Vaticano, altro fallimento di Papa Francesco: alla Sacra Rota il prete-giudice è un pedofilo

Che cosa dirà adesso Papa Francesco dell’ennesimo scandaletto a sfondo sessuale che ha per protagonista un religioso? Bergoglio non doveva ripulire la Chiesa cattolica dalla lobby gay e dai rischi di abusi su vittime innocenti? Eppure, non è un semplice “don” quello che l’altro giorno ha patteggiato un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa, con l’accusa di violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico. Il monsignore in questione si chiama Pietro Amenta, pezzo da novanta del Tribunale della Rota Romana la cui giurisdizione si estende sia ai contenziosi che riguardano i residenti della Città del Vaticano, sia alle cause dei fedeli di ogni parte del mondo. Sebbene sia conosciuta soprattutto per i matrimoni annullati, la Sacra Rota è il tribunale ordinario della Santa Sede e i magistrati, detti prelati uditori, sono nominati direttamente dal Pontefice.

Amenta, quindi, è uno che di solito giudica gli altri, stabilisce il verdetto, colpevole o innocente, inferno o paradiso, ma stavolta in un tribunale c’è finito lui e la sentenza è lapidaria: molestie nei confronti di un neo diciottenne.

Il prelato, classe 1962, avrebbe allungato le mani, forse anche qualcosa di più, fin nelle parti intime della vittima, un giorno di marzo dell’anno scorso in una piazza di Roma, San Giovanni di Dio, che già dal nome evoca spiritualità e assistenza (lo spagnolo Giovanni di Dio ha fondato l’Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli), in realtà, annotano i carabinieri, spesso è frequentata di notte da persone che si prostituiscono.

IL DON IN BORGHESE
È sera, sono quasi le nove. Alla prima palpata il giovane, uno studente di liceo di origine romena, gli ha urlato: «Ma che fai?». Il ragazzo non sa che l’uomo che gli è si è avvicinato così tanto da poterlo tastare è un sacerdote, perché Amenta non indossa l’abito talare, ha una giacca beige a righe, potrebbe essere chiunque. Oltrettutto, racconta il liceale, questo signore «ha continuato a toccarmi anche dopo che gli ho gridato di fermarsi». Il molestato è talmente furioso che si mette a inseguire il molestatore, fa intervenire i vigili, mentre l’altro capisce che per lui la situazione si fa complicata: «Tu non sai chi sono io. Adesso me ne vado».

Arrivano i militari e il monsignore tenta una strampalata difesa: «C’è stato solo uno struscio perché la piazza era invasa dai banchi del mercato. Si passava stretti stretti». L’esperto di Diritto ecclesiastico si scusa, ma il ragazzo decide di andare avanti con la denuncia, ingaggia l’avvocato Alessandro Olivieri (difensore, tra gli altri, di Pino Pelosi detto “la rana”, l’ultima persona che vide Pier Paolo Pasolini vivo), e partono le indagini. Si scopre così che nel computer del reverendo giudice ci sono più di 80 foto di minorenni nudi, che solo lui poteva avere scaricato.

PRECEDENTI EPISODI
E poi il religioso lucano non è proprio quel che si dice uno stinco di santo: nel suo carnet c’è una denuncia per atti osceni, un’altra per molestie telefoniche, più una fatta da lui che ha dichiarato di essere stato rapinato da due trans: episodi che nulla hanno a che fare con l’idea di purezza sbandierata da Francesco all’inizio del suo pontificato.

Sesso gaio e vita borderline: non è la prima né l’ultima volta per il Vaticano, che sta cercando di risollevarsi dallo scandalo dei preti pedofili. Stavolta, però, c’è il dettaglio non trascurabile che coinvolge la Sacra Rota, dove di recente c’è stato un boom di nozze da annullare perché il coniuge si è scoperto omosessuale. Strana coincidenza, dicono i detrattori, i quali fanno notare come la lobby gay abbia avuto un certo peso, in passato, nel tribunale ecclesiastico. Lo stesso che, negli ultimi anni, per garantirsi ulteriore potere, non ha esitato a trasformarsi nella curva sud degli ultras bergogliani… Possibile che gli altri uditori non si siano mai accorti delle frequentazioni del collega? Per porre fine a una situazione imbarazzante per la Chiesa è dovuto intervenire un altro tribunale.

LiberoQuotidiano

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