Anno giudiziario:’politica dica no ai voti della mafia’

(ANSA) – ROMA, 27 GEN – La politica non accetti i voti dei mafiosi. In piena campagna elettorale è stato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho a lanciare l’appello a chi è pronto a candidarsi. Lo ha fatto da Reggio Calabria, intervenendo alla inaugurazione dell’anno giudiziario, nella cerimonia alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Interno Marco Minniti. De Raho ha rivendicato “il fortissimo livello di efficacia” raggiunto nel contrasto alle mafie,incassando il ringraziamento del responsabile del Viminale per il lavoro svolto. Ma a chi si candida alla guida del Paese ha chiesto di fare di più: “nei confronti della criminalità organizzata la politica deve assumere il medesimo atteggiamento scelto dalla Chiesa, con la scomunica dei mafiosi. Dire cioè a chiare lettere a chi si avvicina per offrire voti e protezione: ‘voi siete esclusi dalle nostre scelte'”.

La minaccia rappresenta dalle varie mafie, sempre più feroci fuori dai loro territori tradizionali, e che vogliono mettere le mani sulla ricostruzione nei luoghi colpiti dal sisma, è stato uno dei temi affrontati nelle cerimonie che si sono tenute in tutte le Corti d’appello. E il ministro della Giustizia Andrea Orlano ha scelto di essere presente a Catanzaro, proprio per dare un segnale a “un territorio fortemente piagato dalla presenza della criminalità organizzata”. Tra le regioni che stanno diventando sempre più terreno di conquista della criminalità organizzata c’è certamente il Lazio. Un’emergenza che ha fatto parlare il Pg di Roma Giovanni Salvi di una minaccia potenzialmente “mortale” per la tenuta della legalità. Alle infiltrazioni delle mafie storiche “si accompagnano nuove organizzazioni, su base etnica o che sfruttano la particolarità della struttura sociale, economica e politica della capitale e la debolezza della struttura politica”, ha avvertito il Pg , che ha colto l’occasione anche per ribadire l’impegno per l’accertamento della verità sull’omicidio di Giulio Regeni. Fa paura anche la mafia del Gargano, che con gli efferati omicidi dell’ultimo anno, ha dimostrato “una ferocia oltre ogni limite”, come ha evidenziato il Pg di Bari Anna Maria Tosto. In Umbria non c’è ancora una “stabile e radicata presenza di forme di criminalità organizzata di tipo mafioso”, ma si teme che i clan vogliano trasformare la ricostruzione post sisma in un grande affare. Non si è nascosto dietro un dito il Pg di Perugia, Fausto Cardella: i lavori per la ricostruzione “rappresentano sicuramente un obiettivo appetibile per le organizzazioni criminali di qualunque tipo”.

Da Milano è risuonato invece l’allarme più forte per un’altra emergenza,il terrorismo islamico. “Lo stato della minaccia terroristica jihadista rimane assai elevato nel nostro Paese- ha avvertito il Pg Roberto Alfonso – la sollecitazione a colpire l’Italia è stata avanzata dai vertici dello Stato islamico in vari proclami ma è confermata dalle inchieste”.

Più “politico” l’intervento del Pg di Palermo, Roberto Scarpinato, che se l’è presa con il job act: “il tentativo di modificare i contenuti della Costituzione, respinto in sede referendaria – ha detto – viene continuato con leggi come quella sulla precarizzazione del lavoro. Un lavoro talmente sottopagato da assicurare solo una sopravvivenza ai limiti della povertà”. (ANSA).

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