Codice rosso per lo smog, 39 città fuorilegge

(di Tommaso Tetro) (ANSA) – ROMA, 29 GEN – Una nuvola di smog incombe sull’Italia e rende “l’aria sempre più irrespirabile”. Un’emergenza “cronica”, da “codice rosso”, tanto che nel 2017 ci sono state 39 città ‘fuorilegge’ per inquinamento atmosferico, con situazioni estreme nelle città del nord e nella pianura padana. Un quadro preoccupante cui il nostro Paese paga già un tributo di morti premature e costi sanitari e che potrebbe, presto, cominciare a pesare anche in termini di sanzioni europee senza l’individuazione di soluzioni adeguate; tra poche ore è infatti convocato dalla commissione Ue il tavolo dedicato all’inquinamento dell’aria con i Paesi sotto scacco d’infrazione (nove in tutto, tra cui l’Italia).

Il nuovo rapporto di Legambiente ‘Mal’Aria 2018’ disegna un quadro che racconta come le concentrazioni di polveri sottili (PM10) e ozono siano arrivate alle stelle: la popolazione residente esposta a questi due inquinanti in modo “costante” è di circa 7 milioni di abitanti. Nella classifica delle città più inquinate ci sono Torino, in testa, con 112 sforamenti della soglia (che è di 50 microgrammi per metro cubo al giorno, fino a un massimo di 35 superamenti consentiti all’anno), Cremona con 105 e Alessandria con 103; la prima del centro-sud è Frosinone al nono posto (93 giorni). Le altre sono Padova con 102, Pavia con 101 giorni, Asti con 98 giorni, Milano con 97, Venezia con 94, Lodi e Vicenza con 90. La cosa “drammatica” è che sommando gli sforamenti ‘fuorilegge’ di PM10 e ozono (le città che hanno superato il limite di 25 giorni nell’anno solare sono 44, tra le peggiori Catanzaro con 111 superamenti) ci sono persone che, nel peggiore dei casi – Cremona con 178 giorni di superamenti del limite, 105 per le polveri sottili e 73 per l’ozono – hanno respirato “polveri e gas tossici e nocivi un giorno su due” all’anno.

Di fronte a questi numeri, Legambiente è chiara: l’inquinamento si traduce “in problemi di salute, costi per il sistema sanitario (tra i 47 e i 142 miliardi di euro) e morti premature, in base alle stime dell’Agenzia ambientale europea, nel nostro Paese sono oltre 60 mila l’anno”. Per questo lancia un appello: “Non bastano misure tampone, servono interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale che locale”.

Intanto i riflettori si accendono a Bruxelles sull’incontro convocato dal commissario all’Ambiente Karmenu Vella, che servirà per offrire un’ultima possibilità ai nove Paesi membri sotto procedura d’infrazione per superamento dei limiti concordati di trovare soluzioni all’emergenza smog, sapendo che senza piani adeguati e strutturali la questione potrebbe finire per ‘scivolare’ alla Corte di Giustizia Ue.

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