Che partita sta giocando O’Malley?

“Lei ha capito a che gioco sta giocando O’Malley?”, domanda il cardinale nordico ma romano da una vita che delle stanze romane conosce ogni anfratto. Se non lo sa lei…, rispondo, capendo già dove l’eminenza voleva andare a parare. La risposta, qui ridotta in sintesi, è che la corsa dei cavalli per il palio del futuribile Conclave è partita e i purosangue sono già ben allenati per giocarsi le proprie possibilità di uscire dal balcone di San Pietro vestiti di bianco.

 

“O’Malley non è amato dagli altri cardinali americani, che non l’hanno mandato neanche al Sinodo e non l’hanno mai considerato per qualche posizione di vertice dentro la Conferenza episcopale. E lui sa che per risultare votabile deve prima di tutto avere dalla sua parte i suoi connazionali. Che, in questo momento, non è che siano proprio allineati al verbo del Santo Padre, tranne due eccezioni”.

Riassumendo: Séan Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston, fa parte della rosa dei possibili successori di Bergoglio, ma non ha i voti. L’accusa? Troppo schiacciato sulle posizioni di Francesco. Ecco perché ha bisogno di smarcarsi e di giocare la propria partita. Che crudeltà e bassezza, replico. “Le ricordo che nei decenni passati succedeva ben di peggio, e per la successione a Giovanni Paolo II furono fondati anche due circoli di cardinali che si riunivano in segreto per stilare programmi e cercare candidati”, replica il porporato che però, quanto alle chance che il vescovo di Boston diventi Papa è netto: “Zero virgola uno per cento”.

Il Foglio

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