Il caso. La casa a 7 euro del candidato M5S. Di Maio: se vero non può stare con noi

La casa a 7 euro del candidato M5S. Di Maio: se vero non può stare con noi

Già finito nel mirino pochi giorni fa per il video in cui compare a fianco del pugile Domenico Spada, esponente della nota famiglia di Ostia arrestato un paio di anni fa, e per la registrazione in cui afferma di avere picchiato un rumeno, il candidato pentastellato nel Lazio Emanuele Dessì torna al centro della bufera. Si è scoperto infatti, grazie a un servizio trasmesso ieri sera nel programma Tv “Piazza Pulita” che abita in una casa popolare di proprietà dell’Ater pagando 7,75 euro al mese, ricevuta in affitto dal Comune di Frascati, dove in passato ha fatto il consigliere comunale. Secondo quanto è emerso, Dessì avrebbe i requisiti per ottenere l’abitazione perché è senza reddito, anche se risulta amministratore di una piccola ditta di traslochi ed è istruttore di pugilato. Il contratto di locazione dell’appartamento sarebbe stato intestato alla nonna e poi alla madre di Dessì, prima di finire nella sua disponibilità. Un caso che imbarazza i vertici M5S scesi in campo questa mattina per prendere le distanze. “Se dovesse essere vero quello che sta emergendo, allora non avremo nessun problema sul fatto che queste persone non possono stare nel ovimento, quindi dateci il tempo di fare gli accertamenti”,è intervenuto poco fa il leader cinquestelle Luigi Di Maio, dicendo “grazie ai giornalisti per l’approfondimento”. “Il tentativo del Pd e di alcuni giornali di associare il nostro candidato agli Spada o di definirlo un picchiatore è qualcosa di miserabile. Ma su una cosa credo invece che il candidato M5S debba assolutamente chiarire: la sua casa, il canone da 7 euro. Stanno emergendo opacità che il M5S non può accettare”, ha aggiunto da parte sua Roberta Lombardi, candidata per il M5S alla presidenza della Regione Lazio. Anche per Alessandro Di Battista “il Movimento ha il dovere di indagare sulla questione”. Va all’attacco invece Il Pd: “Sempre due pesi e due misure, è la prima legge dei Cinque stelle: quel che vale per gli altri non vale per loro”, accusa la senatrice dem Maria Spilabotte, candidata nel Lazio.

da Avvenire

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