PAOLO VI E I PRETI RIBELLI DEL 68

E’ il 14 novembre 1967. L’Università Cattolica viene occupata dagli studenti, che protestano contro l’aumento delle tasse universitarie. I centocinquanta ragazzi che invadono l’ateneo vengono sgombrati dalla polizia dopo poche ore, ma la protesta non si ferma. Il mondo cattolico è in fermento da tempo. Il Concilio Vaticano II, voluto da papa Giovanni XXIII, avrebbe dovuto riformare la chiesa di Pietro, ma i suoi sviluppi tardano a realizzarsi. I fedeli ne sentono il bisogno, ma l’insofferenza è anche tra i  sacerdoti. Uno dei primi segnali è il libro di don Milani: “Lettera a una professoressa”, che denuncia l’ingiustizia di un sistema scolastico che penalizza i poveri e favorisce i ricchi.
Un periodo storico che il professor Alberto Melloni analizza con Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda su Rai3 e su Rai Storia.
Dopo le università vengono occupate le cattedrali,  e  molti fedeli si schierano accanto a sacerdoti come don Pino Setti,  che manifesta contro la guerra del Vietnam, o come don Mazzi, solidale con gli occupanti del duomo di Parma. Prese di posizione nette che costano a don Mazzi un duro scontro con l’arcivescovo di Firenze e a don Setti l’allontanamento dalla sua parrocchia. Ancora più estrema è la scelta di padre Camilo Torres, colombiano, che nel 1966 muore in battaglia dopo essere diventato guerrigliero. Una figura emblematica della contestazione cattolica, che confonde e a volte sovrappone gli ideali cristiani a quelli marxisti, rinunciando spesso alla sua identità, difesa in quegli anni, con una faticosa opera di mediazione, da papa Paolo VI.

raistoria.rai.it

Precedente Colombia, ucciso dal compagno diciottenne l'ex prete pedofilo Dino Cinel Successivo Torino, l'arcivescovo sospende il ritiro per le coppie omosessuali

Lascia un commento