Quando i preti erano sposati: le porte si apriranno di nuovo?

Antonio Potenza è un monaco di Montecassino, anzi lo era. Nell’antica abbazia, fondata da S. Benedetto da Norcia, faceva il segretario del “principale”, con ottime prospettive di prenderne il posto. Lì incontra un’avvenente ragazza e decide di sposarla. Per farlo, “abbraccia” il credo anglicano, va in Inghilterra, e nella cattedrale di Westminster, si sposa. La notizia arriva a Roma, alle “congregazioni competenti” che decidono per la scomunica immediata dell’ex benedettino. Perché? Il celibato dei preti cattolici è argomento attuale, tristemente famoso per gli scandali dei preti pedofili. E’ materia da sempre controversa. E’ stata discussa per secoli, e, più di un concilio, come quello di Elvira in Spagna o quello di Nicea, stabilirono norme che “ingarbugliarono ancor più la matassa”… Chi era già sposato poteva diventare sacerdote, chi non lo era prima, non poteva sposarsi dopo. Il sacerdote sposato, doveva seguire la regola (non scritta) della castità. Anche la compagna … Questa regola era rispettata? Raramente. Lo si capiva dalle frequenti gravidanze. Cristo guarì la suocera di Pietro. Pietro, il primo papa, aveva dunque una moglie. Altri papi e alti prelati ne hanno avute. Anche di “ufficiali”. Il motivo del celibato, quello almeno che “va per la maggiore”, è che un sacerdote deve dedicare tutto il tempo al suo magistero. Gesù Cristo era celibe. Anche gli apostoli lo erano, ma avevano un sacco di cose da fare: in poco tempo, e appena in dodici, dovevano avviare la “Ditta”. Insomma il sacerdote è già sposato con la Chiesa. I sacerdoti cattolici, di sana e robusta costituzione, sono così condannati a continue sofferenze. In solitudine. Quando tutto va bene. Papa Francesco, in una breve intervista ha detto che “il celibato, è un dono della chiesa che apprezzo. Non è un dogma ma una regola. Ci sono porte che si possono aprire”. Spero che si aprano presto.

Filippo De Luca – corriere.it

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