Il prete di Possagno cancella la messa: parrocchiane in rivolta. Si offrono i preti sposati

Un articolo pubblicato da “La Tribuna di Treviso” segnala il disagio comune a molte Parrocchie della Chiesa Cattolica. Un disagio destinato ad allargarsi sempre più per la scarsità di preti e la mancanza di vocazioni al sacerdozio. Il Movimento Internazionale dei sacerdoti lavoratori sposati, fondato nel 2003 da don Giuseppe Serrone, offre la collaborazione al vescovo di Treviso per la gestione delle parrocchie in difficoltà (ndr)

POSSAGNO. Nonostante la protesta di Luigi Zan che, qualche settimana fa, durante la messa domenicale delle 10.30, al tempio di Possagno, ha alzato la mano e ha chiesto spiegazioni in merito alla cancellazione di una delle celebrazioni liturgiche festive, la riorganizzazione delle messe nelle comunità di Cavaso e Possagno va a regime domani, domenica 4 febbraio. E porta con sé più di qualche malumore tra i fedeli. In particolare la comunità di Possagno si vede togliere la messa delle 10.30, spostata in casa di riposo, e soprattutto quella di Caniezza di Cavaso del Tomba si trova privata della messa delle 9, che rappresentava un forte momento di aggregazione e convivialità per le persone anziane, ma ancora autonome. Come spesso succede nei paesi, avevano preso l’abitudine di ritrovarsi per un caffè e quattro chiacchiere dopo la messa, al bar Bramezza. «Per noi è uno dei pochi momenti in cui ci ritroviamo, in tranquillità. Lo facciamo da anni», osserva una signora del posto, «E inoltre per molte di noi anziane, non avendo l’auto, è difficile raggiungere la parrocchia. Così molte di noi non andranno a messa o cambieranno paese».

La decisione di rivedere gli orari delle funzioni della domenica, certamente non presa a cuor leggero, si allinea con la direttiva del vescovo, che «invita a celebrare meno messe» a fronte della carenza di parroci.

Un dato: lo scorso anno a fronte di 12 nuovi seminaristi, sono stati celebrati 16 funerali di sacerdoti. «Innanzitutto, la messa a Caniezza non è tolta, ma anticipata e la messa a Possagno solo spostata di luogo», precisa il parroco don Pierangelo Salviato, «Non avevamo scelta: nel solo dicembre io e don Giuseppe, il cappellano, abbiamo celebrato 120 messe. Non avrei preso questa decisione, se non avessi avuto urgenza. Padre Giuseppe (dei padri Cavanis) ha 81 e noi, in tutta onestà, non chiediamo ai nostri genitori di lavorare così tanto».

In effetti ci sono età, per fortuna, supportate da un ottimo stato di salute, importanti tra i celebranti, arrivando addirittura ai 91 anni di don Rino, che ha ripreso a celebrare qualche messa, dopo l’ischemia e il ricovero prima di Natale. «I padri Cavanis, ci hanno sempre supportato in tutto, ma è una situazione che non ci lascia scelta», conclude il parroco. Magari una maggiore attenzione alla comunicazione, avrebbe reso il passaggio più accettato e condiviso, anche dalle parrocchiane più anziane.

da Tribuna Treviso

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