Thailandia: italiano rischia pena morte

Denis Cavatassi, l’imprenditore di Tortoreto (Teramo) arrestato in Thailandia nel marzo del 2011 con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio del suo socio in affari, Luciano Butti, “sta subendo torture” e “rischia la pena capitale”. “Farnesina e governo facciano pressione sulle autorità thailandesi” affinché il peggio venga evitato. E’ l’appello lanciato oggi in una conferenza stampa organizzata in Senato da Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani, insieme ai fratelli di Denis, Romina e Adriano Cavatassi. Arrestato dalle autorità thailandesi subito dopo l’omicidio di Butti, insieme al quale gestiva un ristorante, in primo e in secondo grado Cavatassi è stato condannato alla pena di morte.
Ora a decidere sarà la Corte Suprema. Denis – che si è sempre professato innocente – ricostruisce il legale della famiglia, Alessandra Ballerini – è stato posto “in stato di fermo senza avere diritto a un avvocato, senza un traduttore, senza nessun rappresentante dell’ambasciata”.

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