palco in carne ed ossa, farla agire di battuta in battuta esattamente come farebbe lei. Che rideva fino alle lacrime, con le persone che ne erano degne, e agli amici riservava il suo lato più libero e irriverente. «Doveva essere la mia testimone di nozze», continua Manuel Serantes Cristal, «ma mi ha piantato lì, non è venuta». Di questo e d’altro parlerà il monologo, e delle tante provocazioni con cui la poetessa declinava lucidamente la sua stessa follia: «Entravo, mi chiedeva di guardare “quell’uomo sull’armadio”, io alzavo gli occhi e lo guardavo davvero, la mia lealtà era totale – spiega l’attore –. Non era uno scherzo, era una cosa molto seria, la sua era immaginazione attiva: ciò che tu hai vissuto è certamente meno vero di ciò che il poeta racconta di te. Lui scrive la verità ed essa è tale anche quando non avviene. Capire la Merini è capire questo».

Via dalla pazza folla

Nato in Cile, dove i suoi genitori erano sbarcati bambini nel 1938 sulla nave “Winnipeg” carica di tremila rifugiati politici dalla guerra civile spagnola, messi tutti in salvo da Pablo Neruda (ancora la poesia nella sua vita), Manuel Serantes Cristal è poi a sua volta fuggito dal Cile di Pinochet nel 1975. «C’è un binomio di esilio e poesia nel mio destino – cantilena con l’accento sudamericano mai perduto –. Venuto al mondo grazie a Neruda, sono cresciuto sentendo recitare Federico Garcìa Lorca, grande martire della guerra civile spagnola. Quando sono scappato io dal Cile, ero già preparato, sapevo cosa vuol dire esilio, i miei nonni erano morti desiderando per quarant’anni volver, tornare». L’approdo a Milano fu una sorpresa anche per lui: «Come ogni giovane rivoluzionario aspiravo a trovare una rivoluzione per cui poter morire, ma in quegli anni erano state bandite tutte, non c’erano più, c’era il dramma di dover vivere in eterno, spariti gli ideali». Gli venne in soccorso un cameriere dei Navigli, un miscredente per cui la pazza della porta accanto era appunto una pazza che scrive poesie, «e poiché difendere un poeta è sempre una grande causa, ho voluto conoscerla. Fummo subito complici perché entrambi lontani dal mundanàl roido», il rumore mondano.

«Ero il suo avvocato del diavolo»

Non si lasciarono più, di giorno o di notte quando Merini chiamava Manuel accorreva (“È la dimostrazione che, in fondo, la persona è anche carità”, scrisse di lui la Merini in Dés Cartes) e si abbandonava all’imprevisto dei suoi umori, dei suoi discorsi solo apparentemente disordinati, nei quali però tutte le cose alla fine tornavano, trovando il nesso che le rendeva armoniche. «Con Alda Merini si va ovunque, si vola e si precipita, si dice ciò che passa per la mente, si incontra Dio e il diavolo». Uno spettacolo che voglia rendere tutto questo non può essere tradizionale, deve per forza improvvisare al momento secondo l’urgenza che arriva, ora drammatico ora assurdo, ora comico ora tragico, come faceva lei, che mai si è presentata a una serata sapendo già di cosa avrebbe parlato. «Io farò questo, voglio che le cose avvengano lì. Il che non significa non essere preparato, ma esserlo molto di più».
In trent’anni di simbiosi (sempre dandosi del lei) lo aveva eletto suo “avvocato del diavolo”, l’interlocutore da porre sotto interrogatorio e da cui pretendere risposte scavalcando la ragione, «non le interessava una posizione intellettuale, che prevede sempre un pre-giudizio già elaborato e quindi è sterile, sapeva bene che la grande fonte del sapere sono gli interrogativi, le risposte non date». Profondamente umana, attingeva alla fragilità dell’uomo, creatura che non vola e non ha difese, «figlio che ha una data di scadenza e non sa qual è». Ma anche profondamente cristiana, credeva di una fede lucida e certa, che le ha permesso un’uscita di scena dal mondo intima e teatrale insieme.

Un monologo che celebrerà in tutta Italia la 'poetessa dei Navigli'

Un monologo che celebrerà in tutta Italia la “poetessa dei Navigli”

E ora le repliche in tutta Italia

Colpito dal silenzio in cui Serantes Cristal alla morte della Merini si è ritirato, quattro mesi fa Arnoldo Mosca Mondadori gli ha chiesto di raccontare la vera Merini, «l’istante di umorismo in cui trasformava il dramma in commedia: chi la rappresenta cupa non ha capito niente». La prova generale al teatro della Casa dello Spirito e delle Arti per un pubblico eterogeneo di senzatetto e alta borghesia milanese ha dimostrato che le emozioni passavano, «si rideva e si piangeva». Stasera al Piccolo la prima per il pubblico cittadino e poi il desiderio è che «lo spettacolo vada in giro per i grandi e piccoli teatri di tutta Italia, anche in scuole e parrocchie» (per contatti casaspiritoarti@gmail.com).
Sarà contenta la Merini del suo spettacolo? – chiediamo congedandoci dall’autore attore – ma lui alza le spalle e provoca, con fare meriniano: «Io la metto sul palco. Se poi stasera dal soffitto mi cade addosso qualcosa non denunciate i pompieri, sarà stata la sciura. La sciura Merini».

da Avvenire

La riflessione. Raul Gabriel: «Il Venerdì Santo è la rivelazione del corpo»

Raul Gabriel, "Depo Black #4" (2017), particolare

Raul Gabriel, “Depo Black #4” (2017), particolare

La rivelazione porta conflitto. Nel suo legame con la realtà quotidiana, con la vita comune, gli eventi tangibili. Eppure la rivelazione, se è davvero tale, è ossatura stessa di tutto il reale, motivazione prima e suo obiettivo.

Confinare nei limiti dell’accettabile la rivelazione è una contraddizione. Ma accettarne il devastante potenziale di destabilizzazione del nostro consueto appare disumano.

Un solo luogo, per sua mirabile natura, supera tutto questo con la sua stessa essenza: il corpo. Il nostro corpo, che ci è dato e per cui possiamo esistere, è strutturalmente indifferente a qualunque idea di accettabilità. È fatto per sconvolgerla costantemente. Il nostro corpo è l’azione concreta della rivelazione. Vive di imprendibilità, inquietudine, meraviglioso mistero e fugaci esplosioni. Proviamo ad addomesticarlo, confinarlo, renderlo gestibile, perfino a evitarlo. Eppure siamo noi quel corpo. La corporeità è multiforme, è come un albero con molti rami. Ma comunque si mostri, è sempre carne. Il gesto è forma del corpo. Il pensiero è forma del corpo.

Oggi è Venerdi Santo, un giorno strano. Per molti giorno di lutto, di tristezza, di resa. Nel migliore dei casi giorno di meditazione sulla catarsi della fine, del nero senza luce. Non è così. È il giorno dell’inizio e festa di un nero che permette alla luce di risplendere nei suoi anfratti più intimi e preziosi. Per chi crede, ma anche per chi considera il cristianesimo una delle tante rivelazioni all’uomo, è celebrazione della più grande benedizione. Celebrazione di vita. La sofferenza, la morte, che non sceglieremmo mai, sono le sole che ci obbligano a gettare le zavorre della accettabilità, che cullano così dolcemente e mortalmente la nostra coscienza quasi sempre sopita.

