Vaticano verso la svolta: ecco i”viri probati”, nuovi sacerdoti sposati

Il Vaticano si prepara alla svolta in materia di sacerdozio. Il cardinale Stella, che è il prefetto della Congregazione del clero, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Fabio Marchese Ragona nel suo “Tutti gli uomini di Francesco”.

Il libro, che è in uscita oggi, si preannuncia denso di rivelazioni. Una tra queste, come detto, riguarda proprio i “viri probati”, cioè quegli uomini di “chiara fede”, ma sposati, a cui la Santa Sede starebbe pensando per la Chiesa del domani. Almeno per quanto riguarda alcune zone del mondo. Il cardinale Stella ha chiarito l’esistenza della possibilità di ordinare come sacerdoti degli “anziani sposati”. Papa Francesco, del resto, aveva aperto all’ipotesi in questione in tempi non sospetti: il problema della crisi delle vocazioni potrebbe essere risolto tramite l’estensione ai laici del ruolo di sacerdote. La Chiesa tedesca, nello specifico, sarebbe particolarmente convinta della bontà di questo provvedimento  cercando di accelerare i tempi. Il cardinale Marx su tutti.

“Dallo studio della questione – ha sottolineato il cardinale Stella nel virgolettato riportato da La Stampa – emergono interessanti prospettive, di cui potrebbe essere valutata l’effettiva portata, come ad esempio la possibilità di ordinare in qualche comunità alcuni “anziani”, secondo la proposta che il vescovo emerito di Aliwal, in Sudafrica, monsignor Lobinger, fece già qualche anno fa; qui, l’accento non è sui singoli viri probati che vengono ordinati, ma sulla maturità e responsabilità della comunità cristiana, dalla quale potrebbero emergere alcuni “anziani” che, una volta ricevuta l’ordinazione, si occuperebbero di garantire la celebrazione eucaristica, il sacramento della riconciliazione e quello dell’unzione degli infermi”. Il prefetto della Congregazione per il Clero, insomma, si riferisce a casi in cui pare evidente una “emergenza sacramentale”. I “viri probati”, quindi, non dovrebbero riguardare la Chiesa di Roma in ogni territorio in cui è presente, ma solamente quelli in cui, come accade in alcune isole del Pacifico, si è evidenziata una vera e propria assenza di sacerdoti. L’intervista a Stella, però, ha evidenziato il fatto che il Vaticano sia impegnato in uno studio al riguardo. I “viri probati” sono generalmente previsti per quelle zone del mondo rimaste senza guida pastorale, in cui è necessario estendere il sacerdozio anche a uomini di “chiara fede”, ma sposati, che possono così divenire nella condizione di celebrare i sacramenti. “Perciò – ha sottolineato il cardinale Stella – se “la Chiesa vive dell’eucaristia” e l’eucaristia “è il nucleo del mistero della Chiesa” (Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia, n. 1), allora a ogni comunità cristiana, anche in situazioni complesse e in contesti culturali ed ecclesiali difficili, dovrebbe essere garantito questo alimento spirituale. In tal senso, ove ne emergesse l’urgenza, si potrà pensare all’ordinazione di “anziani” che, continuando a conservare la famiglia e il lavoro e ricevendo una formazione contestualizzata all’ambiente, potrebbero offrire un servizio a tempo parziale nella stessa comunità da cui provengono, per garantire la pastorale sacramentale e, in particolare, la presidenza della celebrazione eucaristica”. Bergoglio, in un’intervista rilasciata nello scorso anno, aveva sottolineato come i “viri probati” potessero rappresentare una “possibilità” per la Chiesa cattolica.

La crisi delle vocazioni, del resto, è un problema che difficilmente potrebbe essere risolto tramite modalità differenti. Secondo l’associazione “Amici di Lazzaro”, negli ultimi quarant’anni sono stati più di settantamila i sacerdoti che hanno deciso di abbandonare l’abito talare. Per l’anno venturo è previsto inAmazzonia un Sinodo straordinario che dovrebbe toccare proprio il tema dell’ordinazione sacerdotale degli uomini di “chiara fede”. La regione brasiliana, come anche alcune isole del Pacifico, è particolarmente interessata dalla mancanza di sacerdoti. La questione, però, potrebbe divenire presto d’attualità anche in Europa. Africa, Asia, Oceania e sud America, infatti, sono spiritualmente più interessate dalle vocazioni di quanto lo sia il vecchio continente. Il calo complessivo si assesta attorno al 3,6%, ma il picco è registrato in Europa, anche in Italia, dove si sta assistendo ad una vera e propria fuga dal celibato da parte dei giovani. Le stime italiane raccontano di come spesso un solo sacerdote sia chiamato a guidare più di quindici comunità ecclesiastiche. Il Vaticano, insomma, è consapevole dell’importanza dei “viri probati” per il futuro della Chiesa di Roma. Nonostante Stella parli di “emergenza sacramentale”, infatti, sono i numeri a suggerire come questa soluzione possa essere adottata, in futuro, in tutte le conferenze episcopali del mondo.

Il Giornale

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