Don Euro, Luca Morini: il caso a Le Iene. Offerte spese in viaggi, escort gay e beauty farm: verrà rinviato a giudizio?

Nina Palmieri torna ad occuparsi per Le Iene di “Don Euro”, il sacerdote accusato di truffa, autoriciclaggio, appropriazione indebita, cessione di stupefacenti ed estorsione. La Iena più volte ha raccontato le “gesta” di don Luca Morini, che il prossimo 8 marzo potrebbe essere rinviato a giudizio: deciderà il tribunale di Massa. Alla luce dei nuovi sviluppi, Le Iene sono tornate su questa vicenda. Nelle sedici pagine dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare ci sono tanti numeri: si va dai 155mila euro in diamanti ai 300mila euro versati per acquistare un’abitazione nel pisano; non mancano neppure prelievi in contanti. Davanti al gup don Luca Morini comparirà con il vescovo Giovanni Santucci ed Emiliano Colombi. Il sacerdote è stato accusato di aver minacciato il vescovo “di rivelare all’opinione pubblica fatti incresciosi di molti preti diocesani, nonché di presentare denunce corredate da dossier scottanti raccolti a carico di religiosi locali, così costringendolo inizialmente a promettere e poi a concedere ingiusti profitti”. Dal 14 aprile 2016 al 3 giugno 2016 il vescovo versa 4mila e 500 euro. Non solo: “Don Euro” avrebbe ottenuto diversi vantaggio, come l’usufrutto gratuito di un’abitazione acquistata ad hoc dalla Diocesi per un valore di 200mila euro, con il pagamento delle utenze e dello stipendio della governante. Don Luca Morini è però accusato di aver usato il denaro per pagare incontri sessuali con escort gay, soggiorni in hotel e resort, viaggi in Italia e all’estero.

“DON EURO”, IL CASO LUCA MORINI A LE IENE SHOW

La storia di “Don Euro”, così viene chiamato don Luca Morini, è ormai nota. Nel dicembre di tre anni fa, come ricostruito da Il Tirreno, si spacciava come indigente e bisognoso di cure, in realtà soggiornava in hotel extralusso. Avrebbe sottratto denaro anche dal conto corrente della parrocchia di Caniparola: per questo è accusato anche di appropriazione indebita. L’allora sacerdote di Caniparola aveva poi negoziato, nel marzo del 2013 un assegno di 500 euro donato da una parrocchiana: don Luca lo aveva cambiato e si era tenuto la somma in contante. Don Morini chiese poi 23mila euro alla coop dei cavatori per i poveri, ma spese quella somma in beauty farm.

Tante sono le richieste di denaro che ha fatto passare come contributo per la sua salute, nel caso del vescovo, o come aiuto ai poveri delle parrocchie in cui era sacerdote. Così ad esempio sono state coinvolte le cooperative dei cavatori carraresi: a quella di Gioia, ad esempio, don Morini chiese 7.450 euro tra il 2005 e il 2014. In quel periodo arrivarono altri 8.750 dalla coop Canalgrande e 6.900 dalla Sam.

ilsussuduario.net

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