Raul Gabriel, 'Depo Black #4' (2017)

Raul Gabriel, “Depo Black #4” (2017)

Il Venerdì Santo è la massima festa della pedagogia del corpo, nostro vero e unico tesoro. Nell’attraversamento del buio luminoso del dolore, dell’abbandono della morte, il corpo ci permette di sperimentare la voragine meravigliosa che apre all’eternità senza rivelarla, in una sofferenza vibrante che ci fa sentire vivi e apre alla visione cristallina.

Il corpo non rimanda metafore, il corpo attraversa e viene attraversato dalla scossa del divenire. E attraverso le sue fibre ingestibili ci permette di toccare, sperimentare e interiorizzare quel cumulo di passaggi terrificanti e meravigliosi che sono lo sguardo all’eternità proprio nel momento in cui questa sembra negata. Le fibre che si scuotono, la lotta che si abbandona, il tormento del perdersi nel dolore verso il non senso, hanno la proprietà di renderci lucidi. Di quella lucidità che è cifra del corpo e della rivelazione, non della razionalità misurata che è tanto di conforto ma che nulla può di fronte alle forze che ci generano e ci attraversano.

Il Venerdi è il canto della vita, vibrante e potente. Incidendo fino ai nervi ci riconduce al contatto con la carne della nostra esistenza, che va offerta con decisione e fiducia agli scuotimenti del suo destino rivelando la forza definitiva e totale di un corpo che quando sembra morire in realtà si trasforma. Il Venerdi di Pasqua, come quello quotidiano di ognuno, grazie al corpo, è già vittoria, è già consolazione, è già gioia, è già eternità.

da Avvenire

Uova con mistero nei menu di Pasqua degli chef stellati

L'uovo di  Marco Sacco,  al Piccolo Lago di Verbania © ANSA

– Un inno alla primavera, con le primizie della bella stagione, e tante declinazioni del cioccolato nei menu degli chef stellati per Pasqua e Pasquetta quando in Italia l’89,2% dei ristoranti sarà aperto con presenze in crescita, secondo stime Fipe, dell’1,1% sul 2017. In tante cucine l’uovo e il suo contenuto da scoprire è scelto come simbolo della ricorrenza, legando l’idea della sorpresa alla schiusa, al decoro, all’abbinamento sia dolce che salato.

Tra Padova e Venezia, ad esempio, Max Alajmo e la squadra di pasticceri del Calandrino, La Montecchia e Amo hanno ideato diverse tipologie di uova con dettagli di piume, ali, cialde croccanti e semi misti. Il pranzo di Pasqua al Calandrino prevede la focaccia veneziana con uovo al pizzo pancetta, cipolla brasata e spinaci; Cappuccino verde con capretto e piselli; Raviolone di ricotta, ortiche e salvia al burro, parmigiano e liquirizia; Coscia d’oca caramellata con asparagi gratinati e purè di patate e barbabietola al pepe verde Sorbetto di fragole e melissa. Confetto al cocco per dessert. A Roma, a far da filo conduttore nella scelta dei ristorante sono le terrazze panoramiche per cogliere con uno sguardo la bellezza della capitale.

Giocosa e informale la proposta del Rome Cavalieri dove la ricorrenza parte stasera al Ristorante La Pergola di Heinz Beck che propone l’eccellenza gastronomica declinata tra Ricordo di frisella con tartare di gamberi rossi, Tartare di tonno con rapa rosse e bianche, Emincé tiepido di capesante con carciofi e tartufo nero, Composizione di fegato grasso d’anatra con spugnole e piselli, Tortellini di cappone con funghi e fave. Per il giorno di Pasqua il Sunday Brunch del Rome Cavalieri si colora di sapori e profumi primaverili, con una selezione di pietanze tradizionali mediterranee, e si anima per i più piccini con una divertente “Caccia alle Uova”.

Spostandosi in centro, il Giuda Ballerino, sulle terrazze del Sina Bernini Bristol, mette a tavola sapori più tradizionali come l’agnello e i carciofi, e piatti-iconici dello chefAndrea Fusco, a partire dal soffice d’uovo con tortellini di salame fritti. Si chiude in dolcezza con un nido di cioccolato al latte con mezzo uovo di cioccolato bianco farcito di mousse alla colomba su riso soffiato caramellato e gel all’arancio.

”La mia cucina – racconta Fabio Ciervo, dell’hotel Eden – si basa su cinque capisaldi: Innovazione, Benessere, Ingrediente, Gusto e Arte. Nella convinzione che creatività e innovazione non possano prescindere dal proporre piatti del benessere”. Domenica la Pasqua, nel ristorante panoramico sui tetti e i parchi della Capitale, prevede: Asparagi verdi, uovo cremoso e tartufo nero di stagione, Ravioli ripieni di gamberi, pomodori verdi e burrata. Poi si potrà scegliere tra due secondi, Carré d’agnello in crosta di nocciole e patata fondente, per chi ama rispettare la tradizione, oppure Filetto di branzino, carciofi e salsa di Franciacorta. Uovo di cioccolato fondente con cuore di tiramisù e cremoso al Baileys, gelato al pistacchio di Bronte.

Spazia invece tra le tipicità laziali e campane, con verdure stagionali, il menu diFrancesco Apreda all’Hassler Roma: fave, pecorino e salumi, per iniziare una scampagnata gourmet in cima a Piazza di Spagna. E poi Riso al Fior di Latte, Asparagella e Bottarga di Gallina; Tortelli di Ricotta e Nduja, Brodo di Lattughino Romano; Agnello ai Semi di Senape e Asparagi Bianchi; Spuma di Pastiera Napoletana, Granita di Orzata; Dolcemente Fragole e Limone.

Non c’è Pasqua senza uovo, declinato tra dolce e salato dallo chef due stelle MichelinMarco Sacco, neanche al Piccolo Lago di Verbania. “L’uovo simboleggia tutto: la nascita, la vita, il rinnovamento, ma anche semplicemente il piacere unico della cioccolata, spiega lo chef Marco Sacco, un rito più ancora che un dolce, e che ogni volta ci fa tornare bambini”. Ogni anno una nuova versione, con la frutta, la glassa, le nocciole, spolverizzate d’oro e d’argento. Quest’anno il tema è “l’uovo o la gallina…”, di cosa si tratterà? Occorrerà prenotare un tavolo nel ristorante bistellato di Verbania per scoprire l’enigma dell’uovo 20-18. Per i piatti pensati per il giorno di Pasqua, si parte dalle materie prime della tradizione, come il capretto, il baccalà (cotto a bassa temperatura), l’asparago selvatico, e poi il riso, il pesce di lago, la mascarpadella Val d’Ossola e il “salame d’la duja”, quello dei contadini delle valli novaresi, vera prelibatezza (da non confondere con la ‘nduja calabrese).

