Comunione nelle liturgie della Parola domenicali nelle chiese senza sacerdoti ma ancora no ai preti sposati

Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Lavoratori sposati commenta la notizia del Sir: “Ancora in secondo piano la grande risorsa dei preti sposati”.

“L’arcidiocesi di Paderborn, per sopperire alla carenza di sacerdoti soprattutto nelle zone rurali, autorizza la comunione nelle liturgie della Parola domenicali, nella cosiddetta “Forma di Warburg”, dal nome della località originaria: un sacerdote porta materialmente le ostie nelle chiese lontane e periferiche dopo che sono state consacrate durante una messa domenicale in una parrocchia. L’arcidiocesi di Paderborn va quindi in un’altra direzione rispetto alla maggior parte delle diocesi in Germania, che reagiscono in modo diverso alla progressiva scristianizzazione, alla diminuzione dei fedeli e dei sacerdoti, magari chiamando questi ultimi dall’India o dalla Polonia per mantenere intatto il numero delle messe domenicali o realizzando le Grosspfarreien, le unioni parrocchiali. Nella “Forma di Warburg” è fondamentale il “rito dell’attesa”, con una liturgia della Parola guidata da laici preparati, magari nel lettorato, o da accoliti, e che serve a gestire liturgicamente l’arrivo delle ostie consacrate e può quindi variare nei tempi. Di solito è caratterizzato dal silenzio, ma può anche essere realizzato con musica e preghiera. Nello stesso tempo viene preparato l’altare, inizialmente spoglio: “Quando il ministro straordinario dell’Eucaristia arriva al portone della chiesa, i chierichetti lo accompagnano in processione sino all’altare – racconta il parroco di Warbur, don Gerhard Pieper – come era stato accompagnato dal popolo verso il portone della chiesa ove era stata celebrata la messa, all’interno della quale ha ricevuto il mandato”. (sir)

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