Diplomati magistrali. Ventimila maestre denunciano l’Italia in Europa

La protesta delle maestre contro la sentenza del Consiglio di Stato

La protesta delle maestre contro la sentenza del Consiglio di Stato

È finito sul tavolo del Consiglio d’Europa, il pasticcio dei 50mila diplomati magistrali ante 2002, esclusi dalle Graduatorie ad esaurimento e dal ruolo da una sentenza del Consiglio di Stato. In attesa che il Ministero dell’Istruzione dia indicazioni operative agli Uffici scolastici regionali (a questo riguardo, viale Trastevere è ancora in attesa del parere dell’Avvocatura dello Stato sulla corretta interpretazione della sentenza), il sindacato autonomo Anief ha presentato un reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, a nome di oltre 20mila maestre e mastri di scuola materna ed elementare.

«Violata la Carta sociale europea»

Secondo il sindacato, la sentenza del CdS violerebbe la Carta sociale europea e il principio di non discriminazione dei diplomati magistrali, abilitati all’insegnamento, ad essere immessi in ruolo. «Lo stesso Consiglio di Stato – ricorda il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico – ha pronunciato ben sette sentenze che hanno riconosciuto questo diritto. Quella del 20 dicembre, invece, viola il diritto alla stabilità lavorativa, precarizzando il lavoro di migliaia di persone. In questo contesto lo Stato italiano è colpevole tre volte: come legislatore, giudice e datore di lavoro».

Sciopero degli scrutini

Per protestare contro lo stallo in cui versa la situazione, ormai da oltre un mese, l’Anief ha proclamato lo sciopero degli scrutini, che, a seconda dei calendari decisi dalle scuole, si svolgeranno tra oggi e la metà di febbraio. In questo modo, il sindacato punta a bloccare l’attività, con gravi ricadute sugli studenti e le famiglie. «Non è possibile – sottolinea Pacifico – che gli insegnanti siano abilitati a sostenere gli scrutini e poi, invece, possano essere cacciati dalla scuola da una sentenza del genere». Lo sciopero di tutti gli insegnanti e del personale della scuola è stato proclamato anche dai Cobas per il 23 febbraio. I sindacati di base vogliono risposte sui diplomati magistrali, ma anche sul precariato scolastico e sul rinnnovo del contratto

«Licenziamento di massa»

L’allarme sul futuro dei diplomati magistrali interessati dalla sentenza del CdS è lanciato anche dalle associazioni Adida e Mida, che parlano apertamente di «enorme licenziamento di massa» al termine dell’anno scolastico. Per fare il punto della situazione, le associazioni hanno organizzato un convegno a Roma per domenica, con i legali che stanno seguendo il caso. «Si profila un quadro preoccupante che necessita di un momento di confronto immediato – si legge in una nota -. È a rischio la tenuta della scuola».

Avvenire

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