In occasione della Pasqua, Mandarin Oriental porta il verde della campagna nel cuore di Parigi con tanti animali da accarezzare, e la caccia alle uova di Pasqua. Una vera e propria “fattoria pop-up” all’interno del giardino dell’hotel, dove i bambini potranno accarezzare e nutrire capre, galline e conigli. Lo chef stellato Thierry Marx e la sua brigata del Camélia sceglieranno materie prime stagionali per un menu brunch a base di uova biologiche bollite, asparagi verdi e zabaglione al tartufo e Sella di agnello con fagioli di pomodoro canditi.

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Crolla palazzina di due piani nel Milanese

Un crollo si è verificato, stamani, in una palazzina nell’hinterland a nord ovest di Milano. Secondo le prime informazioni sul posto i vigili del fuoco avrebbero già estratto vive tre persone dalle macerie dello stabile di due piani, parzialmente crollato. Una sarebbe in corso di recupero in questi minuti. Un’altra sarebbe stata individuata sotto le macerie. Sul posto i soccorritori stanno scavando tra le macerie. Nel crollo della palazzina ci sono almeno cinque persone coinvolte.

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Gaza, 14 palestinesi uccisi e oltre 1200 feriti negli scontri

Gli scontri al confine tra Gaza e Israele © AP

Sono saliti a 14 i manifestanti palestinesi uccisi oggi nei violenti scontri con l’esercito israeliano lungo la barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico. Lo riferisce il ministero della sanità della Striscia, citato dall’agenzia palestinese Maan che parla anche di oltre 1.200 feriti.

L’esercito israeliano ha calcolato in circa 17mila i manifestanti che “stanno lanciando bombe incendiare e sassi”.

Gli scontri nei pressi del reticolato che divide Gaza da Israele, dove è in atto la ‘Marcia per il ritorno’ nell’ambito del ‘Land day’.

Migliaia sono i palestinesi in “sommossa in sei luoghi lungo la Striscia di Gaza, bruciando gomme, lanciando sassi alla barriera di sicurezza e verso le truppe israeliane che rispondono con mezzi di dispersione e sparando verso i principali istigatori”, riferisce l’esercito israeliano sottolineando che Hamas “mette in pericolo le vite dei civili e le usa a fini terroristici, è responsabile dei disordini violenti e di tutto quello che avviene sotto i suoi auspici”.

L’esercito israeliano sottolinea di vedere “con grande severità ogni tentativo di far breccia nella sovranità israeliana o di danneggiare la barriera difensiva”. L’esercito ha poi spiegato di aver “imposto una zona militare chiusa tutto attorno alla Striscia in accordo con la situazione in atto. Con il rinforzo delle truppe, l’esercito, se necessario è preparato a rispondere – ha continuato – ai violenti disordini programmati lungo il confine della Striscia”.

Il ministro della difesa Avigdor Lieberman ha avvisato in arabo, sul suo profilo Twitter, che “ogni palestinese che da Gaza si avvicina alla barriera di sicurezza con Israele metterà la propria vita a rischio”. L’avviso si riferisce alla situazione di tensione in corso alla frontiera con Gaza.

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Don Michele Barone, annullati gli arresti domiciliari del funzionario di polizia Schettino

Luigi Schettino, il funzionario di polizia accusato di aver fatto pressioni sulla sorella della piccola Giada affinché ritirasse la denuncia contro don Michele Barone, non è più agli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, mentre il sacerdote resta in carcere. Don Michele Barone è accusato di aver maltrattato e abusato sessualmente tre giovani donne, tra cui la piccola Giada, facendo loro credere che fossero possedute dal demonio tanto da sottoporle a riti di esorcismo non autorizzati. Il funzionario di polizia Schettino è inoltre accusato dagli inquirenti di non aver impedito il compimento delle azioni violente commesse dal prete, in quanto adepto della setta creata da don Michele Barone. Luigi Schettino, interrogato dal Gip, ha sempre respinto ogni accusa.

Gli arresti del prete erano scattati il 23 febbraio all’aeroporto di Capodichino, dopo i nostri servizi a firma di Gaetano Pecoraro che vi riproponiamo qui sotto, mentre i genitori della della piccola Giada e il funzionario Schettino erano finiti ai domiciliari. Tutto era partito dal coraggio di Arianna, che aveva raccontato alla Iena della sorellina Giada,13 anni, affetta da una patologia psichica facilmente curabile se seguita da medici e affidata dai genitori a un esorcista famoso, spesso ospite anche in tv, don Barone appunto. Arianna lotta contro questa decisione, e documenta quanto può di quello che avviene, come potete vedere nel primo servizio che abbiamo dedicato al caso il 14 febbraio: gli esorcismi violenti, i pellegrinaggi in cui Giada ha un braccio legato e il sacerdote la tiene per il collo, l’espulsione stessa di Arianna dalla famiglia, l’eliminazione dei farmaci per la sorella e la dieta a latte e biscotti consigliata “direttamente da un santo”. Il servizio ha portato all’arresto di don Barone.

Continuando a indagare, abbiamo scoperto, come potete vedere nel secondo servizio del 25 febbraio, l’esistenza di una vera setta di un centinaio di persone attorno al sacerdote e, soprattutto, altri presunti maltrattamenti (tipo: pugni in bocca a una bambina, con fronte sbattuta poi in terra e piedi a schiacciare la testa) e abusi sessuali del prete. Palpeggiamenti e non solo, come ci ha raccontato una vittima: rapporti orali e un tentato rapporto anale in sacrestia. Diana (il nome è di fantasia) ha raccontato a Gaetano Pecoraro che per due anni ha dovuto dormire con lui. I genitori si sono opposti però a fargli incontrare Diana per paura di Don Michele. Già, perché il sacerdote, cugino del braccio destro del boss dei Casalesi Michele Zagaria, userebbe “minacce e metodi camorristici”. C’è poi il capitolo dei pellegrinaggi, soprattutto a Medjugorje, fonte di incassi ingenti per i soldi pagati dai fedeli.

Dopo che è stata allontanata dai genitori (a cui sono stati revocati i domiciliari ma che non possono comunque avvicinarsi a lei), Giada ora sta meglio e ha ricominciato a bere e a mangiare. Nel terzo servizio del 28 febbraio, Gaetano Pecoraro ha accompagnato Arianna a trovare Giada. E lì è ripartito, con le comprensibili difficoltà perché la ragazza non ricorda ancora molte cose a causa dei traumi subiti, il rapporto tra le sorelle che erano state separate.
iene.mediaset.it

Prete esorcista arrestato, Moggi sentito in Procura: «Don Barone ha contatti importanti in Vaticano»

