Abusi nella diocesi di Isernia, la vittima parla a ‘Pomeriggio 5’

Continua la pubblica denuncia del giovane che ha raccontato di aver subito molestie da parte di un parroco. L’inviato di Mediaset ha raccolto alcune testimonianze nel paese dove il sacerdote ha esercitato il suo ministero

ISERNIA. Finisce anche sul ‘Pomeriggio’ della rete ammiraglia Mediaset la storia di Giorgio, il giovane che ha denunciato di aver subito abusi sessuali da parte di un parroco operante in un centro della provincia di Isernia. Fatti che sarebbero accaduti tra il 1993 e il 2001 e che sarebbero iniziati in Polonia, paese d’origine della presunta vittima e del presunto carnefice cui Giorgio, allora bambino, era stato affidato. Per poi essere perpetrati in Italia.

Il 34enne è tornato a raccontare “il suo inferno all’interno della canonica” a Barbara D’Urso, ribadendo il suo desiderio di “liberarsi di un peso interiore” e di contribuire a migliorare, perché no, anche la Chiesa stessa.

Ed ecco che l’inviato di Canale 5, Vito Paglia, si è recato in Molise, dove ha dapprima incontrato il vescovo, a Isernia, per poi spostarsi nel centro di 200 anime dove, fino a qualche settimana fa, ha esercitato il suo ministero il prelato finito sotto accusa, per raccogliere le testimonianze di alcuni fedeli.

Monsignor Camillo Cibotti, ai microfoni di ‘Pomeriggio 5’, è tornato a dirsi disponibile all’ascolto e all’accoglienza, esortando qualsiasi vittima di abusi a parlare con lui. E ha svelato che il presunto molestatore si sarebbe professato innocente.  I parrocchiani, invece, si sono detti increduli: non tanto in qualità di detrattori del giovane Giorgio, piuttosto come estimatori del sacerdote, oggi tornato in Polonia. Qualcuno ha azzardato l’interrogativo classico: “Perché denunciare dopo tanto tempo?”. Ma i processi della psiche in questi casi non sono prevedibili. Il 34enne non si è però stupito: “Ho riconosciuto tutti – ha detto – Sono tutte persone vicine alla Chiesa e per loro, credere a simili accuse, vorrebbe dire andare contro se stessi. Ma io non volevo più portarmi questo peso”.  Giorgio – che a isNews ha precisato di non aver chiesto alcun risarcimento – continua e continuerà a parlare della vicenda, in quanto teme, in sostanza, l’insabbiamento di questa storia, che – se confermata – meriterebbe almeno un po’ di giustizia.

isnews.it

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