Il celibato dei preti diocesani ha ancora un senso? Il Movimento dei preti sposati offre collaborazione alla diocesi di Cuneo

Una cinque giorni di riflessione per i preti della diocesi di Cuneo è l’occasione per il Movimento Internazionale dei sacerdoti lavoratori sposati offerta per lanciare un invito ai vescovi italiani e al Vaticano: “siamo pronti a vivere insieme ai Parroci nelle parrocchie con le nostre famiglie. Siamo una grande risorsa da valorizzare nella Chiesa”.

Di seguito la notizia.

“Dal 22 al 26 gennaio 2018 i preti della diocesi di Cuneo rifletteranno sul tema del celibato. Il tema si ispira alla lettera di papa Francesco, Amoris Laetitia e intende collegare il ministero del prete e la sua identità personale all’esperienza dell’amore umano. Il ministero del prete con le famiglie gli fa vedere la grazia e la fragilità dell’amore umano (filiale, sponsale, materno, paterno, fraterno …) e gli fa scoprire la propria collocazione peculiare di uomo celibe. Il prete celibe non è estraneo all’amore umano, ma ne partecipa in modo particolare. Questa sua posizione richiede una grazia speciale e mette in conto anche sofferenze e difficoltà. Nel corso della settimana residenziale si intende aiutare il clero diocesano a riflettere sulla propria esperienza per dare una nuova consapevolezza della vocazione personale. Interverrannno: il teologo Pierangelo Sequeri, il prof. Perez-Soba,, don Vittorio Conti, sacerdote diocesano e studioso presso l’Istituto di Psicologia dell’Università Gregoriana di Roma. All’intervento di esperti esterni, si aggiunge quello di alcuni preti diocesani cuneesi che offriranno integrazioni sul tema dell’amore umano nella Bibbia (don Carlo Cravero), nella letteratura (don Martino Pellegrino), nella musica (don Ezio Mandrile), nelle canzoni ascoltate dai giovani (don Paolo Revello). Alcuni laici, inoltre, porteranno una loro meditazione su aspetti dell’amore vissuto in famiglia. Sono previste due serate cinematografiche dedicate ai film Calvario (2014) e Silence (2017)” (laguida.it).

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