 
Don Michele Barone, il prete-esorcista di Casapesenna – nel Casertano – arrestato per i maltrattamenti ai danni di una 13enne che i genitori ritenevano fosse posseduta dal diavolo, avrebbe avuto contatti e protezione anche nel Vaticano. Non solo un circuito di amici vip, sia del mondo dello spettacolo e della tv o del calcio, ma anche rapporti stretti con persone influenti tra le mura pontificie. Il particolare emerge di verbali, desecretati, dell’interrogatorio di Luciano Moggi – l’ex direttore generale di Juventus e Napoli – ascoltato come persona informata dei fatti dai magistrati.
L’alto prelato
I pm di Santa Maria Capua Vetere, come anticipato dal Mattino, ha chiarito le ragioni delle telefonate continue con don Barone e le motivazioni delle richieste di denaro da parte del sacerdote. «Erano soldi che gli dovevo per un pellegrinaggio», ha risposto Moggi ai magistrati. E poi ha aggiunto: «Io non avevo motivo di sospettare di don Michele Barone, lo credevo una persona degna di stima in quanto molto accreditato in Vaticano». Tant’è che l’ex dg bianconero fa anche il nome di un cardinale. Don Barone, per Moggi, era «vicino a Liberio Andreatta», per anni responsabile dell’Opera romana pellegrinaggi, l’agenzia che si occupa di turismo religioso per il Vaticano. «Mi ero fidato – insiste Moggi – perché avevo avuto modo di notare il rapporto personale con un prelato di tale calibro».
Controlli sui conti correnti
Proprio sui soldi dei pellegrinaggi, soprattutto all’estero, si starebbero ora focalizzando le attenzioni dei pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere. I magistrati stanno effettuando verifiche e incroci di dati, ma anche numerosi accertamenti bancari che interessano diverse persone. Alcune molto importanti.
Corriere del Mezzogiorno

Pasqua e 25 aprile, 2 su 10 in vacanza

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ROMA, 30 MAR – Due italiani su dieci, poco più di 10 milioni, si concederanno una vacanza, tra Pasqua e il ponte del 25 aprile. Lo rileva Confturismo-Confcommercio. Il dato è sostanzialmente in linea con lo scorso anno e sconta sia le incertezze del meteo che la collocazione “bassa” della festività. Il buon livello delle prenotazioni nelle principali mete turistiche è dovuto molto agli stranieri, in particolare di provenienza centro e nord europea.
In base all’indice di fiducia del viaggiatore italiano, che Istituto Piepoli realizza ogni mese per Confturismo, il 49% degli intervistati che faranno ad aprile una vacanza resteranno 2 o 3 giorni a destinazione, mentre il 51% si concederà 3 notti o più nella meta prescelta. Vince, come prevedibile, l’Italia, con l’80% delle preferenze: Toscana in primis e, subito a seguire, Lazio, Emilia Romagna, Campania, Veneto e Puglia. Fra chi sceglie l’estero, Francia, Inghilterra e Spagna sono le più gettonate. Bene anche Marocco e Kenya fra le mete fuori continente.

Decreto Minniti, 10/6 elezioni comunali

(ANSA) – ROMA, 30 MAR – Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha fissato, con proprio decreto, la data per lo svolgimento delle consultazioni per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali, nonché per l’elezione dei consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario per domenica 10 giugno 2018. L”eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci avrà luogo domenica 24 giugno.

Tecnologia. Casa-ufficio gratis con l’auto elettrica a pannelli solari

Casa-ufficio gratis con l'auto elettrica a pannelli solari

Entro poco più di un anno, grazie all’energia solare lo spostamento casa-ufficio in auto potrebbe diventare gratuito. Una start-up tedesca, la Sono Motors, si prepara infatti a lanciare sul mercato la Sion: si tratta di unavettura elettrica dotata di 330 pannelli fotovoltaici, in grado di ricaricare le batterie di bordo sia quando il veicolo è posteggiato, sia quando è in movimento. Con otto ore di sosta al sole, promettono, accumula energia a sufficienza per percorrere sino a 20 chilometri, tanti quanti vengono coperti ogni giorno da migliaia di italiani per recarsi sul posto di lavoro con la macchina.

Gli accumulatori di bordo agli ioni di litio da 35 kWh, ricaricabili anche con una normale presa elettrica, garantiscono con il “pieno” (3-8 ore, a seconda dell’amperaggio) un’autonomia di 250 km. Per farlo con il sole, spiegano dalla Sono Motors, servirebbe una settimana di esposizione alla luce. Nata dall’idea di tre ragazzi tedeschi, finanziata principalmente tramite Internet, con una piattaforma di crowdfunding, la giovane azienda punta a consegnare entro il quarto trimestre del 2019 i primi esemplari della Sion ai propri clienti, che sono già oltre 3.700 sparsi per il mondo. Tanti, sono, infatti, i sostenitori dell’iniziativa, che hanno versato a titolo di caparra una cifra compresa tra 100 euro e i 16mila del prezzo complessivo della vettura.

Gli 850.000 euro complessivamente raccolti hanno permesso alla start-up, che oggi conta 40 persone, di realizzare due prototipi perfettamente funzionanti, dotati di motore EV da 109 Cv, assemblati con pezzi provenienti da vari fornitori. Nei giorni scorsi le due auto, lunghe 4,11 metri, progettate per ospitare cinque persone, sono state presentate in alcune piazze italiane per delle prove in aree chiuse al traffico. “Dall’inizio di marzo – ha spiegato Valentin Isert della Sono Motors, nella tappa di Assago – abbiamo effettuato in
Italia circa 400 test drive e una ventina degli automobilisti che l’hanno provata l’hanno prenotata“. Altri trenta l’hanno opzionata al buio.

avvenire

Vaticano, smentita l’intervista di Scalfari al papa

Una (presunta) intervista a papa Francesco da parte di Euegenio Scalfari è nuovamente diventata un caso, come già accaduto nel 2014. Il Vaticano ha infatti smentito che si trattasse di un colloquio faccia a faccia tra il fondatore di Repubblica e il pontefice, ricucendo il tutto al frutto di una ricostruzione del giornalista.

«NESSUNA FEDELE TRASCRIZIONE». «Quanto riferito dall’autore nell’articolo odierno è frutto della sua ricostruzione», recita la Santa Sede, «in cui non vengono citate le parole testuali pronunciate dal papa. Nessun virgolettato del succitato articolo deve essere considerato quindi come una fedele trascrizione delle parole del Santo Padre». Papa Francesco, recita la nota, ha «ricevuto recentemente il fondatore del quotidiano La Repubblica in un incontro privato in occasione della Pasqua, senza però rilasciargli alcuna intervista». La chiacchierata, aveva raccontato Scalfari, si è svolta «al pianoterra del palazzo di Santa Marta in Vaticano, dove il papa vive e riceve gli amici».

lettera43.it

Papa Francesco, niente scuse per gli abusi sui bimbi canadesi: respinta la richiesta del premier Trudeau

Città del Vaticano – Papa Francesco respinge l’invito del Canada a farsi promotore di un mea culpa personale per le violenze inaudite che furono inflitte agli indigeni canadesi nei secoli scorsi (anche) dalla Chiesa cattolica. Si trattava di un piano di ‘normalizzazione’ coperto dal governo canaese al quale presero parte sia le scuole cattoliche che le scuole di altre denominazioni cristiane al fine di educare i bambini indigeni. I piccoli venivano alle famiglie di origine, erano costretti a parlare solo inglese, venivano battezzati, cancellando così le loro radici. Una sorta di genocidio culturale. La questione in Canada è molto sentita ed è stata al centro di una commissione governativa di inchiesta, i cui lavori sono stati avviati più di dieci anni fa. Dalle ricerche storiche era affiorato il progetto governativo volto alla conformazione della popolazione indigena facendo leva anche sul sistema scolastico.

Durante l’incontro in Vaticano con Papa Francesco, l’anno scorso, il premier Justin Trudeau aveva sondato il terreno per una richiesta di scuse, rivolgendo un esplicito invito al pontefice. La risposta elaborata dal Vaticano ed indirizzata al governo Trudeau è arrivata in questi giorni attraverso il vescovo Lionel Gendron, presidente della conferenza episcopale che ha pubblicato una lettera aperta, concordata direttamente con Papa Francesco. «Dopo avere attentamente considerato la richiesta, il Papa sente che non potrebbe personalmente rispondere, anche se incoraggia i vescovi canadesi a fare di tutto per sanare le ferite del passato, a incontrare le vittime, a porsi in ascolto, ad aiutare a superare i traumi».

Al centro dell’attenzione della ricerca governativa la situazione degli indiani nativi, Inuit e Meticci. La commissione ha calcolato che almeno 150 mila bambini indigeni erano stati oggetto di sradicamento culturale e violenze psicologiche. Molti di loro anche di violenze sessuali.

Una decina di anni fa il governo canadese per la prima volta ammise che gli abusi fisici e sessuali erano stati compiuti in 132 scuole a partire dall’inizio del XIX secolo, quando vennero rinchiusi centinaia di migliaia di indigeni, per lo più bambini rapiti alle loro famiglie.  Molti morirono per le violenze fisiche. Le scuole residenziali sono poi state chiuse a partire dal 1969, ma l’ultima solo nel 1996. Alcuni studiosi parlano di un vero e proprio «olocausto canadese» nascosto dalla storia e per anni negato.

Il Messaggero

Brasile. In carcere il sacerdote che difende gli indios, erede di suor Dorothy

padre Amaro Lopes chiede giustizia per suor Dorothy ed altri difensori dei deboli uccisi

padre Amaro Lopes chiede giustizia per suor Dorothy ed altri difensori dei deboli uccisi

Da martedì sera, padre Amaro Lopes è chiuso nel carcere di Altamira. Nello stesso padiglione dove si trova, dal settembre 2017, Regivaldo Pereira Galvão, il latifondista condannato come mandante dell’omicidio di suor Dorothy Stang, la religiosa Usa massacrata il 12 febbraio 2005 per il suo impegno in favore dei contadini senza terra dell’Amazzonia. Dorothy, in particolare, aveva lanciato l’idea di realizzare ad Anapu – epicentro dei conflitti agrari – i cosiddetti “progetti produttivi”, attività agricole sostenibili, realizzate su terreni abusivamente occupati dai “fazendeiros”.

Padre Amaro ha raccolto la sua eredità nell’équipe diocesana dello Xingu e nella Commissione pastorale della terra (Cpt). Il che gli è costato – denuncia la Cpt – una raffica costante di minacce di morte. Nel 2015, il Financial Times aveva parlato di una sistematica campagna di diffamazione nei suoi confronti. A gennaio, era stato fermato il suo più stretto collaborazione, Claudio, nella cui auto era stata trovata una pistola non registrata. Ora è arrivato l’arresto. Con una serie di pesanti accuse: intimidazione, estorsione, molestia sessuale, invasione di proprietà privata, riciclaggio. In particolare, il parroco di Santa Lucia è considerato lo “stratega” delle “occupazioni” di terra.

O meglio della riappropriazione dei contadini di terreni pubblici, illegalmente confiscati dai latifondisti. Un problema storico ad Anapu e nell’intero Stato del Pará. Dato il contesto, la Chiesa e la comunità non credono alle accuse contro padre Amaro. Il vescovo di Xingu, João Muniz Alves, e il suo predecessore, Erwin Kräutler hanno espresso solidarietà al sacerdote. «Dopo anni di minacce, Padre Amaro ora è vittima di diffamazione al fine di delegittimare il suo impegno in favore degli ultimi», hanno scritto i due pastori in un comunicato congiunto. La Cpt – il cui legale ha assunto la difesa del parroco – ha detto di non aver potuto vedere il dossier con le presunte prove. Sia la Chiesa, sia la Cpt, sia le suore di Notre Dame di Namur – la congregazione di suor Dorothy con cui lavora – hanno espresso preoccupazione per il fatto che il sacerdote si trovi nello stesso carcere dell’assassino di quest’ultima.

La vicenda di padre Amaro si inquadra in una crescente pressione dei cacciatori di risorse sull’Amazzonia. Un fenomeno denunciato da Nara Baré, prima donna leader del Coordinamento di organizzazioni indigene dell’Amazzonia brasiliana (Coiabi). A Milano per il Festival dei diritti umani, accompagnata da Greenpeace, Baré ha parlato di «un forte peggioramento delle condizioni non solo degli indios, ma anche dei piccoli proprietari e dei contadini senza terra. L’agrobusiness ha ampliato esponenzialmente le proprie frontiere, con l’occupazione di ampi pezzi di foresta destinati alla coltivazione di soia e canna da zucchero. A questo, si sommano le misure del governo di Michel Temer, sostenuto in Parlamento dai latifondisti, per consentire l’attività mineraria e l’agricoltura intensiva in aree protette. Il nuovo codice forestale, infine, legalizza l’occupazione abusiva di terre da parte dei fazendeiros».

In tale contesto, acquista un’importanza ancora più cruciale l’incontro di papa Francesco con i popoli indigeni, a Puerto Maldonado, nell’Amazzonia peruviana, il 17 gennaio. «È stato un momento davvero importante per noi. Molti nativi brasiliani vi hanno partecipato. Le parole del Pontefice hanno dato forza alla nostra lotta pacifica per la dignità dei nativi. Ci battiamo per la difesa della foresta. Spesso gli indios vengono accusati di essere contrari allo sviluppo. È una menzogna. Siamo semplicemente contrari ad uno “sviluppo a tutti i costi”. A uno sfruttamento economico che strangola le vite degli esseri umani. Non solo degli indigeni che sperimentano le conseguenze più dirette della crescente distruzione della foresta. Ma di tutti. L’Amazzonia è il polmone del pianeta. E il suo scrigno di biodiversità. Difenderla, dunque, è interesse dell’intera umanità».

da Avvenire

OLIMPIADI 2026, IL CONI CANDIDA MILANO E TORINO INSIEME

ansa

IN ATTESA DEL NUOVO GOVERNO. APPENDINO SODDISFATTA Il Coni scrive al Cio e indica “la candidatura delle città di Milano e Torino per le Olimpiadi invernali 2026” informando di “voler proseguire nella fase di dialogo già avviata nei mesi scorsi”. Il Coni comunque “resta in attesa del nuovo governo”. Sarà del Cio la decisione definitiva. “Soddisfatta” la sindaca Chiara Appendino: “valutiamo la fattibilità”.

DAL PRIMO APRILE TARIFFE MENO CARE, -8% LUCE, -5,7% GAS

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PENSIONI, IL 70,8% SOTTO I MILLE EURO, L’86% SONO DONNE Netto calo nel secondo trimestre del 2018 della bolletta di luce e gas. dal primo aprile per la famiglia-tipo il costo dell’elettricità diminuirà dell’8% e quello del gas del -5,7%. Le pensioni private erogate dall’Inps vigenti nel 2018 sono 17,88 milioni, di queste 12,8 milioni, ovvero il 70,8%, sono inferiori a 1.000 euro. Lo rileva l’Inps secondo cui la percentuale delle pensioni fino a mille euro è dell’86,6% per le donne. L’età media per le pensioni liquidate nel 2017 per vecchiaia, uscita anticipata per anzianità contributiva e prepensionamento è stata nel 2017 di 63,5 anni (63,2 nel 2016).

SALA PROSCIOLTO DALL’ACCUSA DI ABUSO D’UFFICIO

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PER IL GUP DI MILANO ‘IL FATTO NON SUSSISTE’ Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è stato prosciolto dall’accusa di abuso d’ufficio nel procedimento con al centro l’appalto per la Piastra dei Servizi dell’Esposizione universale perchè “il fatto non sussiste”. Lo ha deciso il gup Giovanna Campanile. L’accusa riguardava l’affidamento diretto, senza gara, alla Mantovani spa della fornitura di 6mila alberi per arredare il sito espositivo. Rinviati a giudizio gli altri 7 imputati, tra cui due società e l’ex manager di Expo Angelo Paris, accusati in concorso con Sala di falso. Per questa accusa l’ex ad di Expo è già a processo.

TROVATO A ISTANBUL IL CORPO DI ALESSANDRO FIORI

ansa

RICONOSCIUTO DAL PADRE, AVEVA IL CRANIO FRACASSATO E’ stato trovato il cadavere di Alessandro Fiori, 33 anni, il manager di 33 anni originario di Soncino (Cremona) che era scomparso in Turchia. La notizia è stata anticipata da Chi l’ha visto, secondo cui il corpo è stato ritrovato a Sarayburnu, una zona di Istanbul, e riconosciuto dal padre, e poi confermata dalla Farnesina. Il test del Dna ne ha confermato l’identità. Il corpo è stato trovato con il cranio fracassato.

OPERAZIONE ANTITERRORISMO, SMANTELLATA LA RETE DI AMRI

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TRA ROMA E LATINA. PM, FERMATI PERCHE’ PREPARAVANO ATTENTATI Sono cinque le persone arrestate durante un’operazione antiterrorismo della Polizia, tra Roma e Latina, riconducibili alla rete di Anis Amri, il tunisino autore della strage al mercatino di Natale di Berlino, ucciso a Sesto San Giovanni (Milano) il 23 dicembre del 2016. Tra gli arrestati c’è anche un tunisino che avrebbe dovuto procurare i falsi documenti ad Amri per permettergli di lasciare l’Italia. Gli altri quattro tunisini, sono accusati di aver fatto entrare illegalmente in Italia un centinaio di migranti, con documenti falsi così da poter proseguire verso altri Paesi. Il pm: ‘Fermati prima che potessero preparare attentati.

Stati Uniti. Scomparsa Linda Brown, con lei nel 1954 finì l’apartheid nelle scuole

(Ansa)

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Linda Brown non sei sola”: così si intitola un bellissimo libro per ragazzi uscito alcuni anni fa, che raccoglie poesie, riflessioni e racconti in versi di una delle più grandi scrittrici statunitensi del Novecento, Joyce Carol Oates.

È un tributo a quella bambina afroamericana con lo sguardo fiero incorniciato dai capelli raccolti, che uscì da scuola scortata dagli agenti federali diventando uno dei simboli più potenti contro la discriminazione dei neri d’America. Linda Brown aveva nove anni e faceva la terza elementare quando dette il via alla rivoluzione.

Prima che Rosa Parks salisse sul suo famoso autobus, prima che Martin Luther King iniziasse la sua campagna di disobbedienza civile, questa bimba residente a Topeka, in Texas, innescò il processo che avrebbe abbattuto il muro della segregazione razziale negli Stati Uniti. Era il 1951. Linda si era vista rifiutare l’iscrizione alla Sumner School, un istituto scolastico vicino a casa sua, frequentato da soli bianchi. All’epoca la legge del Kansas autorizzava le città con più di quindicimila abitanti a creare scuole separate e a Topeka questa disposizione era stata applicata proprio nelle scuole elementari. Molti anni dopo, nel 1987, Linda avrebbe raccontato quel giorno in un’intervista al Miami Herald: “Era una bella giornata di sole e mi incamminai con mio padre per andare a scuola. Diversamente dal solito non prendemmo l’autobus verso la scuola elementare di Monroe, che era lontana da casa, ma ci dirigemmo alla più vicina Summer School, dove andavano alcune mie amiche bianche del quartiere. All’ingresso ci bloccarono con le mani e le braccia sul petto, papà si mise a parlare con il direttore, alzarono entrambi la voce. Infine fummo costretti a tornare a casa”.

Oliver Brown, il padre di Linda, citò in giudizio l’autorità scolastica iniziando una lunga battaglia legale alla quale si aggiunsero poi altre quattro famiglie. Tre anni dopo la causa arrivò infine alla Corte Suprema e il 17 maggio 1954 il giudice Earl Warren lesse la decisione del tribunale, raggiunta all’unanimità: “Può la segregazione degli alunni nella scuola pubblica, accordata per esclusiva base razziale, deprivare i bambini dei gruppi minoritari di eguali opportunità di istruzione? Noi crediamo di sì… Concludiamo quindi che nel campo dell’istruzione la dottrina del ‘separato ma eguale’ non debba avere nessuno spazio“. Era un verdetto storico che rappresentava una vittoria per la famiglia Brown ma soprattutto segnava uno spartiacque epocale per gli Stati Uniti, poiché da lì iniziò lo smantellamento della segregazione nelle scuole e in altre sfere della vita quotidiana.

La giurisprudenza prodotta da quel caso ribaltò una volta per tutte un’altra storica sentenza, quella del processo “Plessy contro Ferguson”, con la quale nel 1896 la stessa Corte Suprema aveva introdotto la dottrina ‘separati ma uguali’, legittimando la segregazione razziale, legalizzando l’apartheid nelle scuole ma anche negli autobus e nei luoghi pubblici. Il percorso verso il cambiamento sarebbe stato ancora lungo e difficile. Ogni singolo stato fece ricorso, alcuni arrivarono persino a disobbedire alle ingiunzioni della Corte Suprema, rifiutando l’accesso agli studenti di colore. Nel 1957 il presidente Eisenhower fu costretto a inviare le truppe federali per scortare i ragazzi in una scuola media di Little Rock, in Arkansas. Alcuni anni dopo il governatore dell’Alabama, George Wallace, andò a picchettare di persona l’università per impedire l’ingresso agli studenti neri. Ma il seme di un diffuso cambiamento di sensibilità era stato gettato, anche se sarebbero stati necessari altri decenni di sofferenze e di lotte per vederlo germogliare.

Quando fu pronunciata la sentenza nel 1954, Linda Brown frequentava ormai la scuola media in un istituto misto. Più tardi si sarebbe iscritta all’università e avrebbe messo su famiglia, iniziando a lavorare come consulente nel settore educativo. Per il resto della sua vita ha continuato a impegnarsi in prima persona contro l’intolleranza e le discriminazioni razziali. Nel 1979, insieme all’American Civil Liberties Union, riaprì persino il caso che aveva segnato la sua infanzia, sostenendo che il lavoro sull’integrazione non era stato completato e che la battaglia contro la segregazione non era ancora finita. Vinse anche in quell’occasione, riuscendo a far costruire tre nuovi edifici scolastici. Domenica scorsa è morta nella sua casa di Topeka, all’età di 76 anni. Se gli Stati Uniti sono diventati un paese migliore è anche merito suo.

avvenire

A Pasqua sole quasi ovunque, arriva clima primaverile

A Pasqua sole quasi ovunque, arriva clima primaverile © ANSA

Sarà una Pasqua all’insegna del sole su quasi tutta l’Italia, con clima primaverile, grazie al temporaneo rinforzo dell’anticiclone, anche se non mancheranno sporadici episodi di instabilità. Lo affermano i meteorologi del Centro Epson Meteo, precisando che le temperature subiranno un sensibile rialzo, specie tra l’Emilia Romagna e il Centro-Sud, con valori al di sopra delle medie stagionali. Una nuova perturbazione, in arrivo tra venerdì e sabato, determinerà un peggioramento del tempo soprattutto al Centro-Nord, interessando maggiormente Liguria, regioni tirreniche, Alpi e Prealpi.

Per domani è previsto un aumento della nuvolosità sulle regioni settentrionali, nord della Toscana, Lazio, Campania, Sicilia occidentale e sulla Sardegna, in diradamento nel corso della giornata. Non si prevedono precipitazioni di rilievo.
Tempo in prevalenza soleggiato nel resto del Paese. Tra tardo pomeriggio e sera qualche debole precipitazione sulle aree alpine, nevose ad alta quota, oltre i 1.700 metri.

Nella seconda parte della settimana, spiegano i meteorologi, prevarranno correnti meridionali al Centro-Sud: le temperature aumenteranno, portandosi su valori particolarmente miti per il periodo e al di sopra delle medie. Le regioni settentrionali, invece, si troveranno sulla traiettoria di correnti sud-occidentali più perturbate.

In particolare, fra venerdì e sabato una nuova perturbazione, porterà piogge sparse al Centro-Nord, più isolate su Sardegna e Campania. Precipitazioni più intense sono attese sulle aree alpine e prealpine, sulle regioni tirreniche e sulla Liguria.
La perturbazione numero 11 di marzo abbandonerà l’Italia nella domenica di Pasqua, che quindi dovrebbe trascorrere all’insegna di tempo più stabile e con temperature miti. A Pasquetta nuvole in aumento al Nord-Ovest, ma nel complesso la giornata sarà caratterizzata da bel tempo con sole quasi ovunque e clima primaverile.

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Unesco: Italia candida Transumanza patrimonio umanità

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‘La Transumanza’ è candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco.

La richiesta è stata presentata ufficialmente oggi a Parigi dall’Italia, Paese capofila insieme alla Grecia e all’Austria. A farlo sapere è il ministero delle Politiche agricole.

Con la firma del dossier di candidatura transnazionale è stato formalmente avviato il processo di valutazione internazionale che porterà alla decisione da parte del Comitato di governo dell’Unesco nel novembre 2019.

La Transumanza rappresenta la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano in differenti zone climatiche, percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi. Elemento culturale dal forte contenuto identitario, questa pratica tradizionale rappresenta un’attività economica sostenibile caratterizzata da un rapporto peculiare tra uomo e natura, influenzando tutti i campi dell’arte.

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La stazione spaziale cinese arrivata a 200 chilometri dalla Terra

La stazione spaziale cinese Tiangong 1 si trova adesso alla distanza media di 200 chilometri dalla Terra e a mano a mano che perde energia scende al ritmo di 4 o 5 chilometri al giorno. Lo ha detto all’ANSA Luciano Anselmo, dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione ‘A. Faedo del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr). Anselmo fa parte degli esperti che in questi giorni stanno lavorando ai calcoli sui quali si basano le previsioni di rientro.

La stazione spaziale cinese Tiangong 1 vista dal radar (fonte: Fraunhofer FHR)

 

“Considerando che l’orbita percorsa dalla stazione Tiangong 1 non è circolare, possiamo dire che il punto più vicino alla Terra si è abbassato un po’ sotto i 200 chilometri e adesso la stazione spaziale cinese sta scendendo abbastanza in fretta“, ha osservato Anselmo. Questo, ha spiegato, accade perché più il veicolo perde progressivamente energia, più l’orbita si abbassa. Al momento “è confermata la tendenza secondo cui il rientro potrebbe avvenire il primo aprile con il margine di un giorno in più o in meno, quindi fra il 31 marzo e il 2 aprile“.

La fascia contrassegnata in rosso delimita l’area sorvolata dalla stazione spaziale cinese Tiangong 1 (fonte: ISTI/CNR)

Al momento ogni previsione è indicativa perchè, ha proseguito Anselmo, “ci sono ancoranumerose variabili da prendere in considerazione”. Ad esempio, il rientro potrebbe essere anticipato da eventuali tempeste geomagnetiche, oppure potrebbe modificare il modo in cui il veicolo è orientato nello spazio: potrebbe. ad esempio, diventare più aerodinamico.

“Idee ragionevolmente più affidabili sulla finestra di rientro saranno possibili soltanto nelleultime 36 ore“, ha detto ancora Anselmo. Da quel momento in poi, ha aggiunto, comincerà una sorta di “gioco di esclusione” che porterà a cancellare aree sempre più vaste dalla mappa dei possibili siti di rientro.

Se i radar americani, russi e tedeschi continueranno a funzionare regolarmente anche nella settimana di Pasqua “si potrebbe arrivare a una situazione nella quale già 6 ore prima si potrebbe escludere il 97% delle aree della fascia a rischio“, quella che si trova fra 42,8 gradi di latitudine Nord e 42,8 gradi di latitudine Sud e che comprende anche l’Italia, da Firenze in giù, accanto a gran parte del Sudamerica e parte di quella centro-settentrionale, l’Africa, l’Asia meridionale, l’Oceania e naturalmente gli oceani.

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Abusi su bimbe, arrestato maestro materna a Roma

Arrestato dai carabinieri a Roma un insegnante di inglese di una scuola materna di 25 anni ritenuto responsabile di aver compiuto abusi sulle sue alunne. Gli episodi si sarebbero verificati nella scuola dell’infanzia a disposizione del personale della Banca d’Italia, gestita dall’Opera Nazionale Montessori.

Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo sono scattate in seguito alle denunce presentate da alcuni genitori, preoccupati di quanto raccontavano le bimbe al rientro da scuola. Dalle indagini è emerso che il maestro in classe avrebbe indotto alcune bimbe tra i 3 e i 5 anni a subire molestie, approfittando della loro ingenuità. GLi episodi

Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo sono scattate in seguito alla denuncia di alcuni genitori. Gli investigatori hanno installato telecamere all’ interno della scuola che hanno confermato i sospetti. L’uomo è stato arrestato la scorsa settimana e, in base a quanto si apprende, è già stato ascoltato dal gip nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia. Le indagini, partite da denunce presentate da alcuni genitori, sarebbero durate pochi giorni.

 

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Roma Clementina Forleo, su richiesta dei Sostituti Procuratori Francesca Passaniti ed Eleonora Fini, coordinati dal Procuratore Aggiunto Maria Monteleone della Procura della Repubblica di Roma. Gli episodi sarebbero avvenuti in classe durante le ore di scuola. I carabinieri di via in Selci hanno portato l’arrestato nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

LA POSIZIONE DELLA BANCA D’ITALIA
‘Nella giornata di venerdì 16 marzo la Banca d’Italia è stata informata dall’Opera Nazionale Montessori, attuale gestore della scuola dell’infanzia a disposizione del personale dell’Istituto, che agenti in borghese dell’Arma dei Carabinieri si erano recati nei locali della scuola in ragione di indagini penali sull’insegnante di inglese’. E’ quanto scrive Bankitalia in una nota a proposito dell’arresto avvenuto oggi del maestro. ‘In relazione a questi fatti – prosegue il comunicato – la Banca ha immediatamente invitato l’Opera Nazionale Montessori, che in base al contratto di appalto assume tutte le responsabilità inerenti alla gestione delle strutture e del personale addetto, a sospendere dall’insegnamento la persona in questione e a impedirne l’accesso nei locali della scuola. Le indagini penali – conclude la nota – sono in corso’.

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Majorana, 80 anni fa scompariva il più misterioso dei fisici

Scomparso senza lasciare traccia in una storia che non ha mai smesso di appassionare e che ha sollevato mille domande ancora aperte: 80 anni fa svaniva improvvisamente nel nulla il fisico Ettore Majorana, il più silenzioso e schivo dei Ragazzi di via Panisperna che ruotavano intorno a Enrico Fermi. Capace di trascorrere giorni interi immerso nei calcoli, chiuso nella sua stanza, Ettore Majorana è sparito senza lasciare traccia il 27 marzo 1938.

Fuga o suicidio: sono state le ipotesi che da allora hanno cominciato ad alternarsi senza mai trovare risposta. La sera della sua scomparsa Majorana era partito da Napoli, dove gli era stata offerta una cattedra, con un piroscafo diretto a Palermo. Aveva annunciato la sua intenzione di sparire in una lettera al suo amico di Napoli, Antonio Carrelli, ritrattata l’indomani con un’altra lettera. Aveva anche scritto alla famiglia, raccomando: “ho un solodesiderio: che non vi vestiate di nero“. Da allora in poi non ci sono state notizie.

Le indagini, scattate nei giorni successivi, non hanno portato a nulla e il suicidio è stata solo una delle innumerevoli ipotesi avanzate negli anni. Alcuni avevano pensato a una fuga in Germania, altri in Argentina sulla base di testimonianze lo avrebbero segnalato a Buenos Aires, altri lo avevano segnalato in Venezuela fra il 1955 e il 1959, tanto che su questa base la Procura di Roma aveva riaperto il caso nel 2011, subito archiviato.

Tra i familiari di Ettore Majorana c’è stato chi era convinto che avrebbe potuto chiudersi in un monastero. Un’altra ipotesi, rapidamente smentita, lo avrebbe identificato con un barbone particolarmente dotato per la matematica che vagava in Sicilia. Il caso, al quale aveva dedicato un libro anche Leonardo Sciascia, è tutt’altro che archiviato per i fisici, che continuano a studiare le teorie di Ettore Majorana.

Ci sono voluti 80 anni per riuscire a vedere la particella dalle proprietà stravagantipreviste nel 1937, che sono contemporaneamente il loro opposto nell’antimateria, i cosiddetti “fermioni di Majorana“, visti solo nell’ottobre 2014. Un altro rompicapo è quello dei b. Per un momento nel 2011 i dati dell’esperimento Opera avevano fatto pensare ad una conferma, ma poi si sono rivelati frutto di un errore. La teoria è invece ancora lì, con l’ipotesi che in particolari condizioni le particelle possano assumere unamassa ‘immaginaria’ che le svincolerebbe dalle equazioni imposte dalla teoria della relatività.

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Ecco Torino 2026, per candidatura Giochi

(ANSA) – TORINO, 27 MAR – Passa dalla costituzione di una associazione, ‘Torino 2026’, la candidatura del capoluogo piemontese ai Giochi olimpici invernali. Il via libera alla sua costituzione è arrivato questa mattina dalla giunta comunale.
L’associazione, senza scopo di lucro, curerà le attività di studio, analisi e ricerca necessarie a valutare la fattibilità della candidatura. “Verificheremo attraverso l’associazione se l’evento olimpico potrà generare valore durevole per i territori coinvolti”, spiega la sindaca Appendino.
Il modello organizzativo che l’associazione Torino 2026 dovrà verificare avrà “come linee guida vincolanti quelle del riuso e del recupero delle strutture già esistenti – spiega ancora la Appendino – della salvaguardia dell’ambiente e di una oculata gestione delle risorse economiche”.
Dopo il via libera della giunta comunale, necessario per il rispetto del cronoprogramma previsto dalle norme olimpiche, è previsto anche un successivo passaggio di approvazione da parte del Consiglio comunale.

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Violenza su alunna, arrestato prof

(ANSA)- AVELLINO, 27 MAR – Un insegnante di 40 anni della provincia di Avellino è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale per violenza sessuale e stalking nei confronti di una studentessa di 16 anni. L’uomo, che insegna in un istituto superiore della provincia, dall’ottobre dello scorso anno aveva cominciato a seguire la studentessa, che frequenta lo stesso istituto del docente, nel bus che la ragazza abitualmente prendeva per tornare a casa alla fine delle lezioni. La giovane si era confidata con una insegnante. In particolare, la studentessa aveva riferito alla docente degli ammiccamenti e delle molestie che riceveva durante il viaggio. Della vicenda era stato messo al corrente il dirigente scolastico che a sua volta, dopo aver ammonito il docente, aveva informato i genitori della studentessa. Ma dopo alcuni mesi di tregua, l’insegnante – secondo la Procura di Avellino – ha ripreso a infastidire la giovane in autobus.

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GOVERNO:M5S-LEGA TRATTANO,SALVINI APRE A REDDITO CITTADINANZA

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OGGI IN PARLAMENTO ASSEMBLEE GRUPPI PER ELEZIONE CAPIGRUPPO Oggi in Camera e Senato le assemblee dei gruppi parlamentari per l’elezione dei capigruppo. M5s e Lega trattano intanto sul nuovo Governo con Salvini che si dice pronto a fare il premier e apre al reddito di cittadinanza. Il primo test per il nuovo Esecutivo sarà sul Def. Lazio: oggi prima giunta Zingaretti-bis. Ruby ter: Berlusconi rinviato a giudizio.

EMBRACO: OGGI GIORNATA TRATTATIVE, 8 ORE MOBILITAZIONE

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SCIOPERO ANCHE IN PORTO GENOVA DOPO MORTE CAMIONISTA Torna la protesta dei lavoratori Embraco di Riva presso Chieri, nel Torinese: oggi sciopereranno per 8 ore e manifesteranno in occasione dei tavoli convocati a Torino. Sciopero oggi anche dei lavoratori portuali e dell’autotrasporto a Genova, in seguito all’incidente nel quale un camionista è stato travolto e ucciso da una motrice nel porto.